

La Provincia Domenicana ha rimesso in moto la ruspa, chiudere il convento di San Marco era troppo poco, la demolizione ora prosegue con la chiusura della "Biblioteca di Spiritualità A. Levasti", prima declassata a "fondo", prossimamente chiusa al pubblico. Una decisione che ha colto tutti di sorpresa, perché le autorità domenicane, nei mesi scorsi, si erano prodigate a inviare messaggi tranquillizzanti (il convento chiuderà, ma le attività proseguiranno inalterate...), messaggi ora smentiti dai fatti. E' stato tutto un inganno fin dal primo momento oppure hanno fatto promesse che poi non hanno voluto mantenere? Prima di lasciare spazio ad un articolo del "Corriere Fiorentino" (12-10-2018), riproponiamo le parole del Provinciale Aldo Tarquini in un'intervista al suddetto giornale in data 25 gennaio 2018: "Ogni allarmismo è ingiustificato [...] sarà garantita l'apertura e la funzionalità della biblioteca".
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San Marco, Roma fa tabula rasa
Chiuderà anche la Biblioteca
Lo stop da dicembre. Annunciato il licenziamento di tre dipendenti. Restano chiesa e museo
Antonio Passanese "Corriere Fiorentino" 12-10-2018
La prima pagina del registro dei frequentatori, anzi degli appassionati, della biblioteca «Arrigo Levasti» porta la data dei 15 novembre 1979 (giorno dell’inaugurazione). Il professor Arrigo Levasti, nel 1973, anno della sua morte, donò tutta la parte «spirituale» della sua collezione di libri al convento di San Marco, ma a due condizioni: primo, che il materiale librario non venisse fuso con quello della comunità domenicana, secondo, che fosse accessibile al pubblico. A quel fondo di 7.450 preziosi volumi si aggiunsero via via molte altre raccolte o per donazioni o per acquisti, e oggi il patrimonio della «Biblioteca di Spiritualità» di via della Dogana supera abbondantemente i 40.000 testi, conservati in mille metri lineari di scaffalature.
Nonostante i suoi quarant’anni di attività e i tremila frequentatori l’anno — studenti e docenti universitari, ricercatori, sacerdoti e cultori di teologia, sacre scritture, filosofia e arte religiosa — il Capitolo Provinciale Romano, da cui dipendono i domenicani della Toscana, ha deciso di sopprimere la «Levasti» per farla confluire nel «Fondo di Spiritualità Jacopo Passavanti» di Santa Maria Novella. Questo significa che da dicembre la biblioteca di San Marco non sarà più aperta al pubblico, «ma sarà comunque fruibile», fanno sapere dal convento di Savonarola e La Pira. In che modo? «Coloro che avranno bisogno di consultare i nostri testi dovranno rivolgersi alla bibliotecaria di Santa Maria Novella che prenderà nota delle richieste. La bibliotecaria, inoltre, nei prossimi mesi presenterà un progetto sulla fruibilità dei 40.000 volumi, e non è escluso che internet possa essere un nostro alleato».
Sta di fatto che qualche giorno fa al responsabile laico della «Arrigo Levasti» è stato annunciato il licenziamento: un fulmine a ciel sereno per i tanti frequentatori e per i fiorentini, visto che il Capitolo Provinciale aveva assicurato che né il Museo (che peraltro è di proprietà dello Stato), né la chiesa, né tantomeno la biblioteca sarebbero stati toccati dal provvedimento. Ma c’è di più. Perché qualche giorno fa anche alle altre due dipendenti del convento, ovvero la cuoca e la portinaia, è stato comunicato il licenziamento. Questo significa che la chiusura del monastero e il trasferimento degli ultimi tre domenicani in Santa Maria Novella sono vicini: «Forse a novembre o agli inizi di dicembre — raccontano i monaci — Ci sono problemi logistici da risolvere». Ora si spera che Papa Francesco, a cui — durante un’udienza privata — l’associazione Beato Angelico ha consegnato ventimila firme per scongiurare la soppressione del monastero e della biblioteca, possa intervenire nella questione «e salvare entrambe le istituzioni». Il Santo Padre, infatti, è l’unica autorità in grado di cambiare il decreto del generale dell’ordine dei domenicani, Bruno Cadoré, firmato a fine giugno.