

Salviamo la valle del torrente Bretta


Salviamo la valle del torrente Bretta
Il problema
Nella Valle del Bretta sono chiaramente visibili liquidi provenienti dalla base della discarica GETA che confluiscono nel fosso del Porchiano per poi giungere nel torrente Bretta, corso d’acqua soggetto a “tutela permanente”.
Nel torrente Bretta confluiscono anche le acque del fosso del Vignola, cariche di percolato, perché sovrastate dalla ex discarica per rifiuti pericolosi della IPGI. Circostanza che, pur essendo nota dalla primavera scorsa agli enti competenti, non ha ancora prodotto alcuna visibile azione di risanamento.
Più a valle, il torrente Bretta, fornendo acqua evidentemente avvelenata alle specie animali e alle coltivazioni, si trasforma in una minaccia anche per l’economia delle produzioni tipiche.
In conclusione, dalle nostre osservazioni è emerso uno stato di grave compromissione ambientale dell’intera Valle del Bretta, con potenziali ripercussioni sulla salute pubblica e sull’economia locale e provinciale. Un’emergenza per la quale sarebbero necessari provvedimenti urgenti di tutela ambientale e sanitaria.
Manca un'adeguata programmazione nella gestione dei rifiuti in tutto l’ambito provinciale. Infatti, a oggi, non è stata ancora trovata un’alternativa sostenibile al conferimento dei rifiuti alla GETA. Si continua a gestire l’emergenza con proroghe e deroghe senza attivare azioni concrete di ripristino o bonifica, né da parte del Comune interessato per territorio, né da parte dell’organismo provinciale.
L’intero territorio provinciale è cosparso di ex discariche per rifiuti pericolosi e non: Relluce ex RSU, Campolungo RSU+ nocivi, IPGI nocivi, GETA RSU+ nocivi, Uniproject RSU+ nocivi a Maltignano, e tutte scaricano liquami nel fiume Tronto. Senza dimenticare le discariche chiuse ma ancora da bonificare di San Benedetto del Tronto, Acquaviva Picena, Acquasanta Terme, la gran parte delle quali scaricano liquami nel fiume Tronto. Tutti questi impianti, prima o poi, dovranno essere assoggettati a costose operazioni di bonifica. Per questi motivi
chiediamo al Presidente della provincia
- che metta in campo ogni azione di Sua competenza volta a garantire alla cittadinanza l'adozione di misure di prevenzione e contenimento dell'inquinamento nel proprio territorio ma anche un adeguato livello di partecipazione ai processi decisionali che possono avere impatto rilevante sull'ambiente e la salute, con particolare riguardo alla presenza di una rappresentanza degli scriventi Comitati in sede di Conferenza dei Servizi nell'ambito del rilascio di autorizzazione integrata alla GETA srl in località Alto Bretta;
- che si faccia parte attiva affinché si avvii un percorso di programmazione della gestione del ciclo dei rifiuti condivisa, nel rispetto delle norme e al di fuori dell’emergenza, insieme con un progetto per la bonifica e messa in sicurezza dei siti già contaminati, a cominciare dall’IPGI;
- che l'intero Polo Ecologico GETA s.r.l. sia sottoposto ad ispezioni, controlli e verifiche da parte di tutte le autorità preposte alla tutela della salute pubblica, dell'ambiente, delle acque ed all'accertamento di una corretta conduzione dell'attività di trattamento e smaltimento dei rifiuti, ), anche tenendo conto di quanto previsto dal Piano di Ispezioni Ambientali della Regione Marche approvato con Deliberazione n. 315 del 20 aprile 2015;
- che l’impianto di trattamento di Relluce sia sottoposto a monitoraggio, al fine di verificare se dall’impianto medesimo esca, in direzione della GETA, un prodotto realmente stabilizzato, e che non si tratti semplicemente di "tal quale" triturato ma che abbia i requisiti tecnici per essere ammissibile in discarica;
- che sia valutato complessivamente lo stato ambientale dell’intera provincia di Ascoli in considerazione del numero e della qualità delle discariche in essa presenti, secondo quanto sopra illustrato.
Il problema
Nella Valle del Bretta sono chiaramente visibili liquidi provenienti dalla base della discarica GETA che confluiscono nel fosso del Porchiano per poi giungere nel torrente Bretta, corso d’acqua soggetto a “tutela permanente”.
Nel torrente Bretta confluiscono anche le acque del fosso del Vignola, cariche di percolato, perché sovrastate dalla ex discarica per rifiuti pericolosi della IPGI. Circostanza che, pur essendo nota dalla primavera scorsa agli enti competenti, non ha ancora prodotto alcuna visibile azione di risanamento.
Più a valle, il torrente Bretta, fornendo acqua evidentemente avvelenata alle specie animali e alle coltivazioni, si trasforma in una minaccia anche per l’economia delle produzioni tipiche.
In conclusione, dalle nostre osservazioni è emerso uno stato di grave compromissione ambientale dell’intera Valle del Bretta, con potenziali ripercussioni sulla salute pubblica e sull’economia locale e provinciale. Un’emergenza per la quale sarebbero necessari provvedimenti urgenti di tutela ambientale e sanitaria.
Manca un'adeguata programmazione nella gestione dei rifiuti in tutto l’ambito provinciale. Infatti, a oggi, non è stata ancora trovata un’alternativa sostenibile al conferimento dei rifiuti alla GETA. Si continua a gestire l’emergenza con proroghe e deroghe senza attivare azioni concrete di ripristino o bonifica, né da parte del Comune interessato per territorio, né da parte dell’organismo provinciale.
L’intero territorio provinciale è cosparso di ex discariche per rifiuti pericolosi e non: Relluce ex RSU, Campolungo RSU+ nocivi, IPGI nocivi, GETA RSU+ nocivi, Uniproject RSU+ nocivi a Maltignano, e tutte scaricano liquami nel fiume Tronto. Senza dimenticare le discariche chiuse ma ancora da bonificare di San Benedetto del Tronto, Acquaviva Picena, Acquasanta Terme, la gran parte delle quali scaricano liquami nel fiume Tronto. Tutti questi impianti, prima o poi, dovranno essere assoggettati a costose operazioni di bonifica. Per questi motivi
chiediamo al Presidente della provincia
- che metta in campo ogni azione di Sua competenza volta a garantire alla cittadinanza l'adozione di misure di prevenzione e contenimento dell'inquinamento nel proprio territorio ma anche un adeguato livello di partecipazione ai processi decisionali che possono avere impatto rilevante sull'ambiente e la salute, con particolare riguardo alla presenza di una rappresentanza degli scriventi Comitati in sede di Conferenza dei Servizi nell'ambito del rilascio di autorizzazione integrata alla GETA srl in località Alto Bretta;
- che si faccia parte attiva affinché si avvii un percorso di programmazione della gestione del ciclo dei rifiuti condivisa, nel rispetto delle norme e al di fuori dell’emergenza, insieme con un progetto per la bonifica e messa in sicurezza dei siti già contaminati, a cominciare dall’IPGI;
- che l'intero Polo Ecologico GETA s.r.l. sia sottoposto ad ispezioni, controlli e verifiche da parte di tutte le autorità preposte alla tutela della salute pubblica, dell'ambiente, delle acque ed all'accertamento di una corretta conduzione dell'attività di trattamento e smaltimento dei rifiuti, ), anche tenendo conto di quanto previsto dal Piano di Ispezioni Ambientali della Regione Marche approvato con Deliberazione n. 315 del 20 aprile 2015;
- che l’impianto di trattamento di Relluce sia sottoposto a monitoraggio, al fine di verificare se dall’impianto medesimo esca, in direzione della GETA, un prodotto realmente stabilizzato, e che non si tratti semplicemente di "tal quale" triturato ma che abbia i requisiti tecnici per essere ammissibile in discarica;
- che sia valutato complessivamente lo stato ambientale dell’intera provincia di Ascoli in considerazione del numero e della qualità delle discariche in essa presenti, secondo quanto sopra illustrato.
PETIZIONE CHIUSA
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I decisori
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Petizione creata in data 17 novembre 2015