SALVIAMO I CIGNI DI DESENZANO DEL GARDA DALLO SFRATTO!

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A Desenzano del Garda, cittadina a diretto contatto col lago e con la sua fauna, il sindaco ha emanato un’ordinanza attraverso cui vieta, applicando sanzioni fino ad € 150, la somministrazione di cibo agli uccelli acquatici affamati (anatre, cigni, etc.), con l’intento di allontanarli da spiagge, moli e piazze, senza tuttavia aver valutato e risolto le cause che spingono gli animali affamati nel centro storico in cerca di cibo: comportamento probabilmente imputabile all’alterazione dell’ecosistema lacustre da parte dell’uomo, con conseguente riduzione di alimenti naturali e rifugi a disposizione degli uccelli.

Attraverso questo appello (che fa seguito ad una richiesta diretta rimasta inascoltata: protocollo 53848-28/12/17) chiediamo in massa che l’ordinanza 62-14/12/17 sia immediatamente annullata o rettificata, in nome di un doveroso orientamento dell’amministrazione comunale alla salvaguardia degli animali autoctoni, specialmente quelli inseriti a pieno titolo nell’elenco delle specie “particolarmente protette”: quali il cigno reale, come risultante da L 157/1992-art. 2-comma 1b e confermato da LR 26/1993-art.4-comma 1/2.

Protagonisti di questa ordinanza, pur menzionante genericamente “uccelli acquatici”, sono infatti i pochi cigni che frequentano assiduamente il centro storico nelle immediate vicinanze del lago (tra l’altro amati ed ammirati dalla maggior parte dei residenti e dei turisti ed apparsi addirittura sui quotidiani locali), che hanno l’unica colpa di essersi adattati all’invadenza umana su un territorio di cui sono leggitimi abitanti.

Pur riconoscendo la veridicità di alcune premesse indicate nell’ordinanza rispetto all’interferenza con la selezione naturale e al rischio di addomesticamento e di dipendenza dall’uomo derivanti dalla somministrazione di cibo alle specie selvatiche, riteniamo che queste motivazioni siano valide solo in un ambiente naturale integro ed equilibrato, non in un contesto fortemente contaminato dall’uomo come quello desenzanese.

Chiediamo dunque che il comune di Desenzano del Garda si adoperi attraverso gli organi competenti, come previsto da LR 26/1993-art. 8,9,10, a monitorare la reale situazione delle popolazioni faunistiche e del territorio (e ad informarne i cittadini): allo scopo di conservare le specie animali presenti e l’idoneità degli habitat d’appartenenza, anche attraverso il ridimensionamento delle attività eccessivamente invasive, distruttive o inquinanti, quali ad esempio la distruzione dei canneti; l’utilizzo illimitato e spregiudicato di mezzi di navigazione a motore nel lago; gli eccessivi spettacoli pirotecnici sul lago; la creazione di sempre più estese passerelle a lago ad uso umano, la pesca indiscriminata, etc. Solo in questa maniera si concederà alle specie selvatiche la reale possibilità di cibarsi secondo i meccanismi naturali e di rispettare le leggi della selezione naturale.

Fintanto che non si sarà raggiunto questo ambizioso obiettivo, l’operato dell’amministrazione comunale non deve essere orientato a punire chi, mosso da intenti compassionevoli, somministra cibo agli animali affamati, bensì orientato a diffondere una corretta informazione circa le caratteristiche etologiche delle specie autoctone (come suggerito anche da LR 26/1993-art.8-comma 5) e una corretta interazione di cittadini e turisti con esse: basata sul mantenimento di una rispettosa distanza e sul divieto di toccare e disturbare gli animali. E’ importante anche fornire un elenco degli alimenti adatti ad integrare all’occorrenza la dieta di questi palmipedi (per esempio: insalate, carote, sementi, germogli e mais spezzettati per cigni e anatre) evitando così che vengano loro somministrati cibi potenzialmente dannosi e creanti dipendenza: quali patatine, pane, snack, dolci, avanzi e prodotti elaborati. Questi risultati sono ottenibili attraverso l’installazione di apposita segnaletica verticale in punti strategici e diffusione di materiale esplicativo o pianificando incontri educativi della cittadinanza e attività scolastiche: chiediamo dunque al sindaco di adottare al più presto questi presidi.

 Ad onor del vero, in virtù delle leggi vigenti  che considerano la fauna selvatica come prezioso patrimonio pubblico (L 157/1992-art.1-comma1 e LR 26/1993-art.1-comma 2), sarebbe auspicabile che fosse la stessa amministrazione comunale a farsi direttamente carico dell’integrazione invernale di cibo agli animali in difficoltà, in modo da fornire alimenti idonei per tipologia e quantità, in luoghi adatti a garantire la tranquillità e la salvaguardia degli uccelli. Sproniamo dunque fortemente in tal senso il comune di Desenzano del Garda, in modo che nessun cittadino si veda costretto ad agire coscienziosamente di propria iniziativa, in maniera forse impropria, ma certo non biasimevole e punibile!

 Anche le motivazioni sanitarie addotte nell’ordinanza in questione sono discutibili, in quanto la menzionata “dermatite dei bagnanti” è semplicemente un’irritazione “allergica” nonchè “transitoria” (come specificato) ed è quindi assolutamente trascurabile, soprattutto considerando che i primi esseri aventi diritto di beneficiare dell’ambiente acquatico e litoraneo sono proprio gli uccelli lacustri, che non hanno un luogo in cui soggiornare alternativo all’habitat che gli umani pretendono di occupare sempre più estesamente a loro esclusiva pertinenza.

Gli organi comunali hanno piuttosto il dovere di spronare la cittadinanza ad essere consapevole della fortuna di poter ammirare da vicino queste creature, anziché spingerla al disprezzo o alla fobia degli animali attraverso ordinanze di tal genere che, insistendo su termini quali: “malattia” ,“problemi sanitari”, “incolumità delle persone” ,“igiene pubblica”, etc, creano inutili e immotivati allarmismi. Laddove realmente necessario, il problema non può certo essere antropocentricamente risolto scacciando gli animali: l’amministrazione comunale è casomai tenuta ad intensificare l’attività degli operatori ecologici sul territorio, occupandosi di ripulire sia gli imbrattamenti umani, che quelli degli abitanti animali.

Concludendo auspichiamo che il sindaco, anziché concentrarsi sulla vessazione pecuniaria delle persone sensibili al benessere animale, reindirizzi i suoi sforzi ad educare cittadini, commercianti e turisti a riconoscere che il territorio in cui si trovano va condiviso con altre creature che lo popolano a pieno diritto e che, ben lungi dall’essere un disturbo, sono piuttosto una ricchezza e una risorsa! Per tali ragioni, sosteniamo attraverso questo appello che le questioni riguardanti il prezioso patrimonio ambientale e faunistico locale non possano essere liquidate superficialmente come tenta di fare l’ordinanza in questione, bensì vadano ragionate, approfondite e studiate coscienziosamente in ognuno degli aspetti indicati: nell’ottica di garantire benessere ed equo trattamento a tutti gli esseri coinvolti: umani e non!



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