Salviamo i 300 posti di lavoro degli operatori sociali Gesco


Salviamo i 300 posti di lavoro degli operatori sociali Gesco
Il problema
- La perdita di 300 posti di lavoro è un fatto drammatico, soprattutto in una regione come la Campania afflitta dalla disoccupazione. È una vicenda che coinvolge tutte e tutti perché la qualità e la natura del lavoro svolto dagli operatori sociali di Gesco al fianco dei più fragili e disagiati è un patrimonio collettivo della nostra comunità.
- La decisione dell'Asl Na1 centro di recedere unilateralmente dal contratto con il gruppo Gesco 15 mesi prima della scadenza naturale rischia perciò di determinare conseguenze catastrofiche. Parliamo di numeri paragonabili ad una fabbrica di medie dimensioni, ma forse la natura immateriale del lavoro che gli operatori svolgono induce a pensare che meriti meno attenzione.
- Non è così. È una questione che riguarda non solo i 300 lavoratori e le loro rispettive famiglie che presto si ritroveranno da un giorno all'altro disoccupati in una realtà come la nostra che è già affamata di lavoro, ma l'intera città di Napoli e l'intera regione.
- Questo patrimonio di competenze ed esperienze non va dissipato.
Non lo consentiremo e chiediamo che il Prefetto di Napoli e il Presidente della Regione Campania intervengano per scongiurarlo.
Sergio D'AngeloPromotore della petizione
14.935
Il problema
- La perdita di 300 posti di lavoro è un fatto drammatico, soprattutto in una regione come la Campania afflitta dalla disoccupazione. È una vicenda che coinvolge tutte e tutti perché la qualità e la natura del lavoro svolto dagli operatori sociali di Gesco al fianco dei più fragili e disagiati è un patrimonio collettivo della nostra comunità.
- La decisione dell'Asl Na1 centro di recedere unilateralmente dal contratto con il gruppo Gesco 15 mesi prima della scadenza naturale rischia perciò di determinare conseguenze catastrofiche. Parliamo di numeri paragonabili ad una fabbrica di medie dimensioni, ma forse la natura immateriale del lavoro che gli operatori svolgono induce a pensare che meriti meno attenzione.
- Non è così. È una questione che riguarda non solo i 300 lavoratori e le loro rispettive famiglie che presto si ritroveranno da un giorno all'altro disoccupati in una realtà come la nostra che è già affamata di lavoro, ma l'intera città di Napoli e l'intera regione.
- Questo patrimonio di competenze ed esperienze non va dissipato.
Non lo consentiremo e chiediamo che il Prefetto di Napoli e il Presidente della Regione Campania intervengano per scongiurarlo.
Sergio D'AngeloPromotore della petizione
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Petizione creata in data 2 ottobre 2024