Salvare Thomas e 200 cittadini etiopi condannati a morte

Salvare Thomas e 200 cittadini etiopi condannati a morte

Firmatari recenti
Ivo Marinsek e altri 16 hanno firmato di recente.

Il problema

In una cella saudita, un gruppo di 200 cittadini etiopi, tra cui Thomas, attende l'esecuzione. Queste persone, indipendentemente da ciò che potrebbero aver commesso, meritano di essere considerati esseri umani a tutti gli effetti. La loro situazione ci spinge a fare appello alla nostra coscienza umana e ai valori che condividiamo a livello globale: il diritto inalienabile alla vita.

La comunità internazionale riconosce i diritti umani universali, come il diritto alla vita, all'integrità psicofisica e a un equo processo. La pena di morte, crudele e inumana, rappresenta una violazione di questi principi fondamentali. In un mondo che si evolve per proteggere la dignità umana, dobbiamo sollevarci contro tale barbarie e riconoscere che, indipendentemente dal crimine, ogni essere umano possiede diritti innati che non possono essere calpestati.

Thomas e questi 200 individui non sono solo statistiche; sono padri, madri, figli, e figlie. Hanno sogni, speranze e una possibilità di redenzione. Permettere che siano giustiziati significa chiudere la porta a queste possibilità e perpetuare un ciclo di violenza che non ha posto in una società civile.

Chiediamo al governo saudita di fermare queste esecuzioni e di rispettare le norme internazionali sui diritti umani. Promuoviamo un dialogo che porti a soluzioni più umane e costruttive, piuttosto che alla morte. È cruciale che le nostre voci siano ascoltate affinché sia messo in discussione il ricorso alla pena di morte non solo in Arabia Saudita, ma in tutto il mondo.

Uniamoci per difendere i diritti umani e fermare queste esecuzioni ingiuste e disumane. Si tratta di un appello urgente a cui nessuno può restare indifferente.

Fate sentire la vostra voce per fermare queste esecuzioni. Firmate la petizione ora.

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emanuele tetroPromotore della petizione

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Il problema

In una cella saudita, un gruppo di 200 cittadini etiopi, tra cui Thomas, attende l'esecuzione. Queste persone, indipendentemente da ciò che potrebbero aver commesso, meritano di essere considerati esseri umani a tutti gli effetti. La loro situazione ci spinge a fare appello alla nostra coscienza umana e ai valori che condividiamo a livello globale: il diritto inalienabile alla vita.

La comunità internazionale riconosce i diritti umani universali, come il diritto alla vita, all'integrità psicofisica e a un equo processo. La pena di morte, crudele e inumana, rappresenta una violazione di questi principi fondamentali. In un mondo che si evolve per proteggere la dignità umana, dobbiamo sollevarci contro tale barbarie e riconoscere che, indipendentemente dal crimine, ogni essere umano possiede diritti innati che non possono essere calpestati.

Thomas e questi 200 individui non sono solo statistiche; sono padri, madri, figli, e figlie. Hanno sogni, speranze e una possibilità di redenzione. Permettere che siano giustiziati significa chiudere la porta a queste possibilità e perpetuare un ciclo di violenza che non ha posto in una società civile.

Chiediamo al governo saudita di fermare queste esecuzioni e di rispettare le norme internazionali sui diritti umani. Promuoviamo un dialogo che porti a soluzioni più umane e costruttive, piuttosto che alla morte. È cruciale che le nostre voci siano ascoltate affinché sia messo in discussione il ricorso alla pena di morte non solo in Arabia Saudita, ma in tutto il mondo.

Uniamoci per difendere i diritti umani e fermare queste esecuzioni ingiuste e disumane. Si tratta di un appello urgente a cui nessuno può restare indifferente.

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Petizione creata in data 16 maggio 2026