
Tutte le armi paventate per affrontare la crisi, si sono rivelate pistole giocattolo a salve da spot elettorale, almeno nel nostro specifico settore.
- L'accesso al credito sportivo è una forma di aiuto poco rapida e poco consona a chi ha veramente bisogno. Il ricorso all'indebitamento, non può essere un aiuto per i più deboli.
- I 600 euro per i collaboratori sportivi, pochi erano in regola per poterne usufruire (i nodi vengono al pettine), e in ogni caso nessuno ne ha visto ancora l'erogazione.
- Assistenzialismo statale per i cavalli lavoratori, o di proprietà, non è all'orizzonte, occorre arrangiarsi da soli.
Il Mipaaf ha promesso la riapertura degli ippodromi quanto prima e sta lavorando al protocollo attuativo. Se verrà emessa una circolare come quella del 25 marzo u.s.; contemplerà entrambi i settori, ippica e sella.
Finalmente il mondo agonistico del cavallo si è convinto che i maneggi della base possono salvarsi dal tracollo solo riaprendo. Quindi si è allineato alla richiesta dei proprietari di poter tornare ad accudire personalmente i propri cavalli.
Questo permetterebbe di accontentare operatori che hanno voglia di ripartire - almeno con le attività primarie di accudimento- e che si trovano in difficoltà a gestire da soli i cavalli di proprietà altrui, ma anche finalmente i proprietari, che si erano trovati chiusi fuori dal maneggio, e persino trattati come appestati in taluni casi.
Sembra che l'app di tracciamento sia stata finalmente approvata dal CTS, e presto testata in alcune regioni, il tutto finalizzato alla fase 2 che dovrebbe ufficialmente aprirsi il 4 di maggio prossimo venturo, con il termine del lockdown severo e un parziale ritorno a qualche forma di movimentazione.
A questo punto, serve solo un protocollo condiviso, per le condizioni di sicurezza per riaprire responsabilmente le strutture che alloggiano cavalli, se non altro ai proprietari; e ovviamente, cosa principale, serve che il prossimo DPCM del 4 maggio consenta alle persone di uscire di casa, dunque l'abilitazione dei trasporti a mezzo auto (non tutti hanno la scuderia in cui è alloggiato il proprio cavallo raggiungibile a piedi).
Contestualmente abbiamo appreso che, se apre una parte di filiera, deve aprire anche la corrispondente che fornisce i servizi.
Non tornerà affatto tutto alla normalità. Proprio per niente. Il lavoro delle scuderie dovrà essere riorganizzato, come minimo evitando gli assembramenti e l'allenamento collettivo dei cavalli.
Prima che ci sia il permesso di fare gare, concorsi, assembramenti, passerà probabilmente del tempo.
Riorganizzarsi passa anche dal mettere il cavallo nella struttura idonea perché questo tempo - prima del ritorno alla normalità - che potrebbe essere lungo, possa essere passato serenamente, con il cavallo il più possibile autonomo per il suo benessere.
L'accesso ai trasporti, come servizio di filiera, non potrà essere tortuoso troppo a lungo. Nè é ammissibile che qualche struttura pretenda, come ha fatto finora, di "sequestrare" i cavalli.
Serve un protocollo declinabile ai vari settori. O delle linee guida utili per tutti, e che poi ciascuno cala alla propria realtà.
Confidiamo che per maggio ci sia qualche riapertura e che quindi il protocollo autorizzato ci sia, di cui vi daremo immediatamente nota.
Per il fondo di solidarietà agognato, invece, che era l'ultimo degli obiettivi a cui la petizione faceva riferimento, a questo punto vi proponiamo un salvadanaio collettivo. Abbiamo già aiutato materialmente 2 realtà, consegnando (senza tutta la burocrazia che avrebbe un fondo pubblico), in super rapidità, gli aiuti necessari. E ci apprestiamo ad aiutare altre realtà. Grazie se vorrete foraggiare questo salvadanaio, esserne soci attivi, per continuare insieme a raggiungere dei risultati per il bene della collettività in senso trasversale.
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