#ROMAGNA170523 disastro colposo


#ROMAGNA170523 disastro colposo
Il problema
EMILIA-ROMAGNA 17 maggio 2023 non rimarranno impuniti
Mentre pubblichiamo questa petizione siamo a Ravenna e non abbiamo visto un militare e nessun politico a difendere il nostro territorio, e ad intervenire rompendo gli argini prima che l’acqua arrivasse nella periferia ravennate: saranno due i reati a cui qualcuno dovrà rispondere: omicidio colposo e disastro colposo. Sono i primi atti della procura di Forlì, che fin da martedì aveva cominciato ad indagare sulla situazione del cataclisma meteorologico che ha devastato la Romagna e non solo!
Saranno le autopsie sui decessi tra Forlì e Cesena e Faenza ad avviare ufficialmente l’inchiesta, al momento contro ignoti. Gli uffici della procura hanno già inoltrato le notifiche ai congiunti delle vittime per l’esecuzione "degli accertamenti tecnici", ossia, per l’appunto, gli esami autoptici.
A Forlì i decessi registrati durante l’alluvione sono tre. Vittorio Tozzi, 75 anni, è morto martedì sera nella cantina della sua casa di via Firenze travolto dal fango mentre cercava di salvare i suoi conigli. Franco Prati, 64 anni, e la moglie Adriana Mazzoli, di 53 sono morti mercoledì nella loro casa di via Padulli, sommersi dalla fiume Montone.
Tre vittime anche a Cesena: Palma Maraldi, trascinata per chilometri fino alla spiaggia di Zadina, e il marito Sauro Manuzzi, 70 anni, rinvenuto vicino all’azienda agricola di erbe aromatiche di Ronta che gestivano insieme. Riccardo Soldati è invece deceduto mentre si trovava nel giardino della sua casa a Casale di Calisese, tra Cesena e Montiano.
Gli esami autoptici partiranno la prossima settimana quando i famigliari delle vittime avranno avuto la possibilità di nominare legali ed eventuali periti di parte. L’inchiesta penale è affidata al capo della procura, Maria Teresa Cameli, e al sostituto procuratore Emanuele Daddi.
L’ipotesi di disastro colposo, ovviamente strettamente collegata a quella dell’omicidio colposo, vedrà invece impegnati gli investigatori forlivesi e cesenati sul vastissimo, e ancora di fatto impraticabile, fronte di tutti i fiumi esondati nei due territori. L’obiettivo degli inquirenti sarà cercare di capire se siano stati eseguite tutte le opere necessarie, da parte delle autorità preposte, a mettere in sicurezza gli alvei dei corsi d’acqua.
Un’operazione che scatterà tra qualche giorno quando le piene si saranno contratte in modo definitivo. La procura affiderà le indagini ai carabinieri della Forestale e avrà come supporto le perizie di esperti in geologia e ambiente.
La prefettura di Ravenna ha sino ad oggi ha comunicato cinque vittime e speriamo che non aumentino: vi terremo aggiornati.
Sono circa 30 i Comuni allagati, tutti i fiumi della regione hanno tracimato. In 36 ore le precipitazioni di 6 mesi.
Sono finiti immersi nell’acqua pensate ì paesini limitrofi di Faenza, una parte di Cesena e di Forlì e molti altri grandi centri abitati. In alcune zone, in pochi minuti l'acqua è salita, raggiungendo anche i primi piani delle case. Sommersi alcuni quartieri di Bologna. Stato d'emergenza anche a Rimini.
Garantiti i servizi in Ausl e ospedali con i gruppi elettrogeni.
La premier Giorgia Meloni ha assicurato la massima disponibilità ad aiutare le zone colpite ma non abbiamo visto gli aiuti per pulire il fango e salvare le vite dei nostri concittadini. Lo strumento che dovrebbe adottare il governo non può che essere un decreto legge. Previsto pure lo stop agli obblighi fiscali: verificheremo sino a quando.
Non sarà l'ultima volta: continueremo a vederne altre di sciagure analoghe» a quella dell'Emilia-Romagna. Lo ha detto il ministro della Protezione civile e del Mare, Nello Musumeci «Ormai il cambiamento climatico, la tropicalizzazione arrivata anche in Italia ci costringerà a convivere con questi scenari. Sei mesi fa piangevamo un gran numero di morti a Ischia: finita la sciagura, spenti i riflettori, dimentichiamo quello che abbiamo visto. Abbiamo una debole memoria noi italiani». Il ministro punta il dito contro l'assenza di precipitazioni: «Una delle cause maggiori è il lungo e prolungato periodo di siccità», ha ricordato. «I soccorritori del sistema nazionale di Protezione civile hanno fatto un gioco di squadra meraviglioso che ha consentito di salvare tante vite umane. Ora dobbiamo pensare ai più fragili, disabili, anziani. Poi cominceremo a fare la conta dei danni con la Regione e quindi la stagione del cambiamento delle norme: se non le cambiamo continuiamo a ripetere il calvario che abbiamo conosciuto».
BENE QUESTA TRAGEDIA ROMAGNOLA NON RIMARRÀ INDEFESSA COME QUELLE PRECEDENTI: CON QUESTA PETIZIONE VOGLIAMO I COLPEVOLI DEL DISASTRO COLPOSO CHE NON SONO INTERVENUTI IN TEMPO UTILE E IN MODO ORGANIZZATO PER EVITARE I DANNI CHE NOI ROMAGNOLI DOVREMO RIPAGARE.
Non abbiamo paura di questo: perché non resteremo a guardare e non aspetteremo che questa petizione resti un messaggio virtuale: vogliamo i colpevoli, analfabeti funzionali di un sistema che sta crollando sotto i nostri occhi.
Ridateci il nostro Pianeta
È giunto il momento di agire in comunità e sostenere a grande voce il nostro ECO di Romagna.
Oggi è necessario investire nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni informatiche e IOoT e nella generazione di algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning italiani predittivi per prevenire queste catastrofi e SMETTETE DI INVESTIRE NELLA COSTRUZIONE DI ARMI COME DRONI PER ALIMENTARE LE GUERRE.
#ECOROMAGNA contro gli analfabeti funzionali che governano la cosa pubblica
OccupArti
solo l’arte ci salverà

Il problema
EMILIA-ROMAGNA 17 maggio 2023 non rimarranno impuniti
Mentre pubblichiamo questa petizione siamo a Ravenna e non abbiamo visto un militare e nessun politico a difendere il nostro territorio, e ad intervenire rompendo gli argini prima che l’acqua arrivasse nella periferia ravennate: saranno due i reati a cui qualcuno dovrà rispondere: omicidio colposo e disastro colposo. Sono i primi atti della procura di Forlì, che fin da martedì aveva cominciato ad indagare sulla situazione del cataclisma meteorologico che ha devastato la Romagna e non solo!
Saranno le autopsie sui decessi tra Forlì e Cesena e Faenza ad avviare ufficialmente l’inchiesta, al momento contro ignoti. Gli uffici della procura hanno già inoltrato le notifiche ai congiunti delle vittime per l’esecuzione "degli accertamenti tecnici", ossia, per l’appunto, gli esami autoptici.
A Forlì i decessi registrati durante l’alluvione sono tre. Vittorio Tozzi, 75 anni, è morto martedì sera nella cantina della sua casa di via Firenze travolto dal fango mentre cercava di salvare i suoi conigli. Franco Prati, 64 anni, e la moglie Adriana Mazzoli, di 53 sono morti mercoledì nella loro casa di via Padulli, sommersi dalla fiume Montone.
Tre vittime anche a Cesena: Palma Maraldi, trascinata per chilometri fino alla spiaggia di Zadina, e il marito Sauro Manuzzi, 70 anni, rinvenuto vicino all’azienda agricola di erbe aromatiche di Ronta che gestivano insieme. Riccardo Soldati è invece deceduto mentre si trovava nel giardino della sua casa a Casale di Calisese, tra Cesena e Montiano.
Gli esami autoptici partiranno la prossima settimana quando i famigliari delle vittime avranno avuto la possibilità di nominare legali ed eventuali periti di parte. L’inchiesta penale è affidata al capo della procura, Maria Teresa Cameli, e al sostituto procuratore Emanuele Daddi.
L’ipotesi di disastro colposo, ovviamente strettamente collegata a quella dell’omicidio colposo, vedrà invece impegnati gli investigatori forlivesi e cesenati sul vastissimo, e ancora di fatto impraticabile, fronte di tutti i fiumi esondati nei due territori. L’obiettivo degli inquirenti sarà cercare di capire se siano stati eseguite tutte le opere necessarie, da parte delle autorità preposte, a mettere in sicurezza gli alvei dei corsi d’acqua.
Un’operazione che scatterà tra qualche giorno quando le piene si saranno contratte in modo definitivo. La procura affiderà le indagini ai carabinieri della Forestale e avrà come supporto le perizie di esperti in geologia e ambiente.
La prefettura di Ravenna ha sino ad oggi ha comunicato cinque vittime e speriamo che non aumentino: vi terremo aggiornati.
Sono circa 30 i Comuni allagati, tutti i fiumi della regione hanno tracimato. In 36 ore le precipitazioni di 6 mesi.
Sono finiti immersi nell’acqua pensate ì paesini limitrofi di Faenza, una parte di Cesena e di Forlì e molti altri grandi centri abitati. In alcune zone, in pochi minuti l'acqua è salita, raggiungendo anche i primi piani delle case. Sommersi alcuni quartieri di Bologna. Stato d'emergenza anche a Rimini.
Garantiti i servizi in Ausl e ospedali con i gruppi elettrogeni.
La premier Giorgia Meloni ha assicurato la massima disponibilità ad aiutare le zone colpite ma non abbiamo visto gli aiuti per pulire il fango e salvare le vite dei nostri concittadini. Lo strumento che dovrebbe adottare il governo non può che essere un decreto legge. Previsto pure lo stop agli obblighi fiscali: verificheremo sino a quando.
Non sarà l'ultima volta: continueremo a vederne altre di sciagure analoghe» a quella dell'Emilia-Romagna. Lo ha detto il ministro della Protezione civile e del Mare, Nello Musumeci «Ormai il cambiamento climatico, la tropicalizzazione arrivata anche in Italia ci costringerà a convivere con questi scenari. Sei mesi fa piangevamo un gran numero di morti a Ischia: finita la sciagura, spenti i riflettori, dimentichiamo quello che abbiamo visto. Abbiamo una debole memoria noi italiani». Il ministro punta il dito contro l'assenza di precipitazioni: «Una delle cause maggiori è il lungo e prolungato periodo di siccità», ha ricordato. «I soccorritori del sistema nazionale di Protezione civile hanno fatto un gioco di squadra meraviglioso che ha consentito di salvare tante vite umane. Ora dobbiamo pensare ai più fragili, disabili, anziani. Poi cominceremo a fare la conta dei danni con la Regione e quindi la stagione del cambiamento delle norme: se non le cambiamo continuiamo a ripetere il calvario che abbiamo conosciuto».
BENE QUESTA TRAGEDIA ROMAGNOLA NON RIMARRÀ INDEFESSA COME QUELLE PRECEDENTI: CON QUESTA PETIZIONE VOGLIAMO I COLPEVOLI DEL DISASTRO COLPOSO CHE NON SONO INTERVENUTI IN TEMPO UTILE E IN MODO ORGANIZZATO PER EVITARE I DANNI CHE NOI ROMAGNOLI DOVREMO RIPAGARE.
Non abbiamo paura di questo: perché non resteremo a guardare e non aspetteremo che questa petizione resti un messaggio virtuale: vogliamo i colpevoli, analfabeti funzionali di un sistema che sta crollando sotto i nostri occhi.
Ridateci il nostro Pianeta
È giunto il momento di agire in comunità e sostenere a grande voce il nostro ECO di Romagna.
Oggi è necessario investire nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni informatiche e IOoT e nella generazione di algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning italiani predittivi per prevenire queste catastrofi e SMETTETE DI INVESTIRE NELLA COSTRUZIONE DI ARMI COME DRONI PER ALIMENTARE LE GUERRE.
#ECOROMAGNA contro gli analfabeti funzionali che governano la cosa pubblica
OccupArti
solo l’arte ci salverà

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 20 maggio 2023