Roma, Via di Porta Labicana: no ai cassonetti stradali, sì alla raccolta porta a porta

Roma, Via di Porta Labicana: no ai cassonetti stradali, sì alla raccolta porta a porta

Firmatari recenti
Flavia Viola e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Siamo residenti e cittadini del quartiere San Lorenzo.

Scriviamo per opporci alla sostituzione della raccolta porta a porta nei cortili di tutto il quartiere con cassonetti stradali, e per chiedere un confronto pubblico trasparente prima che qualsiasi cambiamento diventi definitivo.

Il quadro normativo è chiaro:

il D.Lgs. 152/2006 (Codice dell'Ambiente), all'art. 205, fissa l'obiettivo del 65% di raccolta differenziata per ogni comune. Roma Capitale, secondo i dati ARPA Lazio e AMA, si attesta oggi intorno al 48%, ben al di sotto della soglia di legge, e lontana dall'obiettivo del 60% che il Piano di Gestione dei Rifiuti di Roma Capitale fissa per il 2027. Lo stesso PGRRC prevede esplicitamente l'"ottimizzazione del servizio di raccolta porta a porta" come leva strategica per raggiungere quegli obiettivi.

Anche il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti del Lazio 2026–2031, approvato di recente dalla Giunta Regionale, punta al 72,3% di raccolta differenziata entro il 2031. Obiettivi ambiziosi che rendono ancora meno comprensibile una scelta che va nella direzione opposta.

I dati dell'ARPA Lazio confermano che i comuni organizzati con raccolta porta a porta ottengono risultati significativamente migliori: nel Lazio, 205 dei 330 comuni con sistema PAP superano il target normativo del 65%. Roma, con la sua raccolta prevalentemente stradale, è il punto più debole della regione.

Perché questa scelta ci preoccupa:

Sostituire la raccolta porta a porta con cassonetti stradali in tutto in quartiere significa fare un passo indietro rispetto agli stessi obiettivi che Roma Capitale si è data. A questo si aggiunge un problema concreto di vivibilità: i cassonetti occupano spazio su una strada già carente di parcheggi, aggravando una situazione che i residenti sopportano da anni. In via di Porta Labicana in particolare le mura storiche adiacenti presentano problemi strutturali noti e irrisolti, nonostante i fondi straordinari del Giubileo avrebbero potuto rappresentare un'occasione concreta di intervento.

 

I cittadini non sono stati consultati. Nessuna assemblea pubblica, nessuna comunicazione formale.

 

Cosa chiediamo

- La sospensione immediata dell'installazione dei cassonetti, in attesa di un confronto con i residenti.
- Un'assemblea pubblica in cui il Municipio Roma II illustri le motivazioni della scelta e raccolga le posizioni dei cittadini.
- La tutela e il potenziamento della raccolta porta a porta, in coerenza con il D.Lgs. 152/2006 e con gli obiettivi del PGRRC e del Piano Regionale 2026–2031.
- Un intervento concreto sullo stato delle mura storiche adiacenti, con verifica dell'accesso ai fondi disponibili.

 

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Beatrice ForoniPromotore della petizione

46

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Il quadro normativo è chiaro:

il D.Lgs. 152/2006 (Codice dell'Ambiente), all'art. 205, fissa l'obiettivo del 65% di raccolta differenziata per ogni comune. Roma Capitale, secondo i dati ARPA Lazio e AMA, si attesta oggi intorno al 48%, ben al di sotto della soglia di legge, e lontana dall'obiettivo del 60% che il Piano di Gestione dei Rifiuti di Roma Capitale fissa per il 2027. Lo stesso PGRRC prevede esplicitamente l'"ottimizzazione del servizio di raccolta porta a porta" come leva strategica per raggiungere quegli obiettivi.

Anche il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti del Lazio 2026–2031, approvato di recente dalla Giunta Regionale, punta al 72,3% di raccolta differenziata entro il 2031. Obiettivi ambiziosi che rendono ancora meno comprensibile una scelta che va nella direzione opposta.

I dati dell'ARPA Lazio confermano che i comuni organizzati con raccolta porta a porta ottengono risultati significativamente migliori: nel Lazio, 205 dei 330 comuni con sistema PAP superano il target normativo del 65%. Roma, con la sua raccolta prevalentemente stradale, è il punto più debole della regione.

Perché questa scelta ci preoccupa:

Sostituire la raccolta porta a porta con cassonetti stradali in tutto in quartiere significa fare un passo indietro rispetto agli stessi obiettivi che Roma Capitale si è data. A questo si aggiunge un problema concreto di vivibilità: i cassonetti occupano spazio su una strada già carente di parcheggi, aggravando una situazione che i residenti sopportano da anni. In via di Porta Labicana in particolare le mura storiche adiacenti presentano problemi strutturali noti e irrisolti, nonostante i fondi straordinari del Giubileo avrebbero potuto rappresentare un'occasione concreta di intervento.

 

I cittadini non sono stati consultati. Nessuna assemblea pubblica, nessuna comunicazione formale.

 

Cosa chiediamo

- La sospensione immediata dell'installazione dei cassonetti, in attesa di un confronto con i residenti.
- Un'assemblea pubblica in cui il Municipio Roma II illustri le motivazioni della scelta e raccolga le posizioni dei cittadini.
- La tutela e il potenziamento della raccolta porta a porta, in coerenza con il D.Lgs. 152/2006 e con gli obiettivi del PGRRC e del Piano Regionale 2026–2031.
- Un intervento concreto sullo stato delle mura storiche adiacenti, con verifica dell'accesso ai fondi disponibili.

 

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Beatrice ForoniPromotore della petizione

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Roberto Gualtieri
Candidato a sindaco di Roma

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