PETIZIONE CHIUSA

Roma. Appello per la Salute Mentale: basta tagli, ora diritti!

Questa petizione aveva 1.026 sostenitori


Operatori, familiari, utenti e cittadini chiedono una svolta decisa nell'ambito della tutela della salute mentale a Roma e nella Regione Lazio per rispondere in modo efficace alle difficoltà delle persone che soffrono di disagio psichico. 

Senza adeguati percorsi di reinserimento sociale e lavorativo, le famiglie dei pazienti psichiatrici sono lasciate da sole in un mare di difficoltà, occupate a tempo pieno nell' assistenza del proprio caro (figlio, fratello, compagno), in una situazione drammatica che lascia poco tempo per il riposo, lo svago, le relazioni. Questa assenza di un orizzonte di vita rassicurante e di progettualità, porta inevitabilmente i pazienti alla lungo-degenza e all'inevitabile cronicizzazione del proprio disagio in costosissime case di cura private pagate dal Servizio Pubblico.

L’esperienza delle buone pratiche negli ultimi 30 anni dimostra che gran parte delle persone con disagio psichico-sofferenza mentale possono guarire e/o recuperare una piena autonomia sociale e lavorativa e non gravare sulla collettività se vengono messi in campo programmi di presa in carico globale e di inclusione sociale.

La mancata o insufficiente presa in carico da parte dei servizi di comunità, l'abbandono e la conseguente istituzionalizzazione delle persone con sofferenza mentale sono la principale causa di cronicizzazione e di invalidità e, in definitiva, comportano una spesa per la collettività di gran lunga superiore a quella necessaria.

In tale situazione, operatori, familiari, utenti chiedono un  impegno concreto da parte del sindaco entrante e di tutte le istituzioni competenti rispetto a progettualità in grado di rispondere concretamente a queste difficoltà e riconvertire in modo efficace le risorse.

Progettualità  orientate verso i bisogni abitativi e l’assistenza domiciliare, la formazione e il reinserimento sociale e lavorativo che ridarebbe dignità sia all'utente psichiatrico sia alle famiglie che lo supportano e si sacrificano per lui

Progettualità che danno attenzione e soluzioni a questi problemi, riducono drasticamente TSO e ricoveri cronicizzanti e producono un impatto positivo su tutta la comunità.

  1. Si chiede di sostenere i Dipartimenti di Salute Mentale in politiche che prevedano una adeguata  assistenza domiciliare, al fine di prevenire situazioni di crisi e sostenere le famiglie.                                                                                     
  2. Si chiede un'adeguata organizzazione e formazione del corpo dei vigili urbani, delle forze dell'ordine e del personale infermieristico per garantire un'attuazione corretta e rispettosa della persona in caso di TSO, mettendo in campo tutte le risorse e le strategie necessarie ad evitare questa forma di intervento. 
  3. Si chiede di aumentare le poche risorse destinate ai Centri Diurni per realizzare percorsi di inclusione sociale e integrazione per tutte le persone con disagio psichico-sofferenza mentale, corsi di pre-formazione professionale e garantire sussidi in grado di dare dignità e promuovere l'autonomia degli utenti psichiatrici nella costruzione di un percorso di vita che li 'protegga' e li rafforzi nell'affrontare le proprie difficoltà. 
  4. Si chiede di sviluppare le politiche di inserimento lavorativo per passare da un modello assistenzialistico a uno che produca lavoro e benessere, garantendo l'applicazione della legge 381/1991 e la trasparenza negli affidamenti diretti alle cooperative sociali che si occupano di fornire occupazione agli utenti psichiatrici, fornendo servizi utili alla comunità e alla cittadinanza romana.
  5. Si chiede di attuare una seria politica abitativa assegnando una quota dell'enorme patrimonio immobiliare del Comune ai bisogni abitativi negati degli utenti psichiatrici: il bisogno di una vera casa che non può essere soddisfatto da  un'inappropriata risposta psichiatrica in costosissime cliniche e case di cura private.
  6. Si chiede di rispondere alla mancanza di personale dei Dipartimenti di Salute Mentale, già carente e ridotto in questi anni del 40%, sotto i livelli minimi previsti dalla Legge.
  7. Si chiede di implementare progetti culturali rivolti alle scuole e alla cittadinanza per superare i pregiudizi e lo stigma nei confronti della malattia mentale e favorire un accesso informato ai Servizi.

La risposta degli aspiranti sindaco di Roma a tali richieste orienterà inevitabilmente la scelta dei firmatari di questa petizione.



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