Vaccinati e guariti iperimmuni, ma senza Green Pass: il governo intervenga

Il problema

Scrivo a nome di tutte le persone guarite dal Coronavirus che non sono state registrate nella Banca dati Nazionale Covid e che attualmente non possono ottenere il Green Pass.

Si tratta di centinaia di persone - forse migliaia - che hanno avuto i sintomi del Covid, sono stati monitorati durante la malattia dai propri medici di base e dai medici del SISP, hanno contagiato i loro familiari, ma al momento del tampone molecolare sono risultati negativi perché trascorso troppo tempo dall’appuntamento fissato dall’ASL locale per il test.

Molti di questi hanno effettuato test sierologici in centri accreditati e con metodiche validate dalle Regioni che attestano livelli di anticorpi elevati.
Chiediamo che sia permesso ai medici di base di intervenire e segnalare queste situazioni anomale alle ASL affinchè possano essere regolarizzate.

Porto come caso esemplare la mia esperienza di ammalata Covid a febbraio 2021, con febbre e perdita di gusto e olfatto segnalata alla ASL. Ho contagiato mio marito, che si è ammalato poco dopo di me, ma al momento del tampone solo lui è risultato positivo perché io ero appena guarita.

Su consiglio del medico curante a giugno siamo andati entrambi a vaccinarci con unica dose, come indicato dal Ministero della Salute per i guariti dal Covid, ma ora solo mio marito ha il Green Pass, mentre a me è stato annullato perchè incompleto. Ho portato un test anticorpale (metodica Abbot, validato dalla Regione Piemonte) che certifica valori di anticorpi elevatissimi (≥ 40.000), ma non è stato accettato.
Ora mi trovo vaccinata, iperimmune e senza Green Pass.

Siamo guide turistiche (nel mio caso), insegnanti, lavoratori dipendenti che non possono lavorare a meno di non accettare ulteriori dosi di vaccino completamente inutili, dispendiose per il sistema sanitario e potenzialmente dannose per persone con eccesso di anticorpi, come spesso ribadito su tutti i Media da eminenti infettivologi, tra i quali il professore Massimo Galli.

Si tratta di una grave violazione dei diritti delle persone dovuta unicamente ad un vuoto normativo ed un problema burocratico che deve essere risolto al più presto.

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Raffaella GrassoPromotore della petizione

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Il problema

Scrivo a nome di tutte le persone guarite dal Coronavirus che non sono state registrate nella Banca dati Nazionale Covid e che attualmente non possono ottenere il Green Pass.

Si tratta di centinaia di persone - forse migliaia - che hanno avuto i sintomi del Covid, sono stati monitorati durante la malattia dai propri medici di base e dai medici del SISP, hanno contagiato i loro familiari, ma al momento del tampone molecolare sono risultati negativi perché trascorso troppo tempo dall’appuntamento fissato dall’ASL locale per il test.

Molti di questi hanno effettuato test sierologici in centri accreditati e con metodiche validate dalle Regioni che attestano livelli di anticorpi elevati.
Chiediamo che sia permesso ai medici di base di intervenire e segnalare queste situazioni anomale alle ASL affinchè possano essere regolarizzate.

Porto come caso esemplare la mia esperienza di ammalata Covid a febbraio 2021, con febbre e perdita di gusto e olfatto segnalata alla ASL. Ho contagiato mio marito, che si è ammalato poco dopo di me, ma al momento del tampone solo lui è risultato positivo perché io ero appena guarita.

Su consiglio del medico curante a giugno siamo andati entrambi a vaccinarci con unica dose, come indicato dal Ministero della Salute per i guariti dal Covid, ma ora solo mio marito ha il Green Pass, mentre a me è stato annullato perchè incompleto. Ho portato un test anticorpale (metodica Abbot, validato dalla Regione Piemonte) che certifica valori di anticorpi elevatissimi (≥ 40.000), ma non è stato accettato.
Ora mi trovo vaccinata, iperimmune e senza Green Pass.

Siamo guide turistiche (nel mio caso), insegnanti, lavoratori dipendenti che non possono lavorare a meno di non accettare ulteriori dosi di vaccino completamente inutili, dispendiose per il sistema sanitario e potenzialmente dannose per persone con eccesso di anticorpi, come spesso ribadito su tutti i Media da eminenti infettivologi, tra i quali il professore Massimo Galli.

Si tratta di una grave violazione dei diritti delle persone dovuta unicamente ad un vuoto normativo ed un problema burocratico che deve essere risolto al più presto.

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Raffaella GrassoPromotore della petizione

I decisori

Roberto Speranza
Ministro della Salute
Mariastella Gelmini
Ministro per gli Affari Regionali
Andrea Orlando
Andrea Orlando
Ministro del lavoro e delle politiche sociali
Alberto Cirio
Alberto Cirio
Presidente Regione Piemonte
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Petizione creata in data 16 settembre 2021