

Una carezza ai propri cari
Il problema
Il Covid ha scardinato gesti consueti e naturali, l'abbraccio e la distanza fisica per la tutela di se stesso e degli altri.
Stiamo adesso vivendo la seconda ondata dell'emergenza epidemiologica, e tanto è il lavoro da parte di tutti Governo, Regioni, Comuni, Istituti Sanitari, ecc lavoratori e lavoratrici del settore sanitario ecc che stanno quotidianamente operando per contenere, per curare, per superare questo periodo
Chiediamo un cambiamento, un cambiamento di procedure, abbiamo visto ad oggi accettare la procedura della precauzione, e abbiamo visto, vissuto la perdita di persone care senza la possibilità di salutarle di accompagnarle verso la morte
Chiediamo che sia data la possibilità ad un familiare o a un amico di andare negli ospedali a fare almeno una visita alle persone che stanno per morire. Non chiediamo le visite usuali, ma la possibilità di un ultimo saluto. Una società di esseri umani non si misura dal denaro e dalle merci in circolazione, ma dalla pietà e dalla capacità di consolazione.
"Ogni gesto bello, ogni poesia
non è altro che la risposta a quel dolore,
è un dialogo postumo con l’agonia"
"Ognuno di noi ha visto cosa fanno le malattie,
gli ultimi giorni dei nostri cari,
la rabbia spezzata nel respiro,
gli occhi di chi si sente tradito.
La vita molto spesso
finisce malissimo ed è un dolore
che dobbiamo ricordare,
dobbiamo riscattare in qualche modo"
C’era e c'è il tempo per attrezzare ora gli ospedali, si poteva e si può in qualche modo permettere alla figlia di vedere il padre che muore: sono momenti sacri della vita e invece il protocollo se li porta via; ci hanno tradito in tanti, ci siamo traditi noi da soli, ma la vita e la morte ci sono ancora, ancora possiamo passarci dentro da vivi e da morti.
"Ognuno di noi ha visto e ognuno di noi deve rispondere
e se non lo facciamo vuol dire
che siamo già morti,
solo la risposta al dolore è la prova
che siamo esseri umani, esseri che sono
qui per vivere la propria vita e amare
quella degli altri,
siamo fatti così, e ogni volta
che non siamo così
siamo un’offesa a chi soffre"
Si può fare, facciamolo, e facciamo ora:
Chiediamo di poter entrare in reparto e vedere i propri cari salutarli e accarezzarli, più fragili sono le condizioni di salute e più è importante per un ultimo saluto
nel testo parte di una poesia e di uno scritto di Franco Arminio, di seguito i link
https://www.facebook.com/franco.arminio.1/posts/10225387087450093
https://www.facebook.com/franco.arminio.1/posts/10225383226353568

Il problema
Il Covid ha scardinato gesti consueti e naturali, l'abbraccio e la distanza fisica per la tutela di se stesso e degli altri.
Stiamo adesso vivendo la seconda ondata dell'emergenza epidemiologica, e tanto è il lavoro da parte di tutti Governo, Regioni, Comuni, Istituti Sanitari, ecc lavoratori e lavoratrici del settore sanitario ecc che stanno quotidianamente operando per contenere, per curare, per superare questo periodo
Chiediamo un cambiamento, un cambiamento di procedure, abbiamo visto ad oggi accettare la procedura della precauzione, e abbiamo visto, vissuto la perdita di persone care senza la possibilità di salutarle di accompagnarle verso la morte
Chiediamo che sia data la possibilità ad un familiare o a un amico di andare negli ospedali a fare almeno una visita alle persone che stanno per morire. Non chiediamo le visite usuali, ma la possibilità di un ultimo saluto. Una società di esseri umani non si misura dal denaro e dalle merci in circolazione, ma dalla pietà e dalla capacità di consolazione.
"Ogni gesto bello, ogni poesia
non è altro che la risposta a quel dolore,
è un dialogo postumo con l’agonia"
"Ognuno di noi ha visto cosa fanno le malattie,
gli ultimi giorni dei nostri cari,
la rabbia spezzata nel respiro,
gli occhi di chi si sente tradito.
La vita molto spesso
finisce malissimo ed è un dolore
che dobbiamo ricordare,
dobbiamo riscattare in qualche modo"
C’era e c'è il tempo per attrezzare ora gli ospedali, si poteva e si può in qualche modo permettere alla figlia di vedere il padre che muore: sono momenti sacri della vita e invece il protocollo se li porta via; ci hanno tradito in tanti, ci siamo traditi noi da soli, ma la vita e la morte ci sono ancora, ancora possiamo passarci dentro da vivi e da morti.
"Ognuno di noi ha visto e ognuno di noi deve rispondere
e se non lo facciamo vuol dire
che siamo già morti,
solo la risposta al dolore è la prova
che siamo esseri umani, esseri che sono
qui per vivere la propria vita e amare
quella degli altri,
siamo fatti così, e ogni volta
che non siamo così
siamo un’offesa a chi soffre"
Si può fare, facciamolo, e facciamo ora:
Chiediamo di poter entrare in reparto e vedere i propri cari salutarli e accarezzarli, più fragili sono le condizioni di salute e più è importante per un ultimo saluto
nel testo parte di una poesia e di uno scritto di Franco Arminio, di seguito i link
https://www.facebook.com/franco.arminio.1/posts/10225387087450093
https://www.facebook.com/franco.arminio.1/posts/10225383226353568

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Petizione creata in data 14 novembre 2020