SI ai sacrifici, NO alle discriminazioni: Non esistono camici di serie B

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uesta emergenza sanitaria ha reso palese in un tempo brevissimo che la carenza di professionisti sanitari nei nostri ospedali è un fatto reale. Quando i contagi crescono e aumenta il carico di lavoro, se anche solo pochi di noi si ammalano, il sistema stenta a reggere.

La notte scorsa il Consiglio dei Ministri ha approvato un maxi Decreto Giustizia e Sanità per far fronte all’emergenza da Coronavirus che prevede l’assunzione di 20.000 professionisti sanitari tra medici, infermieri e operatori sanitari.

Inoltre, al fine di aumentare il numero dei contratti di formazione specialistica (solo) dei medici viene poi stanziata un’ulteriore spesa di 125 milioni di euro (pari a 5.000 borse in più) per ciascuno degli anni 2020 e 2021 e di 130 milioni di euro (pari a 5.200 borse in più) per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024.

Accogliamo quindi con favore l’aumento dei contratti di formazione specialistica dei medici come un atto di programmazione sanitaria ma vogliamo che sia chiaro: gli specializzandi impegnati nella gestione dell’emergenza COVID-19 non sono soltanto iscritti alle scuole di specializzazione mediche. Sono anche Farmacisti, Biologi, Biotecnologi, Veterinari, Psicologi, Chimici, Fisici. Gli specializzandi cosiddetti “non-medici” lavorano per tutti gli anni della formazione a tempo pieno, gratuitamente, senza tutele, senza diritti.

A cinque anni dal D.I. 68/2015 che finalmente garantiva un contratto di formazione specialistica e quindi una dignità retributiva uguale a quella dei colleghi medici, con cui condividiamo lo stesso percorso formativo in termini di impegno orario e didattico, gli specializzandi in Farmacia Ospedaliera rimangono ancora senza una chiara programmazione, inquadrati in decreti formativi che prevedevano obblighi stringenti senza garantire i diritti fondamentali.

Ne è un esempio il DPCM del 04 marzo 2020, con cui è stato sancito che il nostro tirocinio formativo non venisse sospeso perché in un momento di emergenza tutti i professionisti sanitari devono garantire il proprio impegno e sacrificio. Nessuno Specializzando si è tirato indietro, siamo rimasti tutti in prima linea, con grande senso di responsabilità, per supportare la gestione dell’emergenza, continuando a lavorare giorno e notte per garantire la tenuta del nostro Servizio Sanitario Nazionale.

É plausibile che lo Stato Italiano, anche in un momento delicato come quello attuale, resti indifferente, continuando a sfruttare il lavoro di centinaia di giovani professionisti sanitari? É plausibile che, durante una crisi di questa portata, si continuino ad usare due pesi e due misure per specializzandi che lavorano alla pari, spalla a spalla? É tollerabile tale mancanza di rispetto per la dignità del lavoratore e per il senso comune di giustizia sociale?

Oggi, nel pieno dell’emergenza, consapevoli del grave momento di crisi, l’unica richiesta è che tutti gli specializzandi di area sanitaria possano beneficiare delle stesse tutele economico-contrattuali, della stessa dignità e degli stessi diritti di cui godono i colleghi Medici.

Basterebbe applicare quanto già previsto dalla legge, finanziando l’Art. 8 della Legge 29 dicembre 2000, n. 401.

#specializzandi_in_emergenza

Il Presidente ReNaSFO
Dr. Antonio Pirrone
ed il Consiglio Direttivo ReNaSFO

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