Riduciamo i costi esorbitanti di medicinali e cure veterinarie

Riduciamo i costi esorbitanti di medicinali e cure veterinarie

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Ilaria Giuliani ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Roberto Speranza (Ministro della Salute)

Hai un animale domestico? Paghi molto per le cure e per i medicinali?Allora ti chiedo gentilmente di prenderti qualche minuto e di aiutarmi a condividere questo messaggio firmando la petizione. Fallo per te e per il tuo animale domestico! 

Secondo il rapporto ASSALCO-ZOOMARK 2020 sull'Alimentazione e la Cura degli animali da compagnia, in Italia nel 2019 erano presenti 60,26 milioni di animali d'affezione, con un rapporto di 1 a 1 tra gli animali da compagnia e la popolazione residente in Italia. I cani tra questi, sarebbero 7 milioni. La maggioranza (58%) dei proprietari degli animali da compagnia vive in appartamento ed il 55% ha bambini o ragazzi in famiglia. Tra le varie tendenze è emersa quella di non limitarsi al possesso di un solo animale: tra gli intervistati, la media risulta essere di 2,16 animali da compagnia posseduti.

Questi dati che vi sto comunicando sono facilmente reperibili su internet. 
Dove voglio arrivare?
Sono la proprietaria di un Jack Russell di circa 5 anni stimati, di nome Kiwi, adottato a febbraio 2019. Sono la proprietaria di un animale domestico, come molti di voi.
Kiwi é stato sottoposto ad una gastrotomia e ad una endoscopia e dopo aver girato tre cliniche della provincia, finalmente siamo riusciti a salvarlo. È un cane con problemi comportamentali che provvederemo a risolvere grazie all'aiuto di una meravigliosa e appassionata educatrice che lo ha già conosciuto e con la quale abbiamo avuto una interruzione di percorso per via del lockdown e della precedente diagnosi di Leishmaniosi di Kiwi, probabilmente la causa per cui è stato abbandonato.
Si, perché curare un animale domestico comporta dei COSTI che non tutti possono sostenere.
Dal momento in cui prendiamo un animale e lo inseriamo nel nostro nucleo familiare, dovrebbe essere chiaro il concetto che abbiamo una responsabilità: prendercene cura come si farebbe per qualsiasi altro membro della famiglia, curarlo quando sta male. Se non ci sono questi presupposti di base, sarebbe meglio evitare di prenderne uno.
Per me Kiwi fa parte della famiglia ed è per questo che ho combattuto per lui, affinché stesse bene.
Non vi racconterò nei dettagli la vicenda che ha portato il mio Jack a due interventi, ma voglio che vi rendiate conto della spesa che abbiamo sostenuto per poterlo riportare finalmente a casa.
Tra 3 giorni di ricovero in clinica, 2 Rx, una ecografia, un emogas, gastrotomia e successiva endoscopia, abbiamo speso 1073 euro.
Per non parlare del costo delle medicine e qui apriamo un altro capitolo. La terapia per circa 7 giorni a base di antibiotico, gastroprotettore e antinfiammatorio è stata di 45,50 euro.
Vogliamo parlare dei costi per la cura di Leishmaniosi? Delle iniezioni di Glucantime e relative siringhe per 28 giorni? Dell'Allopurinolo, che credetemi costa pochissimo fortunatamente, ma che dovrà assumere per un periodo indeterminato? Delle visite di controllo?
L'ENPA, l'Ente Nazionale per la Protezione Animali, qualche anno fa ha dato il via ad una petizione, indirizzata al Ministero della Salute, contro il costo esorbitante dei farmaci veterinari: "Curare gli animali da compagnia è diventato un costo insostenibile per le famiglie italiane, già duramente provate dalla crisi e da un carico fiscale estremamente oneroso". Ed è qui che mi collego al precedente rapporto ASSALCO citato all'inizio del mio discorso. Considerando che il 55% dei proprietari di animali da compagnia ha bambini e/o ragazzi in famiglia e che tra gli intervistati, la media è di 2,16 animali posseduti, come si fa a sostenere certe spese? Parliamoci chiaro: io convivo col mio fidanzato e sono una neolaureata in cerca di lavoro. Abbiamo un mutuo da pagare, le bollette, l'assicurazione, il bollo, la benzina... Le spese che noi tutti affrontiamo ogni giorno e che ci accomunano.
È veramente VERGOGNOSO, dover pagare queste cifre per poter curare il proprio cane. Gli interventi cui è stato sottoposto il mio cane, sono stati per noi veramente massacranti e al di là del lato economico, quello che mi ha sconvolto di più è stato l'atteggiamento riscontrato in una delle cliniche. Quell'atteggiamento che spesso ritroviamo negli ospedali, quando ad ammalarci siamo noi.
Io sono dalla parte dei medici, degli infermieri, dei dottori. Hanno studiato duramente e sò che significa, perché l'ho fatto anche io.
Io denuncio la superficialità con la quale delle volte gli esperti si approcciano alle situazioni, che vuoi o non vuoi, sono diverse. I sintomi potranno essere pure uguali, ma possono nascondere insidie che solo un occhio scrupoloso, attento, appassionato può individuare.
Kiwi lo abbiamo salvato con coraggio, determinazione, testardaggine, leggendo enciclopedie dopo il suo intervento, interpellando 5 veterinari diversi, correndo tra 3 cliniche differenti.
Lo abbiamo salvato facendo tutt'ora sacrifici e comprandogli le medicine di cui aveva bisogno. Ma perché costano così tanto i medicinali ad uso veterinario? L'attuale normativa prevede che i veterinari non possano prescrivere ai loro pazienti animali, farmaci per uso umano, se sono disponibili medicinali veterinari. Quindi l'elevato prezzo oltre alle dinamiche di mercato, è legato anche a questa normativa.
Avendo studiato farmacologia, prendiamo ad esempio un gastroprotettore come la RANITIDINA: quello per uso veterinario costa ben 16 euro, a fronte di 8,59 per uso umano. Ed ancora, le CEFALOSPORINE, un potente battericida, 27,50 euro per uso veterinario, rispetto a 3,90 ad uso umano. Ed ancora, i farmaci per una terapia antiepilettica con fenobarbitale? 40 euro a fronte di 5 euro. Ovviamente ci riferiamo ai costi di una singola confezione e non all'intera durata della terapia, che per una famiglia a medio reddito può diventare insostenibile.
E cosa comporta il costo elevato dei farmaci? Purtroppo si danno di nascosto farmaci per uso umano al proprio cane o al proprio gatto; i veterinari possono rischiare multe fino a 9000 euro prescrivendoli sottobanco a clienti in difficoltà economica; in farmacie dove l'offerta veterinaria è ridotta il farmacista consegna la versione umana del medicinale in mancanza di quella specifica. Queste sono solo le principali conseguenze.
E vogliamo parlare del MICROCHIP? Per chi non lo sapesse, è un circuito digitale in grado di fornire il numero del codice a 15 cifre che identifica univocamente il cane all'anagrafe canina regionale. È obbligatorio per legge e va applicato entro i due mesi di età dell'animale. Per il ritardo all'adempimento sono previste multe molto salate. Mediante il microchip siamo in grado di risalire ai dati del proprietario, molto utili in caso di smarrimento e a scoraggiare l'abbandono ed impedire la successiva vendita del cane. Il costo? Dai 20 ai 35 euro, mentre in una ASL dai 5 ai 10, ma varia da regione a regione. Ecco perché, moltissimi proprietari non rispettano questa legge e tanti, tantissimi cani non sono provvisti di microchip.
La petizione di cui vi ho parlato precedentemente ha avuto luogo diversi anni fa, quando i social non erano ancora un mezzo di comunicazione così importante come lo sono adesso.
Sono qui per chiedere il vostro contributo, firmando questa petizione in modo da raggiungere la quota necessaria per poter risollevare milioni di famiglie dall'aggravio economico dato dalla cura del proprio animale domestico, nonché emotivo, poiché non avere i soldi per curarlo spesso comporta perderlo.
Sono qui per appellarmi all'amore e alla dedizione dei professionisti, dottori e veterinari, che appoggiano questa causa.

Porterò avanti questa mia piccola battaglia personale, poiché ho sempre ritenuto valido lottare per il giusto.

“Non è l'uomo che deve battersi contro una natura ostile, ma è la natura indifesa che da generazioni è vittima dell'umanità.”
Jacques-Yves Cousteau

La dottoressa Giuliani Ilaria.

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