Approvare la Difesa dei Diritti Umani sulla Comunicazione prima che sia troppo tardi

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Internet Ofcovid ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Mario Draghi (Presidente del Consiglio dei Ministri) e a

SUPERIASSUNTO PER PIGRI:
Il macchinario medico
CVVH è soggetto a interferenze (telefoniche e WiFi).
Il classico CAVO ethernet potrebbe permettere la comunicazione al paziente con il mondo esterno, invece questa "vecchia" tecnologia non viene presa in considerazione. Tolgono il telefono e basta.
Questa mancanza, non solo lascia i pazienti soli ed abbandonati a loro stessi, ma abbassa di molto le probabilità di riuscita della terapia; poiché non riceve un adeguato supporto morale e sociale.
Inoltre, in un periodo come questo, così facendo non si favorisce la reperibilità del PLASMAntiCovid. Bensì si prosegue, per chi si salva, con i gravi traumi postCovid, che con un semplice cavo ethernet, si potrebbero evitare.

Il nostro appello, come si evince scrutando nel sito, è rivolto a TUTTI. Ma è a favore degli attuali e futuri casi COVID.

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Approvare il Piano per la Difesa dei Diritti Umani sulla Comunicazione, per rimediare ad una mancanza tecnica riguardante un macchinario (CVVH), fondamentale nella terapia subintensiva Covid-19, causa di gravi e irreversibili danni per la salute psicofisica di troppe persone

Non si può privare il paziente del proprio device di comunicazione personale (telefono/smartphone) per evitare interferenze, e quindi aver risolto il problema…la meta rimane sempre quella della lotta al virus, quindi trovare una soluzione al problema tecnico ripartendo dall’evidenza che “la relazione è cura”.


  • L OMS dichiara: "La salute è uno stato complessivo di benessere fisico, mentale e sociale, e non la mera assenza di malattie o infermità. […] il godimento delle migliori condizioni di salute fisica e mentale è uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano, senza distinzione di razza, religione, opinione politica, condizione economica o sociale”.

I medici, seppur spesso animati da un forte sentimento di vocazione e dedizione, non sanno che potrebbero aumentare le speranze di vita di svariati pazienti evitando di privarli del dispositivo di comunicazione personale (telefono/smartphone). Va infatti detto che, nonostante il lungo percorso di formazione medica, a volte questa può risultare incompleta, anche a causa di un’insufficiente o poco aggiornata informazione, o della trascuratezza di alcuni elementi, in apparenza superflui ma fondamentali, da parte del MUR e dal Ministero della Salute (Ministro R.Speranza e Vice P.Sileri).


Esiste infatti, un macchinario medico, utilizzato nella terapia subintensiva chiamato CVVH multiFiltrate della Fresenius Medical Care (Pagina 240), soggetto a vari tipi di interferenze che fino ad oggi hanno portato i medici a sequestrare il telefono ai pazienti. Tutte queste interferenze sono evitabili rispettando determinate distanze o meglio, utilizzando una tecnologia vecchia e molto economica: il cavo Ethernet.

Purtroppo, per i deceduti che ogni giorno leggiamo, non esiste alcun rimedio; non c’è soluzione che tenga, tale da restituirci anche in minima parte ciò che abbiamo perso. Ma in loro nome e rispetto, per la loro vita che non è stata vana, possiamo aiutare tutti i pazienti, attualmente o in futuro, ricoverati in terapia subintensiva: questo può essere promosso attraverso politiche tali da restituire ai pazienti stessi il proprio diritto alla comunicazione; grazie alle possibilità esistenti e alle giuste precauzioni, la privazione dei collegamenti con il mondo esterno può essere aggirata.
Il supporto emotivo, elemento di rassicurazione necessario non solo sotto il profilo psicologico ma per l’intera salute nell’ottica del modello bio-psico-sociale, deve essere assicurato per poter attuare il miglior approccio possibile per salvare vite.

TUTTO, INOLTRE, NON e’ FINE A SE STESSO:

  1. Ogni vita salvata in quelle condizioni, costituisce una risorsa in quanto potenziale donatore di plasma antiSARS-CoV-2: questo si traduce in una maggior disponibilità di esso da impiegare a scopo terapeutico per salvare ulteriori vite.
  2. Ogni vita salvata, reduce da una terapia subintesiva ma con la comunicazione permessa, avrà un trauma post-covid con risvolti negativi nettamente inferiori a quelli che si subirebbero con un isolamento totale dal mondo esterno. Questo si traduce in un vantaggio per il raggiungimento del benessere psicofisico, di una miglior qualità di vita e di concetto di salute, funzionale nei confronti di sé stesso, dei familiari e dell’intera società.

L'hashtag: #internetOfCovid

il sito: https://www.internetofcovid.it

la mail: info@internetofcovid.it

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