Rivalutazione ambientale dell' aeroporto di Valbrembo (BG)

Il problema

L'aeroporto di Valbrembo è nato negli anni 30 come semplice campo per il volo a vela; in seguito ha potenziato sempre più l'offerta di servizi ai voli turistici, diventando nel 1969 una scuola per piloti di volo a vela e ospitando, dal 2007, corsi per il conseguimento del brevetto di volo a motore e una scuola di volo e servizio aereo con elicotteri.

Di conseguenza il numero dei voli è aumentato considerevolmente, arrivando a svariate decine al giorno, tutti i giorni. Nelle giornate con clima favorevole si arriva a decolli ogni 4/5 minuti, con punte di uno al minuto, tanto che è frequente vederne in cielo più di uno contemporaneamente.

Questi mezzi provocano rumore (anche molto forte), hanno emissioni inquinanti (il carburante AVIO ha un alto numero di ottani e un, ancorchè basso, tenore di piombo) , e rappresentano un potenziale pericolo per la sicurezza. Essi, infatti, sorvolano a bassa quota i nuclei abitati della valle, sia in fase di decollo che di atterraggio: nelle zone sorvolate in fase di decollo producono un rumore che può raggiungere livelli tali da impedire il dialogo tra persone vicine per un tempo non trascurabile; su quelle sorvolate in fase di atterraggio passano a poche decine di metri dalle abitazioni.

Gli aerei adibiti al traino degli alianti sono mezzi degli anni ’40 del secolo scorso, con motore potenziato ma senza alcun dispositivo per il contenimento di rumore e emissioni: hanno consumo medio di circa 60 litri di carburante l'ora – che aumenta in decollo e con il traino – ed il loro rumore supera, a terra, i 75 DbA per parecchi minuti in zone dove il limite ammesso sarebbe di 60 DbA.

I voli di addestramento della scuola hanno avuto un aumento vertiginoso negli ultimi anni, se pur con una temporanea flessione causa COVID. Generalmente si svolgono sulla verticale dell’aeroclub con decolli/atterraggi ripetitivi. Effettuati tutti a bassa quota (bassissima – a poche decine di metri dai tetti - nelle giornate con minore visibilità) finiscono per avere un notevole impatto sulle zone che ne sono continuamente sorvolate.

L’aeroporto è situato in una conca naturale e tutti i rumori sono amplificati dall’eco generato dalle colline del catino di valle: soprattutto nei fine settimana di bel tempo, i 40 e più voli al giorno provocano, nelle fasce orarie di maggior traffico, un rumore pressoché costante in una vasta area che va da Valbrembo e limitrofi fino a Roncola e alle propaggini di Valle Imagna e Brembana.

I mezzi sorvolano case, parchi , scuole, monumenti del romanico, cavi dell'alta tensione, in una zona così densamente abitata che i margini per una manovra di emergenza in caso di problemi o avarie ci sembrano decisamente ridotti anche per piloti esperti; ricordiamo che i voli della scuola sono guidati da piloti in addestramento!

Ci sono infine segni, anche se per ora limitati a episodi sporadici, di ulteriori sviluppi dei voli da Valbrembo, che ci fanno temere che gli stessi in futuro aumenteranno ancora, includendo voli commerciali con trasporto passeggeri di piccoli aeromobili, voli notturni, aerotaxi, e chissà cos’altro.

Se negli anni 30 il comprensorio dei soli comuni di Valbrembo e limitrofi contava meno di 29.000 abitanti, nel 1969 arrivava già a circa 42.800 e al 30/11/2019 ne risultavano circa 61.500.

Riteniamo che una tale densità abitativa, in una zona già pesantemente industrializzata e inquinata, renda l’attività dell'aeroporto non più sostenibile.

Chiediamo alle amministrazioni di Valbrembo, Paladina, Almé, Villa d'Almé, Strozza, Roncola, Almenno S. Bartolomeo, Almenno S. Salvatore, Brembate Sopra, Barzana, Palazzago, Ponte San Pietro, Mozzo unitamente all' amministrazione provinciale di farsi promotori di un'azione congiunta per chiedere a ENAC una completa rivalutazione delle autorizzazioni all’aeroporto, che preveda una sensibile limitazione delle attività alla luce delle mutate condizioni ambientali.

In particolare chiediamo di prevedere:

  • la prescrizione di dispositivi anti rumore e anti emissioni agli aerei, in particolare ai velivoli da traino, e, dove impossibile, il rinnovo della flotta
  • il divieto di sorvolo alle aree più densamente abitate e il mantenimento delle rotte all'interno di corridoi senza abitazioni civili, con la proibizione tassativa di sorvolare scuole e parchi gioco, e l’imposizione una quota minima di sorvolo maggiore dell’attuale, adeguata al sorvolo di zone con abitazioni civili
  • l’imposizione di un limite massimo di voli giornalieri adeguato alla densità abitativa delle zone interessate dalle rotte (massimo 30 )
  • il divieto di piccole e grandi acrobazie aeree, come cabrate e picchiate ripetute, oggi frequenti anche in sorvolo delle zone verdi, molto frequentate da pedoni, runner, e ciclisti
  • la sospensione di tutte le attività nei giorni di chiusura dell'aeroclub, che AVA dichiara essere il martedì e il mercoledì
  • la programmazione di un monitoraggio costante di rumore e inquinanti, con rilevazioni sia in giorni feriali che in quelli festivi in diverse zone della piana del Brembo e della fascia collinare interessata (pendici dei monti Linzone, Ubione, Canto Alto)
  • di rendere pubbliche le attuali autorizzazioni ENAC
  • di impegnare ENAC a non rilasciare all'aeroporto alcuna nuova autorizzazione per ulteriori attività

Chiediamo ai nostri amministratori di agire al più presto, affinché sia scongiurato il rischio di ulteriori sviluppi dell’aeroporto, e perché l'aeroclub torni ad essere il semplice campo di volo a vela che era in origine.

Se volete ricevre informazioni, mandarci segnalazioni, o aiutarci nella diffusione  dell'iniziativa potete contattarci all'indirizzo c.cielolibero@libero.it

Ricordate di confermare la firma tramite l' e-mail che change.org vi manda subito dopo aver firmato, solo così la firma è valida.Grazie

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autonominato comitato cielolibero2021Promotore della petizioneGruppo di persone conosciutesi perchè separatamente hanno protestato per l'impatto dell' aeroporto e si sono unite per progetatre azioni comuni

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Il problema

L'aeroporto di Valbrembo è nato negli anni 30 come semplice campo per il volo a vela; in seguito ha potenziato sempre più l'offerta di servizi ai voli turistici, diventando nel 1969 una scuola per piloti di volo a vela e ospitando, dal 2007, corsi per il conseguimento del brevetto di volo a motore e una scuola di volo e servizio aereo con elicotteri.

Di conseguenza il numero dei voli è aumentato considerevolmente, arrivando a svariate decine al giorno, tutti i giorni. Nelle giornate con clima favorevole si arriva a decolli ogni 4/5 minuti, con punte di uno al minuto, tanto che è frequente vederne in cielo più di uno contemporaneamente.

Questi mezzi provocano rumore (anche molto forte), hanno emissioni inquinanti (il carburante AVIO ha un alto numero di ottani e un, ancorchè basso, tenore di piombo) , e rappresentano un potenziale pericolo per la sicurezza. Essi, infatti, sorvolano a bassa quota i nuclei abitati della valle, sia in fase di decollo che di atterraggio: nelle zone sorvolate in fase di decollo producono un rumore che può raggiungere livelli tali da impedire il dialogo tra persone vicine per un tempo non trascurabile; su quelle sorvolate in fase di atterraggio passano a poche decine di metri dalle abitazioni.

Gli aerei adibiti al traino degli alianti sono mezzi degli anni ’40 del secolo scorso, con motore potenziato ma senza alcun dispositivo per il contenimento di rumore e emissioni: hanno consumo medio di circa 60 litri di carburante l'ora – che aumenta in decollo e con il traino – ed il loro rumore supera, a terra, i 75 DbA per parecchi minuti in zone dove il limite ammesso sarebbe di 60 DbA.

I voli di addestramento della scuola hanno avuto un aumento vertiginoso negli ultimi anni, se pur con una temporanea flessione causa COVID. Generalmente si svolgono sulla verticale dell’aeroclub con decolli/atterraggi ripetitivi. Effettuati tutti a bassa quota (bassissima – a poche decine di metri dai tetti - nelle giornate con minore visibilità) finiscono per avere un notevole impatto sulle zone che ne sono continuamente sorvolate.

L’aeroporto è situato in una conca naturale e tutti i rumori sono amplificati dall’eco generato dalle colline del catino di valle: soprattutto nei fine settimana di bel tempo, i 40 e più voli al giorno provocano, nelle fasce orarie di maggior traffico, un rumore pressoché costante in una vasta area che va da Valbrembo e limitrofi fino a Roncola e alle propaggini di Valle Imagna e Brembana.

I mezzi sorvolano case, parchi , scuole, monumenti del romanico, cavi dell'alta tensione, in una zona così densamente abitata che i margini per una manovra di emergenza in caso di problemi o avarie ci sembrano decisamente ridotti anche per piloti esperti; ricordiamo che i voli della scuola sono guidati da piloti in addestramento!

Ci sono infine segni, anche se per ora limitati a episodi sporadici, di ulteriori sviluppi dei voli da Valbrembo, che ci fanno temere che gli stessi in futuro aumenteranno ancora, includendo voli commerciali con trasporto passeggeri di piccoli aeromobili, voli notturni, aerotaxi, e chissà cos’altro.

Se negli anni 30 il comprensorio dei soli comuni di Valbrembo e limitrofi contava meno di 29.000 abitanti, nel 1969 arrivava già a circa 42.800 e al 30/11/2019 ne risultavano circa 61.500.

Riteniamo che una tale densità abitativa, in una zona già pesantemente industrializzata e inquinata, renda l’attività dell'aeroporto non più sostenibile.

Chiediamo alle amministrazioni di Valbrembo, Paladina, Almé, Villa d'Almé, Strozza, Roncola, Almenno S. Bartolomeo, Almenno S. Salvatore, Brembate Sopra, Barzana, Palazzago, Ponte San Pietro, Mozzo unitamente all' amministrazione provinciale di farsi promotori di un'azione congiunta per chiedere a ENAC una completa rivalutazione delle autorizzazioni all’aeroporto, che preveda una sensibile limitazione delle attività alla luce delle mutate condizioni ambientali.

In particolare chiediamo di prevedere:

  • la prescrizione di dispositivi anti rumore e anti emissioni agli aerei, in particolare ai velivoli da traino, e, dove impossibile, il rinnovo della flotta
  • il divieto di sorvolo alle aree più densamente abitate e il mantenimento delle rotte all'interno di corridoi senza abitazioni civili, con la proibizione tassativa di sorvolare scuole e parchi gioco, e l’imposizione una quota minima di sorvolo maggiore dell’attuale, adeguata al sorvolo di zone con abitazioni civili
  • l’imposizione di un limite massimo di voli giornalieri adeguato alla densità abitativa delle zone interessate dalle rotte (massimo 30 )
  • il divieto di piccole e grandi acrobazie aeree, come cabrate e picchiate ripetute, oggi frequenti anche in sorvolo delle zone verdi, molto frequentate da pedoni, runner, e ciclisti
  • la sospensione di tutte le attività nei giorni di chiusura dell'aeroclub, che AVA dichiara essere il martedì e il mercoledì
  • la programmazione di un monitoraggio costante di rumore e inquinanti, con rilevazioni sia in giorni feriali che in quelli festivi in diverse zone della piana del Brembo e della fascia collinare interessata (pendici dei monti Linzone, Ubione, Canto Alto)
  • di rendere pubbliche le attuali autorizzazioni ENAC
  • di impegnare ENAC a non rilasciare all'aeroporto alcuna nuova autorizzazione per ulteriori attività

Chiediamo ai nostri amministratori di agire al più presto, affinché sia scongiurato il rischio di ulteriori sviluppi dell’aeroporto, e perché l'aeroclub torni ad essere il semplice campo di volo a vela che era in origine.

Se volete ricevre informazioni, mandarci segnalazioni, o aiutarci nella diffusione  dell'iniziativa potete contattarci all'indirizzo c.cielolibero@libero.it

Ricordate di confermare la firma tramite l' e-mail che change.org vi manda subito dopo aver firmato, solo così la firma è valida.Grazie

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autonominato comitato cielolibero2021Promotore della petizioneGruppo di persone conosciutesi perchè separatamente hanno protestato per l'impatto dell' aeroporto e si sono unite per progetatre azioni comuni

I decisori

amministrazioni di Valbrembo, Paladina, Almé, Villa d'Almé, Strozza, Roncola, Almenno S. Bartolomeo,
amministrazioni di Valbrembo, Paladina, Almé, Villa d'Almé, Strozza, Roncola, Almenno S. Bartolomeo,
Almenno S. Salvatore, Brembate Sopra, Barzana, Palazzago, Ponte San Pietro, Mozzo
Almenno S. Salvatore, Brembate Sopra, Barzana, Palazzago, Ponte San Pietro, Mozzo
e amministrazione provinciale
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Petizione creata in data 15 maggio 2021