RISTUDIAMO IL CALENDARIO EMILIA-ROMAGNA


RISTUDIAMO IL CALENDARIO EMILIA-ROMAGNA
Il problema
PETIZIONE LANCIATA VENERDÌ 13 SETTEMBRE
Per un nuovo tempo scuola più a misura di tutte e tutti
Siamo insegnanti, genitori, lavoratrici e lavoratori della scuola, cittadine e cittadini. Abbiamo scritto una lettera alla Regione Emilia-Romagna per chiedere un miglior tempo scuola, che tenga conto delle esigenze di tutti i soggetti che ruotano attorno al mondo dell’educazione, ma soprattutto delle necessità delle bambine, dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi.
Partendo dalla campagna del 2023 Un’estate piena rasa, la petizione online RISTUDIAMO IL CALENDARIO! Un nuovo tempo scuola NON è più RIMANDABILE lanciata da WeWorld (un’organizzazione italiana indipendente impegnata da 50 anni a garantire i diritti di donne, bambine e bambini in 27 Paesi, compresa l’Italia) e da Mammadimerda (un progetto culturale che da ormai 8 anni ha dato il via a moltissime iniziative di sostegno alla genitorialità) vogliamo avanzare alla Regione Emilia Romagna delle richieste in merito agli aspetti di competenza regionale relativi al calendario scolastico.
La Regione Emilia-Romagna, con Delibera di Giunta n. 353 del 27 marzo 2012, ha stabilito che le lezioni in ciascun anno scolastico inizino il 15 settembre (con slittamento al primo giorno lavorativo successivo qualora il 15 settembre sia un sabato o un giorno festivo) e si concludano il 6 giugno (con anticipazione al primo giorno lavorativo precedente nel caso in cui il 6 giugno cada in giorno festivo) o posticipato, se necessario, per garantire i 205 giorni. La delibera definisce anche le pause natalizie e quelle pasquali.
In Emilia-Romagna quindi sono previste 14 settimane di vacanze estive, una vacanze di circa due settimane a Natale e 6 giorni di vacanza a Pasqua, oltre alle varie festività nazionali e al 2 novembre.
La Regione Emilia-Romagna è l’unica regione tra quelle del nord a non prevedere chiusure nei giorni di Carnevale. Questa piccola pausa offrirebbe alle studentesse e agli studenti la possibilità di uno stacco da una routine serrata e permetterebbe di riprendere la frequenza con maggiore energia, garantendo il rispetto dei normali ritmi di apprendimento. Spezzare il corso delle lezioni tra le vacanze di Natale e quelle di Pasqua sarebbe stata una scelta a favore di tutti gli utenti e i lavoratori della scuola. L’introduzione delle vacanze di Carnevale permetterebbe di prolungare la fine dell’anno scolastico di un paio di giornate e quindi di ridurre le settimane di chiusura della scuola.
È chiaramente risaputo però che per garantire un efficace e proficuo processo di apprendimento siano necessari momenti di pausa e recupero, sia per quanto riguarda le risorse emotive sia per quelle fisiche e anche per il carico psicologico dei docenti.
Le 14 settimane di vacanze estive gravano sulle famiglie sia in termini di organizzazione che in termini di costi, che di divario di genere. Ma hanno un impatto che non possiamo ignorare anche sulla vita delle bambine, dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi. Il fenomeno del summer learning loss (perdita di competenze durante l’estate) è un fenomeno ormai noto e ampiamente documentato. Ovviamente questa perdita di competenze grava principalmente sulle fasce più fragili della popolazione. Tale perdita ha, infatti, un effetto cumulativo sui risultati futuri, andando ad aumentare il divario educativo e le probabilità di abbandono tra bambini/e e ragazzi/e provenienti da contesti svantaggiati, ma anche per bambini/e con disabilità o con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA).
Siamo altresì consapevoli che la nostra regione ha un comparto turistico molto importante che garantisce lavoro e risorse a una considerevole parte della popolazione. Ma siamo anche consapevoli che il costo che le famiglie devono sostenere per 14 settimane di chiusura scolastica a fronte delle 4 settimane di ferie che un lavoratore medio ha durante l’estate, costituisce un’uscita importante dal bilancio famigliare. Questa uscita diminuisce considerevolmente poi la capacità di spesa delle famiglie durante le ferie e ne limita considerevolmente la durata. Un periodo così lungo non fa bene quindi neppure all’economia del nostro territorio.
Proprio a partire da queste considerazioni e da quelle espresse nella campagna nazionale, alla Regione Emilia-Romagna chiediamo per quanto di sua competenza:
- una maggiore flessibilità per quanto riguarda i giorni di inizio e fine del calendario scolastico, in modo da evitare le date obbligatorie 15 settembre/6 giugno che negli ultimi anni hanno causato calendari senza alcun senso didattico e generato notevoli problemi di gestione alle famiglie, prevedendo di non iniziare oltre la seconda settimana di settembre e di finire la prima di giugno;
- l’introduzione di una pausa tra i due quadrimestri, come in tutte le altre regioni del nord Italia, corrispondente più o meno al periodo di Carnevale per consentire una pausa molto utile alla didattica, al recupero e all’apprendimento;
- la progettazione del calendario sulla base delle necessità di apprendimento, consentendo più pause che permettano di assimilare meglio i contenuti, specie per quanto riguarda la scuola primaria che ha meno problemi di scadenze finali legate a esami;
- il coinvolgimento di una rappresentanza dei vari attori della Scuola per la definizione dei calendari.
Se anche tu desideri un tempo scuola che tenga conto dell’esigenze di tutte e tutti, firma la nostra petizione.
Se sei un’organizzazione, un gruppo informale, un ente, un’associazione, una qualsiasi realtà collettiva che condivide le nostre istanze trovi qua trovi il sito della campagna e le modalità di sottoscrizione della nostra lettera.
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Il problema
PETIZIONE LANCIATA VENERDÌ 13 SETTEMBRE
Per un nuovo tempo scuola più a misura di tutte e tutti
Siamo insegnanti, genitori, lavoratrici e lavoratori della scuola, cittadine e cittadini. Abbiamo scritto una lettera alla Regione Emilia-Romagna per chiedere un miglior tempo scuola, che tenga conto delle esigenze di tutti i soggetti che ruotano attorno al mondo dell’educazione, ma soprattutto delle necessità delle bambine, dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi.
Partendo dalla campagna del 2023 Un’estate piena rasa, la petizione online RISTUDIAMO IL CALENDARIO! Un nuovo tempo scuola NON è più RIMANDABILE lanciata da WeWorld (un’organizzazione italiana indipendente impegnata da 50 anni a garantire i diritti di donne, bambine e bambini in 27 Paesi, compresa l’Italia) e da Mammadimerda (un progetto culturale che da ormai 8 anni ha dato il via a moltissime iniziative di sostegno alla genitorialità) vogliamo avanzare alla Regione Emilia Romagna delle richieste in merito agli aspetti di competenza regionale relativi al calendario scolastico.
La Regione Emilia-Romagna, con Delibera di Giunta n. 353 del 27 marzo 2012, ha stabilito che le lezioni in ciascun anno scolastico inizino il 15 settembre (con slittamento al primo giorno lavorativo successivo qualora il 15 settembre sia un sabato o un giorno festivo) e si concludano il 6 giugno (con anticipazione al primo giorno lavorativo precedente nel caso in cui il 6 giugno cada in giorno festivo) o posticipato, se necessario, per garantire i 205 giorni. La delibera definisce anche le pause natalizie e quelle pasquali.
In Emilia-Romagna quindi sono previste 14 settimane di vacanze estive, una vacanze di circa due settimane a Natale e 6 giorni di vacanza a Pasqua, oltre alle varie festività nazionali e al 2 novembre.
La Regione Emilia-Romagna è l’unica regione tra quelle del nord a non prevedere chiusure nei giorni di Carnevale. Questa piccola pausa offrirebbe alle studentesse e agli studenti la possibilità di uno stacco da una routine serrata e permetterebbe di riprendere la frequenza con maggiore energia, garantendo il rispetto dei normali ritmi di apprendimento. Spezzare il corso delle lezioni tra le vacanze di Natale e quelle di Pasqua sarebbe stata una scelta a favore di tutti gli utenti e i lavoratori della scuola. L’introduzione delle vacanze di Carnevale permetterebbe di prolungare la fine dell’anno scolastico di un paio di giornate e quindi di ridurre le settimane di chiusura della scuola.
È chiaramente risaputo però che per garantire un efficace e proficuo processo di apprendimento siano necessari momenti di pausa e recupero, sia per quanto riguarda le risorse emotive sia per quelle fisiche e anche per il carico psicologico dei docenti.
Le 14 settimane di vacanze estive gravano sulle famiglie sia in termini di organizzazione che in termini di costi, che di divario di genere. Ma hanno un impatto che non possiamo ignorare anche sulla vita delle bambine, dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi. Il fenomeno del summer learning loss (perdita di competenze durante l’estate) è un fenomeno ormai noto e ampiamente documentato. Ovviamente questa perdita di competenze grava principalmente sulle fasce più fragili della popolazione. Tale perdita ha, infatti, un effetto cumulativo sui risultati futuri, andando ad aumentare il divario educativo e le probabilità di abbandono tra bambini/e e ragazzi/e provenienti da contesti svantaggiati, ma anche per bambini/e con disabilità o con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA).
Siamo altresì consapevoli che la nostra regione ha un comparto turistico molto importante che garantisce lavoro e risorse a una considerevole parte della popolazione. Ma siamo anche consapevoli che il costo che le famiglie devono sostenere per 14 settimane di chiusura scolastica a fronte delle 4 settimane di ferie che un lavoratore medio ha durante l’estate, costituisce un’uscita importante dal bilancio famigliare. Questa uscita diminuisce considerevolmente poi la capacità di spesa delle famiglie durante le ferie e ne limita considerevolmente la durata. Un periodo così lungo non fa bene quindi neppure all’economia del nostro territorio.
Proprio a partire da queste considerazioni e da quelle espresse nella campagna nazionale, alla Regione Emilia-Romagna chiediamo per quanto di sua competenza:
- una maggiore flessibilità per quanto riguarda i giorni di inizio e fine del calendario scolastico, in modo da evitare le date obbligatorie 15 settembre/6 giugno che negli ultimi anni hanno causato calendari senza alcun senso didattico e generato notevoli problemi di gestione alle famiglie, prevedendo di non iniziare oltre la seconda settimana di settembre e di finire la prima di giugno;
- l’introduzione di una pausa tra i due quadrimestri, come in tutte le altre regioni del nord Italia, corrispondente più o meno al periodo di Carnevale per consentire una pausa molto utile alla didattica, al recupero e all’apprendimento;
- la progettazione del calendario sulla base delle necessità di apprendimento, consentendo più pause che permettano di assimilare meglio i contenuti, specie per quanto riguarda la scuola primaria che ha meno problemi di scadenze finali legate a esami;
- il coinvolgimento di una rappresentanza dei vari attori della Scuola per la definizione dei calendari.
Se anche tu desideri un tempo scuola che tenga conto dell’esigenze di tutte e tutti, firma la nostra petizione.
Se sei un’organizzazione, un gruppo informale, un ente, un’associazione, una qualsiasi realtà collettiva che condivide le nostre istanze trovi qua trovi il sito della campagna e le modalità di sottoscrizione della nostra lettera.
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Petizione creata in data 2 settembre 2024