RIPRISTINO DELLA MILLE MIGLIA A GARA DI VELOCITÀ


RIPRISTINO DELLA MILLE MIGLIA A GARA DI VELOCITÀ
Il problema
ISTANZA PER IL RIPRISTINO DELLA MILLE MIGLIA COME GARA DI VELOCITÀ E PER L'ACCERTAMENTO DELLA VERITÀ STORICA SUI FATTI DEL 12 MAGGIO 1957 A GUIDIZZOLO.
AI DESTINATARI IN INDIRIZZO:
ISTITUZIONI DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Al Presidente del Consiglio dei Ministri: On. Giorgia Meloni
Al Presidente del Senato della Repubblica: Sen. Ignazio La Russa
Al Presidente della Camera dei Deputati: On. Lorenzo Fontana
Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: Sen. Matteo Salvini
AUTORITÀ SPORTIVE INTERNAZIONALI
ALLA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE DELL'AUTOMOBILE (FIA)
Al Presidente: Mohammed Ben Sulayem
Al Direttore Generale: Alberto Villarreal
ORGANISMI SPORTIVI NAZIONALI
AL COMITATO OLIMPICO NAZIONALE ITALIANO (CONI)
Al Presidente: Luciano Buonfiglio
ALL'AUTOMOBILE CLUB D'ITALIA (ACI)
Al Presidente: Geronimo La Russa
Al Segretario Generale: Annibale Ferrari
ALL'AUTOMOBILE CLUB D'ITALIA SPORT (ACI Sport S.p.A.)
Al Presidente: Luigi Battistolli
Al Direttore Generale: Mario Isola
Al Consigliere: Gian Carlo Minardi
ORGANIZZATORI E TITOLARI DEL MARCHIO MILLE MIGLIA
ALL'AUTOMOBILE CLUB BRESCIA (ACI Sezione Brescia)
Al Presidente: Aldo Bonomi
Al Direttore: Nadia Marsegaglia
ALLA 1000 MIGLIA S.r.l.
Alla Presidente: Beatrice Saottini
All'Amministratore Delegato: Fulvio D’Alvia
AL REGISTRO 1000 MIGLIA
Al Presidente del Comitato gestione: Paolo Mazzetti
Al Presidente del Comitato scientifico: Beatrice Saottini
Ai Presidenti del Comitato d'Onore:
ACI Brescia
1000 Miglia S.r.l.
ACI Italia
ACI Storico
Museo 1000 Miglia
FIVA
Club Mille Miglia
PREAMBOLO
Signore e Signori, l'Uomo vive di sfide, missioni e vittorie; di cadute e di rinascite. Dopo aver condotto un attivo impegno sotto forma di attivismo in sede civile, mediatica e istituzionale nella Confederazione Svizzera per il superamento dello storico divieto alle gare su circuito in presenza di pubblico, divieto finalmente abrogato dal Consiglio Federale Elvetico a partire dal 1º luglio 2026 dopo parere favorevole di entrambe le camere del parlamento avvenuto in data 31 Maggio 2022, ho preso sulla soglia dei 30 anni, in virtù della mia viscerale passione per i motori diventati poi anche la mia professione e in virtù del mio concetto della parola libertà, la decisione di cimentarmi in una nuova sfida, assieme a chi si unirà a me in quest'ultima come accaduto in quella avvenuta in Svizzera. L'espugnazione dello storico divieto alle gare su circuito a Berna che sembrava scolpito sulle rocce delle Alpi Svizzere, mi ha insegnato e insegna che nulla è impossibile, a patto di volerlo davvero e fatta eccezione per limiti invalicabili derivanti dalla natura.
Presento ufficialmente quindi, dopo le troppe chiacchiere di tutti questi anni in merito e che a nulla hanno portato di concreto, la qui presente petizione per ottenere dalle Istituzioni e dagli Enti competenti il ripristino della 1000 Miglia come gara di velocità abbandondando l'attuale assetto come gara di regolarità. Il percorso storico di questa leggendaria competizione subì un arresto traumatico a seguito del tragico evento del 12 maggio 1957 a Guidizzolo, che ne decretò la fine nella sua formula originale.
A partire dagli anni '70, e precisamente dall'edizione del 1977 la prima dopo i fatti di Guidizzolo del 1957, la 1000 Miglia è stata reintrodotta e delegata esclusivamente a gara di regolarità, diventando nel 1987 un appuntamento fisso annuale, dopo le edizioni biennali del 1984 e 1986. Per quanto tale manifestazione abbia oggi fascino e prestigio, essa non rende minimamente giustizia a una corsa nata per celebrare il progresso e il coraggio di intramontabili e indimenticabili leggende. È tempo che la 1000 Miglia, nel rispetto delle moderne ed elevatissime tecnologie di sicurezza e di protezione ambientale disponibili nel 2026, torni ai suoi antichi fasti, riaffermando l'Italia come centro del motorsport mondiale di velocità.
I. LA GENESI E IL MITO: L'ANIMA DI UNA NAZIONE
La Mille Miglia, nata durante il Regno d'Italia nel 1927 sotto la Casa Reale Savoia e sotto S.M. Vittorio Emanuele III, dalla visione del Conte Franco Mazzotti, il Conte Aymo Maggi, Renzo Castagneto e Giovanni Canestrini, non è stata una semplice manifestazione sportiva. È stata l’evento che ha motorizzato l’Italia e probabilmente il più importante della sua epoca, La Freccia Rossa ha portato il progresso tecnico fin sull'uscio delle case contadine, da nord a sud. Per trent’anni, il percorso Brescia-Roma-Brescia è stato il palcoscenico su cui piloti leggendari come Tazio Nuvolari, Alberto Ascari, Achille Varzi, Piero Taruffi, Stirling Moss, Giuseppe Campari, Wolfgang von Trips, Juan Manuel Fangio, Giuseppe "Nino" Farina, Louis Chiron, Eugenio Castellotti e molti altri hanno sfidato i limiti dell’impossibile. Era la gara che tutto il mondo ammirava e tentava di copiare, la più importante dell'automobilismo, più famosa e ambita a suo tempo della Formula 1 e della 24 Ore di Le Mans, il simbolo di un'Italia che correva veloce verso il futuro e che oggi grazie a pessime scelte politiche e istituzionali non c'è più.
II. IL 12 MAGGIO 1957: IL DELITTO DI STATO DI GUIDIZZOLO E IL DELITTO DI STATO SPORTIVO
La fine della Mille Miglia non fu un evento sportivo, ma una decisione politica figlia della viltà e vigliaccheria istituzionale.
La dinamica dei fatti: A pochi chilometri dal traguardo, circa alle ore 16.04 del 12 maggio 1957, la Ferrari 335 S del pilota spagnolo Alfonso De Portago subì lo scoppio di uno pneumatico in un tratto del tracciato ove si raggiungevano anche i 250km/h. L'auto volò sulla folla che assisteva alla gara sul ciglio della strada terminando la sua corsa sul fossato a destra della carreggiata. Morirono sul colpo il pilota Alfonso De Portago, il copilota statunitense Edmund Gurner Nelson e nove appassionati spettatori, tra cui cinque bambini, ci furono anche dei feriti.
La colpa occultata: Per decenni è stata alimentata la narrazione della "follia della velocità". La verità sull'incidente è più cruda e più semplice del previsto: fonti accredite attribuiscono lo scoppio dello pneumatico all'impatto con gli "occhi di gatto", dei dispositivi dell'epoca posti al centro della carreggiata con l'obiettivo di delimitare una corsia dall'altra per senso di marcia, quindi nessun cedimento dello pneumatico del marchio belga fondato a Liegi nel 1868 per mano di Oscar Englebert che porta l'omonimo cognome, pneumatico definito immediatamente dopo la tragedia di scarsa qualità, la causa non fu nemmeno un difetto sulla vettura come si ipotizzava. La responsabilità dello Stato nasce dal fatto che gli "occhi di gatto" erano parte integrante dell'infrastruttura stradale statale. La responsabilità della manutenzione e della sicurezza di quel tratto stradale era di competenza della Repubblica Italiana, quindi Statale.
Il processo farsa e vigliacco a Enzo Ferrari: Invece di fare mea culpa, lo Stato Italiano, spinto dalla oramai solita e collaudata anche ai giorni nostri stampa sciacalla e da un'opinione pubblica manipolata, mise sotto accusa Enzo Ferrari, l'Uomo Italiano più famoso del Mondo che più di tutti stava dando lustro e prestigio all'Italia, lustro e prestigio alla nostra Nazione che il suo lascito ancora oggi da più di chiunque altro. Un vile processo durato anni che mirava a distruggere l'uomo e l'azienda. L’assoluzione finale del Commendatore Ferrari non fu solo una vittoria legale, ma la certificazione implicita dell'incompetenza statale e della sua unica responsabilità in quella tragedia: se il costruttore era innocente, la colpa risiedeva nell'asfalto su cui l'auto correva, asfalto che ribadisco nuovamente era responsabilità dello Stato. Eppure, esso scelse di uccidere la gara piuttosto che ammettere le proprie colpe, la propria negligenza e ammodernare la rete viaria, cose che ci si aspetterebbero da uno Stato con delle istituzioni responsabili, oneste, mature e da uno Stato ove democrazia, giustizia e diritti non dovrebbero essere solo principi scritti su un pezzo di carta sin troppo impolverato, e dei meri, semplici slogan, ma dovrebbero essere dei principi soprattutto dimostrati attraverso i fatti.
III. CONTRO IL PATERNALISMO: IL MOTORSPORT È RISCHIO E LIBERTÀ
Dopo 69 anni, le assurde restrizioni che non permettono di fatto lo svolgimento della Mille Miglia risultano anacronistiche e offensive verso la maturità e intelligenza dei cittadini.
L'ipocrisia della sicurezza: Si nega la Mille Miglia con la scusa della sicurezza, mentre le nostre strade quotidiane restano spesso un "groviera" oltre al resto, indegno di un Paese che si chiama Italia. La sicurezza non si garantisce con i divieti, ma con le infrastrutture. Se il problema risiede in quest'ultime, è evidente che la Mille Miglia e la velocità non centrano nulla, ma si negano le autorizzazioni (oltre che per altre motivazioni) per svogliataggine istituzionale.
Responsabilità individuale: Il Motorsport è pericoloso. Lo sanno i piloti, lo dovrebbe sapere il pubblico. Tentare di deresponsabilizzare l'individuo attraverso la "protezione obbligatoria" dello Stato, attraverso le campane di vetro, è una deriva illiberale degna di uno Stato autoritario che nulla ha da invidiare su questo punto, senza tanti giri di parole, al Partito Fascista, Nazista e alla dittatura Nord Coreana. Chi sceglie di correre lo fa consapevolmente e chi assiste pure lo fa e/o lo dovrebbe fare, al posto di vietare bisognerebbe informare e responsabilizzare, in caso di morti e/o feriti a rimetterci son persone che erano consapevoli dei rischi e/o appassionati che sono e/o dovrebbero esserlo, a rimetterci non sono di certo i collezionatori di francobolli, dai commenti ridicoli sui social, scritti seduti dalle loro comode poltrone e divani. Si vieta qualcosa a piloti e addetti ai lavori consapevoli e ad appassionati che lo sono e/o dovrebbero esserlo, la cosa ridicola è che a vietare sono persone che nel caso non ci rimettano nulla. (Vedesi petizione https://c.org/QTbBHh2FR2 per entrare ulteriormente nel merito).
IV. COERENZA POLITICA E CONFRONTO INTERNAZIONALE
Mentre il Governo attuale e i membri della coalizione al governo si proclamano difensori del Made in Italy e della nostra storia motoristica attraverso foto, video, storie sui social e discorsi in parlamento italiano e dell'Unione Europea (emblematici in modo particolare in tal senso i post e gli interventi in parlamento di politici esponenti della Lega come il Segretario Federale della Lega, nonché Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture del Governo Meloni e Vice Presidente del Consiglio Sen. Matteo Salvini e dell'esponente della Lega Isabella Tovaglieri), nei fatti mantengono in vigore un divieto attraverso leggi e richieste per le autorizzazioni che sono un insulto a quella stessa storia, oltre che come già scritto alla maturità e intelligenza dei cittadini che non sono di certo nell'età di essere portati in passeggiata nei passeggini o nell'età di essere portati agli Asili Nido.
Il progresso: Politica, stampa e opinione pubblica, si riempiono sempre la bocca della parola progresso, che il mondo deve andare avanti, di futuro, e una miriade di altre parole e frasi dal medesimo significato, peccato che il tutto valga solo dove la cosa gli accomoda ed è di loro gradimento: lo stesso, per coerenza (termine sul quale politica, stampa e opinione pubblica hanno un'evidente problema sia di comprensione che di attuazione), dovrebbe valere per la 1000 Miglia, dal momento che i tempi sono andati avanti e le condizioni che portarono alla tragedia di Guidozzolo del 12 Maggio 1957 non sono più di attualità dopo 69 anni.
Il caso Svizzera: Persino la Svizzera, che dal 21 Giugno 1955 aveva bandito le competizioni su circuito in presenza di pubblico in seguito alla tragedia di Le Mans del 11 giugno 1955, ha fatto un passo indietro. Dal 1° Luglio 2026, le gare su circuito in presenza di pubblico tornano legali in territorio elvetico. È ridicolo che l'Italia, culla dei motori, resti più retrograda e timorosa della Svizzera.
Differenze tra i divieti alle gare dopo la tragedia alla 24 Ore di Le Mans del 11 Giugno 1955, con la gestione della 1000 Miglia dopo la Tragedia di Guidizzolo del 12 Maggio 1957: I divieti e limitazioni dopo la tragedia alla 24 Ore di Le Mans risultavano più coerenti seppur infondati e senza senso, rispetto a quelli dopo la tragedia di Guidizzolo, a Le Mans, infatti, l'incidente avvenne per cause attribuibili alla sola e unica gara, non ci furono infatti coinvolgimenti di terze parti, a Guidizzolo invece la responsabilità come più volte affermato è solo ed esclusivamente Statale, Istituzionale. Questo rende ancora più ridicola la fine della Mille Miglia come gara di velocità, specie considerando che Stati come la Svizzera che sembrava immovibile sulla revoca del divieto alle gare su circuito in presenza di pubblico ha infine deciso di adeguarsi coi tempi, nonostante il divieto fosse nato per un incidente causato solo dalla natura degli Sport Motoristici.
"La Legge è uguale per tutti": Questa frase impolverita e invecchiata malissimo campeggia nelle aule di giustizia, ma per la Mille Miglia non è valsa. Lo Stato ha legiferato per coprire il proprio errore del 12 Maggio 1957 a Guidizzolo. E adesso è giunta l'ora di invertire la rotta.
LE NOSTRE RICHIESTE:
• L'immediato ripristino della Mille Miglia come Gara di Velocità, con un regolamento tecnico moderno che garantisca i massimi standard tecnologici di sicurezza e di protezione ambientale disponibili nella nostra epoca, senza snaturare la competizione pura e creare aspettative da favola per quanto concerne la sicurezza.
• Che venga immediatamente attuatato quanto già richiesto nella petizione: https://c.org/QTbBHh2FR2
• Investimenti Infrastrutturali: Che il ritorno della gara sia l'occasione per un piano straordinario di rifacimento del manto stradale sul percorso storico, garantendo sicurezza realistica non solo ai piloti, ma a tutti i cittadini che usano quelle strade ogni giorno.
• Un Atto di Verità Storica: Che lo Stato Italiano riconosca formalmente la propria e unica responsabilità nei fatti del 12 Maggio 1957 a Guidizzolo, riabilitando definitivamente la memoria di quell'edizione nel rispetto e nelle dovute scuse di chi in quei fatti ci perse la vita, rimase ferito e per rispetto nei confronti di chi venne ingiustamente preso come capro ispiatorio e affrontò anni e anni di vile processo.
Basta con le solite promesse elettorali che non trovano mai riscontro nei fatti. Basta con ignoranza, ipocrisia, incoerenza, viltà, vigliaccheria, falsità, semplicismi, mezze verità, inutile burocrazia e analfabetismo funzionale.
Basta con le sfilate di regolarità che sono l'ombra di ciò che fu. Restituite finalmente all'Italia la sua dignità motoristica. Ridate ai Motori, all'automobilismo, ai suoi corridori, ai suoi addetti ai lavori e ai suoi appassionati la VERA Mille Miglia.
Cordiali Saluti,
Primo Firmatario di questa Petizione
Mirco Zabot

1
Il problema
ISTANZA PER IL RIPRISTINO DELLA MILLE MIGLIA COME GARA DI VELOCITÀ E PER L'ACCERTAMENTO DELLA VERITÀ STORICA SUI FATTI DEL 12 MAGGIO 1957 A GUIDIZZOLO.
AI DESTINATARI IN INDIRIZZO:
ISTITUZIONI DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Al Presidente del Consiglio dei Ministri: On. Giorgia Meloni
Al Presidente del Senato della Repubblica: Sen. Ignazio La Russa
Al Presidente della Camera dei Deputati: On. Lorenzo Fontana
Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: Sen. Matteo Salvini
AUTORITÀ SPORTIVE INTERNAZIONALI
ALLA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE DELL'AUTOMOBILE (FIA)
Al Presidente: Mohammed Ben Sulayem
Al Direttore Generale: Alberto Villarreal
ORGANISMI SPORTIVI NAZIONALI
AL COMITATO OLIMPICO NAZIONALE ITALIANO (CONI)
Al Presidente: Luciano Buonfiglio
ALL'AUTOMOBILE CLUB D'ITALIA (ACI)
Al Presidente: Geronimo La Russa
Al Segretario Generale: Annibale Ferrari
ALL'AUTOMOBILE CLUB D'ITALIA SPORT (ACI Sport S.p.A.)
Al Presidente: Luigi Battistolli
Al Direttore Generale: Mario Isola
Al Consigliere: Gian Carlo Minardi
ORGANIZZATORI E TITOLARI DEL MARCHIO MILLE MIGLIA
ALL'AUTOMOBILE CLUB BRESCIA (ACI Sezione Brescia)
Al Presidente: Aldo Bonomi
Al Direttore: Nadia Marsegaglia
ALLA 1000 MIGLIA S.r.l.
Alla Presidente: Beatrice Saottini
All'Amministratore Delegato: Fulvio D’Alvia
AL REGISTRO 1000 MIGLIA
Al Presidente del Comitato gestione: Paolo Mazzetti
Al Presidente del Comitato scientifico: Beatrice Saottini
Ai Presidenti del Comitato d'Onore:
ACI Brescia
1000 Miglia S.r.l.
ACI Italia
ACI Storico
Museo 1000 Miglia
FIVA
Club Mille Miglia
PREAMBOLO
Signore e Signori, l'Uomo vive di sfide, missioni e vittorie; di cadute e di rinascite. Dopo aver condotto un attivo impegno sotto forma di attivismo in sede civile, mediatica e istituzionale nella Confederazione Svizzera per il superamento dello storico divieto alle gare su circuito in presenza di pubblico, divieto finalmente abrogato dal Consiglio Federale Elvetico a partire dal 1º luglio 2026 dopo parere favorevole di entrambe le camere del parlamento avvenuto in data 31 Maggio 2022, ho preso sulla soglia dei 30 anni, in virtù della mia viscerale passione per i motori diventati poi anche la mia professione e in virtù del mio concetto della parola libertà, la decisione di cimentarmi in una nuova sfida, assieme a chi si unirà a me in quest'ultima come accaduto in quella avvenuta in Svizzera. L'espugnazione dello storico divieto alle gare su circuito a Berna che sembrava scolpito sulle rocce delle Alpi Svizzere, mi ha insegnato e insegna che nulla è impossibile, a patto di volerlo davvero e fatta eccezione per limiti invalicabili derivanti dalla natura.
Presento ufficialmente quindi, dopo le troppe chiacchiere di tutti questi anni in merito e che a nulla hanno portato di concreto, la qui presente petizione per ottenere dalle Istituzioni e dagli Enti competenti il ripristino della 1000 Miglia come gara di velocità abbandondando l'attuale assetto come gara di regolarità. Il percorso storico di questa leggendaria competizione subì un arresto traumatico a seguito del tragico evento del 12 maggio 1957 a Guidizzolo, che ne decretò la fine nella sua formula originale.
A partire dagli anni '70, e precisamente dall'edizione del 1977 la prima dopo i fatti di Guidizzolo del 1957, la 1000 Miglia è stata reintrodotta e delegata esclusivamente a gara di regolarità, diventando nel 1987 un appuntamento fisso annuale, dopo le edizioni biennali del 1984 e 1986. Per quanto tale manifestazione abbia oggi fascino e prestigio, essa non rende minimamente giustizia a una corsa nata per celebrare il progresso e il coraggio di intramontabili e indimenticabili leggende. È tempo che la 1000 Miglia, nel rispetto delle moderne ed elevatissime tecnologie di sicurezza e di protezione ambientale disponibili nel 2026, torni ai suoi antichi fasti, riaffermando l'Italia come centro del motorsport mondiale di velocità.
I. LA GENESI E IL MITO: L'ANIMA DI UNA NAZIONE
La Mille Miglia, nata durante il Regno d'Italia nel 1927 sotto la Casa Reale Savoia e sotto S.M. Vittorio Emanuele III, dalla visione del Conte Franco Mazzotti, il Conte Aymo Maggi, Renzo Castagneto e Giovanni Canestrini, non è stata una semplice manifestazione sportiva. È stata l’evento che ha motorizzato l’Italia e probabilmente il più importante della sua epoca, La Freccia Rossa ha portato il progresso tecnico fin sull'uscio delle case contadine, da nord a sud. Per trent’anni, il percorso Brescia-Roma-Brescia è stato il palcoscenico su cui piloti leggendari come Tazio Nuvolari, Alberto Ascari, Achille Varzi, Piero Taruffi, Stirling Moss, Giuseppe Campari, Wolfgang von Trips, Juan Manuel Fangio, Giuseppe "Nino" Farina, Louis Chiron, Eugenio Castellotti e molti altri hanno sfidato i limiti dell’impossibile. Era la gara che tutto il mondo ammirava e tentava di copiare, la più importante dell'automobilismo, più famosa e ambita a suo tempo della Formula 1 e della 24 Ore di Le Mans, il simbolo di un'Italia che correva veloce verso il futuro e che oggi grazie a pessime scelte politiche e istituzionali non c'è più.
II. IL 12 MAGGIO 1957: IL DELITTO DI STATO DI GUIDIZZOLO E IL DELITTO DI STATO SPORTIVO
La fine della Mille Miglia non fu un evento sportivo, ma una decisione politica figlia della viltà e vigliaccheria istituzionale.
La dinamica dei fatti: A pochi chilometri dal traguardo, circa alle ore 16.04 del 12 maggio 1957, la Ferrari 335 S del pilota spagnolo Alfonso De Portago subì lo scoppio di uno pneumatico in un tratto del tracciato ove si raggiungevano anche i 250km/h. L'auto volò sulla folla che assisteva alla gara sul ciglio della strada terminando la sua corsa sul fossato a destra della carreggiata. Morirono sul colpo il pilota Alfonso De Portago, il copilota statunitense Edmund Gurner Nelson e nove appassionati spettatori, tra cui cinque bambini, ci furono anche dei feriti.
La colpa occultata: Per decenni è stata alimentata la narrazione della "follia della velocità". La verità sull'incidente è più cruda e più semplice del previsto: fonti accredite attribuiscono lo scoppio dello pneumatico all'impatto con gli "occhi di gatto", dei dispositivi dell'epoca posti al centro della carreggiata con l'obiettivo di delimitare una corsia dall'altra per senso di marcia, quindi nessun cedimento dello pneumatico del marchio belga fondato a Liegi nel 1868 per mano di Oscar Englebert che porta l'omonimo cognome, pneumatico definito immediatamente dopo la tragedia di scarsa qualità, la causa non fu nemmeno un difetto sulla vettura come si ipotizzava. La responsabilità dello Stato nasce dal fatto che gli "occhi di gatto" erano parte integrante dell'infrastruttura stradale statale. La responsabilità della manutenzione e della sicurezza di quel tratto stradale era di competenza della Repubblica Italiana, quindi Statale.
Il processo farsa e vigliacco a Enzo Ferrari: Invece di fare mea culpa, lo Stato Italiano, spinto dalla oramai solita e collaudata anche ai giorni nostri stampa sciacalla e da un'opinione pubblica manipolata, mise sotto accusa Enzo Ferrari, l'Uomo Italiano più famoso del Mondo che più di tutti stava dando lustro e prestigio all'Italia, lustro e prestigio alla nostra Nazione che il suo lascito ancora oggi da più di chiunque altro. Un vile processo durato anni che mirava a distruggere l'uomo e l'azienda. L’assoluzione finale del Commendatore Ferrari non fu solo una vittoria legale, ma la certificazione implicita dell'incompetenza statale e della sua unica responsabilità in quella tragedia: se il costruttore era innocente, la colpa risiedeva nell'asfalto su cui l'auto correva, asfalto che ribadisco nuovamente era responsabilità dello Stato. Eppure, esso scelse di uccidere la gara piuttosto che ammettere le proprie colpe, la propria negligenza e ammodernare la rete viaria, cose che ci si aspetterebbero da uno Stato con delle istituzioni responsabili, oneste, mature e da uno Stato ove democrazia, giustizia e diritti non dovrebbero essere solo principi scritti su un pezzo di carta sin troppo impolverato, e dei meri, semplici slogan, ma dovrebbero essere dei principi soprattutto dimostrati attraverso i fatti.
III. CONTRO IL PATERNALISMO: IL MOTORSPORT È RISCHIO E LIBERTÀ
Dopo 69 anni, le assurde restrizioni che non permettono di fatto lo svolgimento della Mille Miglia risultano anacronistiche e offensive verso la maturità e intelligenza dei cittadini.
L'ipocrisia della sicurezza: Si nega la Mille Miglia con la scusa della sicurezza, mentre le nostre strade quotidiane restano spesso un "groviera" oltre al resto, indegno di un Paese che si chiama Italia. La sicurezza non si garantisce con i divieti, ma con le infrastrutture. Se il problema risiede in quest'ultime, è evidente che la Mille Miglia e la velocità non centrano nulla, ma si negano le autorizzazioni (oltre che per altre motivazioni) per svogliataggine istituzionale.
Responsabilità individuale: Il Motorsport è pericoloso. Lo sanno i piloti, lo dovrebbe sapere il pubblico. Tentare di deresponsabilizzare l'individuo attraverso la "protezione obbligatoria" dello Stato, attraverso le campane di vetro, è una deriva illiberale degna di uno Stato autoritario che nulla ha da invidiare su questo punto, senza tanti giri di parole, al Partito Fascista, Nazista e alla dittatura Nord Coreana. Chi sceglie di correre lo fa consapevolmente e chi assiste pure lo fa e/o lo dovrebbe fare, al posto di vietare bisognerebbe informare e responsabilizzare, in caso di morti e/o feriti a rimetterci son persone che erano consapevoli dei rischi e/o appassionati che sono e/o dovrebbero esserlo, a rimetterci non sono di certo i collezionatori di francobolli, dai commenti ridicoli sui social, scritti seduti dalle loro comode poltrone e divani. Si vieta qualcosa a piloti e addetti ai lavori consapevoli e ad appassionati che lo sono e/o dovrebbero esserlo, la cosa ridicola è che a vietare sono persone che nel caso non ci rimettano nulla. (Vedesi petizione https://c.org/QTbBHh2FR2 per entrare ulteriormente nel merito).
IV. COERENZA POLITICA E CONFRONTO INTERNAZIONALE
Mentre il Governo attuale e i membri della coalizione al governo si proclamano difensori del Made in Italy e della nostra storia motoristica attraverso foto, video, storie sui social e discorsi in parlamento italiano e dell'Unione Europea (emblematici in modo particolare in tal senso i post e gli interventi in parlamento di politici esponenti della Lega come il Segretario Federale della Lega, nonché Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture del Governo Meloni e Vice Presidente del Consiglio Sen. Matteo Salvini e dell'esponente della Lega Isabella Tovaglieri), nei fatti mantengono in vigore un divieto attraverso leggi e richieste per le autorizzazioni che sono un insulto a quella stessa storia, oltre che come già scritto alla maturità e intelligenza dei cittadini che non sono di certo nell'età di essere portati in passeggiata nei passeggini o nell'età di essere portati agli Asili Nido.
Il progresso: Politica, stampa e opinione pubblica, si riempiono sempre la bocca della parola progresso, che il mondo deve andare avanti, di futuro, e una miriade di altre parole e frasi dal medesimo significato, peccato che il tutto valga solo dove la cosa gli accomoda ed è di loro gradimento: lo stesso, per coerenza (termine sul quale politica, stampa e opinione pubblica hanno un'evidente problema sia di comprensione che di attuazione), dovrebbe valere per la 1000 Miglia, dal momento che i tempi sono andati avanti e le condizioni che portarono alla tragedia di Guidozzolo del 12 Maggio 1957 non sono più di attualità dopo 69 anni.
Il caso Svizzera: Persino la Svizzera, che dal 21 Giugno 1955 aveva bandito le competizioni su circuito in presenza di pubblico in seguito alla tragedia di Le Mans del 11 giugno 1955, ha fatto un passo indietro. Dal 1° Luglio 2026, le gare su circuito in presenza di pubblico tornano legali in territorio elvetico. È ridicolo che l'Italia, culla dei motori, resti più retrograda e timorosa della Svizzera.
Differenze tra i divieti alle gare dopo la tragedia alla 24 Ore di Le Mans del 11 Giugno 1955, con la gestione della 1000 Miglia dopo la Tragedia di Guidizzolo del 12 Maggio 1957: I divieti e limitazioni dopo la tragedia alla 24 Ore di Le Mans risultavano più coerenti seppur infondati e senza senso, rispetto a quelli dopo la tragedia di Guidizzolo, a Le Mans, infatti, l'incidente avvenne per cause attribuibili alla sola e unica gara, non ci furono infatti coinvolgimenti di terze parti, a Guidizzolo invece la responsabilità come più volte affermato è solo ed esclusivamente Statale, Istituzionale. Questo rende ancora più ridicola la fine della Mille Miglia come gara di velocità, specie considerando che Stati come la Svizzera che sembrava immovibile sulla revoca del divieto alle gare su circuito in presenza di pubblico ha infine deciso di adeguarsi coi tempi, nonostante il divieto fosse nato per un incidente causato solo dalla natura degli Sport Motoristici.
"La Legge è uguale per tutti": Questa frase impolverita e invecchiata malissimo campeggia nelle aule di giustizia, ma per la Mille Miglia non è valsa. Lo Stato ha legiferato per coprire il proprio errore del 12 Maggio 1957 a Guidizzolo. E adesso è giunta l'ora di invertire la rotta.
LE NOSTRE RICHIESTE:
• L'immediato ripristino della Mille Miglia come Gara di Velocità, con un regolamento tecnico moderno che garantisca i massimi standard tecnologici di sicurezza e di protezione ambientale disponibili nella nostra epoca, senza snaturare la competizione pura e creare aspettative da favola per quanto concerne la sicurezza.
• Che venga immediatamente attuatato quanto già richiesto nella petizione: https://c.org/QTbBHh2FR2
• Investimenti Infrastrutturali: Che il ritorno della gara sia l'occasione per un piano straordinario di rifacimento del manto stradale sul percorso storico, garantendo sicurezza realistica non solo ai piloti, ma a tutti i cittadini che usano quelle strade ogni giorno.
• Un Atto di Verità Storica: Che lo Stato Italiano riconosca formalmente la propria e unica responsabilità nei fatti del 12 Maggio 1957 a Guidizzolo, riabilitando definitivamente la memoria di quell'edizione nel rispetto e nelle dovute scuse di chi in quei fatti ci perse la vita, rimase ferito e per rispetto nei confronti di chi venne ingiustamente preso come capro ispiatorio e affrontò anni e anni di vile processo.
Basta con le solite promesse elettorali che non trovano mai riscontro nei fatti. Basta con ignoranza, ipocrisia, incoerenza, viltà, vigliaccheria, falsità, semplicismi, mezze verità, inutile burocrazia e analfabetismo funzionale.
Basta con le sfilate di regolarità che sono l'ombra di ciò che fu. Restituite finalmente all'Italia la sua dignità motoristica. Ridate ai Motori, all'automobilismo, ai suoi corridori, ai suoi addetti ai lavori e ai suoi appassionati la VERA Mille Miglia.
Cordiali Saluti,
Primo Firmatario di questa Petizione
Mirco Zabot

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I decisori



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Petizione creata in data 9 maggio 2026