Ripristinare la vista del mare e dell'orizzonte a Pizzo VV

Firmatari recenti
Tom Corr e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio
per la Città Metropolitana di Reggio Calabria
e la Provincia di Vibo Valentia

 

Discrepanza tra rendering ed immagine reale

 

 


Richiesta di verifica di coerenza paesaggistica tra progetto approvato e opera realizzata – lavori di messa in sicurezza del lungomare (tratto La Marina – Seggiola, Comune di Pizzo)


I sottoscritti cittadini,
premesso che


– il tratto di costa compreso tra La Marina e la Seggiola costituisce un ambito di rilevante valore paesaggistico, storico e identitario per la comunità locale;


– sul medesimo tratto sono in corso (o in fase avanzata) lavori definiti come “messa in sicurezza del lungomare”, autorizzati sulla base di specifici elaborati progettuali;


espongono quanto segue.


Esposizione dei fatti
Dall’analisi comparativa tra le tavole di progetto approvate (in particolare Tav. T11 – planimetria particolareggiata e viste post operam) e lo stato attuale dell’opera, documentato mediante fotografie da terra e riprese aeree, emergono evidenti discordanze di carattere percettivo, materico e volumetrico, rilevanti sotto il profilo paesaggistico.


In particolare si rileva che:


– la scogliera, rappresentata negli elaborati progettuali come “riposizionamento in sagoma”, risulta nella realtà configurata come barriera continua composta da blocchi prefabbricati in calcestruzzo di grandi dimensioni, con carattere seriale e chiaramente riconoscibile come opera industriale;


– l’ingombro visivo reale dell’intervento appare sensibilmente superiore a quello restituito dalle viste post operam, nelle quali l’impatto della scogliera risulta fortemente mitigato;


– il rapporto tra passeggiata, mare e linea di costa risulta sostanzialmente alterato, con l’opera che assume un ruolo schermante e dominante rispetto al paesaggio costiero;


– il rapporto di scala tra opera e presenza umana evidenzia una sproporzione non chiaramente leggibile né mm?! sulla base delle rappresentazioni progettuali approvate.
Tali elementi determinano una trasformazione sostanziale e permanente del fronte mare, che appare eccedere la nozione di mera “messa in sicurezza” e configurare, nei fatti, una nuova infrastruttura costiera rigida, con impatti paesaggistici non adeguatamente rappresentati in sede progettuale.

 

 

 

Discrepanza tra rendering e progetto

 

 

Altezze dannose

 

Alla luce di quanto sopra,
i sottoscritti cittadini chiedono a codesta Soprintendenza, ai sensi dell’art. 146 del D.Lgs. 42/2004, di voler:


– verificare la coerenza tra l’opera realizzata e le rappresentazioni progettuali approvate;


– valutare l’adeguatezza e completezza della valutazione paesaggistica effettuata in sede autorizzativa, con particolare riferimento alle viste post operam;


– assumere ogni iniziativa ritenuta opportuna a tutela del paesaggio costiero e dell’interesse pubblico.

 

1. di verificare con urgenza la coerenza degli interventi in corso con le norme di tutela;

2. di accertare l’esistenza e la congruità delle autorizzazioni  paesaggistiche rilasciate;

3. di valutare la compatibilità degli interventi con il contesto storico-identitario della Città di Pizzo;

4. di avviare ogni azione di tutela ritenuta necessaria a salvaguardia del paesaggio e dell’ambiente.  

 

 

 

Discrepanza tra rendering e stato reale dell' area

 

 

 

 

 

 

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Antonio MontesantiPromotore della petizione
Vittoria
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per la Città Metropolitana di Reggio Calabria
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Discrepanza tra rendering ed immagine reale

 

 


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I sottoscritti cittadini,
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– il tratto di costa compreso tra La Marina e la Seggiola costituisce un ambito di rilevante valore paesaggistico, storico e identitario per la comunità locale;


– sul medesimo tratto sono in corso (o in fase avanzata) lavori definiti come “messa in sicurezza del lungomare”, autorizzati sulla base di specifici elaborati progettuali;


espongono quanto segue.


Esposizione dei fatti
Dall’analisi comparativa tra le tavole di progetto approvate (in particolare Tav. T11 – planimetria particolareggiata e viste post operam) e lo stato attuale dell’opera, documentato mediante fotografie da terra e riprese aeree, emergono evidenti discordanze di carattere percettivo, materico e volumetrico, rilevanti sotto il profilo paesaggistico.


In particolare si rileva che:


– la scogliera, rappresentata negli elaborati progettuali come “riposizionamento in sagoma”, risulta nella realtà configurata come barriera continua composta da blocchi prefabbricati in calcestruzzo di grandi dimensioni, con carattere seriale e chiaramente riconoscibile come opera industriale;


– l’ingombro visivo reale dell’intervento appare sensibilmente superiore a quello restituito dalle viste post operam, nelle quali l’impatto della scogliera risulta fortemente mitigato;


– il rapporto tra passeggiata, mare e linea di costa risulta sostanzialmente alterato, con l’opera che assume un ruolo schermante e dominante rispetto al paesaggio costiero;


– il rapporto di scala tra opera e presenza umana evidenzia una sproporzione non chiaramente leggibile né mm?! sulla base delle rappresentazioni progettuali approvate.
Tali elementi determinano una trasformazione sostanziale e permanente del fronte mare, che appare eccedere la nozione di mera “messa in sicurezza” e configurare, nei fatti, una nuova infrastruttura costiera rigida, con impatti paesaggistici non adeguatamente rappresentati in sede progettuale.

 

 

 

Discrepanza tra rendering e progetto

 

 

Altezze dannose

 

Alla luce di quanto sopra,
i sottoscritti cittadini chiedono a codesta Soprintendenza, ai sensi dell’art. 146 del D.Lgs. 42/2004, di voler:


– verificare la coerenza tra l’opera realizzata e le rappresentazioni progettuali approvate;


– valutare l’adeguatezza e completezza della valutazione paesaggistica effettuata in sede autorizzativa, con particolare riferimento alle viste post operam;


– assumere ogni iniziativa ritenuta opportuna a tutela del paesaggio costiero e dell’interesse pubblico.

 

1. di verificare con urgenza la coerenza degli interventi in corso con le norme di tutela;

2. di accertare l’esistenza e la congruità delle autorizzazioni  paesaggistiche rilasciate;

3. di valutare la compatibilità degli interventi con il contesto storico-identitario della Città di Pizzo;

4. di avviare ogni azione di tutela ritenuta necessaria a salvaguardia del paesaggio e dell’ambiente.  

 

 

 

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Antonio MontesantiPromotore della petizione

I decisori

Soprintendenza ABAP Reggio Vibo
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Petizione creata in data 2 gennaio 2026