Riportiamo a casa la "Testa di Agrippa" di Susa

Il problema

La testa in bronzo scoperta l'11 Agosto 1904 vicino all'Arco di Augusto a Susa, la porta delle Alpi a pochi km da Torino, é attualmente esposta al Metropolitan Museum di New York. La statua era stata donata a Marco Vespasiano Agrippa (63-12 a.C.), uno dei più stretti amici dell'imperatore Augusto, da parte di un membro della famiglia di Cozio, re delle tribù stanziate sulle Alpi Cozie e poi prefetto romano della medesima provincia. La testa bronzea fu venduta a due antiquari napoletani, i F.lli Canessa, poi rivenduta a Parigi e in seguito acquistata dal Metropolitan Museum of Art nel 1914.

La Val di Susa dovrebbe essere orgogliosa di avere una delle più belle testimonianze dell'epoca romana esposta nel museo d'arte più importante delle Americhe e il quarto al mondo, ma pochi ne sono a conoscenza. Invece di lasciarla in un anonimo corridoio di New York, perché non riportarla a casa e ridare lustro alla città di Susa, che soffre di spopolamento ed depressione economica da almeno 20 anni?

La posta in gioco è alta: questa opera potrebbe significare una rinascita per un'intera valle martoriata dalla disoccupazione, dalle grandi opere e dalla mancanza di prospettive per i giovani. D'altra parte, a New York, l'opera può stupire, ma non può certo competere con capolavori come "La grande onda fuori Kanagawa" di Hokusai, le tele di Velazquez o ancora le opere di Caravaggio.

È di pochi giorni fa la notizia che un'altra opera realizzata in Italia, l'atleta vittorioso di Lisippo, lascerà la fondazione Getty a Los Angeles per tornare in Italia, come stabilito dalla corte di Strasburgo. È il momento di cogliere questa opportunità per dare nuovo slancio al turismo di questa valle del Piemonte che, con la Sacra di San Michele, è anche simbolo della regione.

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D. CeresettiPromotore della petizione

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Il problema

La testa in bronzo scoperta l'11 Agosto 1904 vicino all'Arco di Augusto a Susa, la porta delle Alpi a pochi km da Torino, é attualmente esposta al Metropolitan Museum di New York. La statua era stata donata a Marco Vespasiano Agrippa (63-12 a.C.), uno dei più stretti amici dell'imperatore Augusto, da parte di un membro della famiglia di Cozio, re delle tribù stanziate sulle Alpi Cozie e poi prefetto romano della medesima provincia. La testa bronzea fu venduta a due antiquari napoletani, i F.lli Canessa, poi rivenduta a Parigi e in seguito acquistata dal Metropolitan Museum of Art nel 1914.

La Val di Susa dovrebbe essere orgogliosa di avere una delle più belle testimonianze dell'epoca romana esposta nel museo d'arte più importante delle Americhe e il quarto al mondo, ma pochi ne sono a conoscenza. Invece di lasciarla in un anonimo corridoio di New York, perché non riportarla a casa e ridare lustro alla città di Susa, che soffre di spopolamento ed depressione economica da almeno 20 anni?

La posta in gioco è alta: questa opera potrebbe significare una rinascita per un'intera valle martoriata dalla disoccupazione, dalle grandi opere e dalla mancanza di prospettive per i giovani. D'altra parte, a New York, l'opera può stupire, ma non può certo competere con capolavori come "La grande onda fuori Kanagawa" di Hokusai, le tele di Velazquez o ancora le opere di Caravaggio.

È di pochi giorni fa la notizia che un'altra opera realizzata in Italia, l'atleta vittorioso di Lisippo, lascerà la fondazione Getty a Los Angeles per tornare in Italia, come stabilito dalla corte di Strasburgo. È il momento di cogliere questa opportunità per dare nuovo slancio al turismo di questa valle del Piemonte che, con la Sacra di San Michele, è anche simbolo della regione.

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D. CeresettiPromotore della petizione

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Petizione creata in data 2 maggio 2024