Rimuovere la "tassa sulla salute" per i frontalieri

Firmatari recenti
ariano diotto e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Sono frontaliere attento ai diritti del cittadino, e ho notato che ci sono molte difficoltà per noi che lavoriamo al confine, specialmente riguardo alla tassazione. Il decreto ministeriale n293del  18.12.2025  relativo al contributo di compartecipazione al servizio sanitario nazionale, per i vecchi frontalieri, è un esempio di tali difficoltà legislative. Questo decreto risulta essere in contrasto con l' articolo 9 dell'accordo internazionale tra Italia e Svizzera, introducendo una doppia imposizione di fatto. 

Infatti, noi frontalieri siamo già sottoposti all'imposta alla fonte, che viene pagata annualmente alle casse della regione di appartenenza con ripartizione interna. L'aggiunta di un ulteriore contributo per il servizio sanitario nazionale rappresenta un onere ingiusto in quanto già contemplato nelle imposte alla fonte ( Stima Piemonte 48,348,000€ per i 8058 frontalieri in piemonte nel 2022). Questa doppia imposizione non solo è scoraggiante e , ma viola l'accordo bilaterale siglato dallo stato stesso che mira a regolare e facilitare il lavoro transfrontaliero tra Italia e Svizzera.

Secondo i dati più recenti, migliaia di lavoratori frontalieri si troveranno in una situazione di incertezza e affronteranno queste stesse problematiche a breve . Non di minor rilievo è anche la situazione sanitaria locale con assenza di medici e decisioni concrete sul servizio sanitario locale come il potenziamento degli attuali ospedali o il procrastinarsi di decisioni inerenti a questo scopo che arrecano difficoltà all'esercizio stesso di un servizio sanitario adeguato ,implicando il necessario accesso a soluzioni alternative al SSN a privilegio di quello privato funzionale ed efficiente. Non da ultimo è giusto ricordare che i vecchi frontalieri non dispongono della facoltà di detrazione fiscale di fatto non accedendo a nessuna equo trattamento di agevolazione fiscale nonostante la cittadinanza italiana creando di fatto disequilibrio . È essenziale che venga trovata una soluzione concreta per risolvere questa ingiustizia fiscale che colpisce ingiustamente lavoratori che, come me, solo cercano di guadagnarsi da vivere rispettando le leggi dei due paesi e pagando gia oneri fiscali ingenti all’italia.

Una soluzione potrebbe essere quella di rivedere il decreto ministeriale in questione e allinearlo meglio agli accordi internazionali esistenti tra Italia e Svizzera , rivalutare le aliquote dell’imposta all fonte o valutare quantitativamente gli oneri entranti e loro efficiente allocamento interno alla regione. Inoltre, c'è bisogno di un dialogo aperto tra le autorità italiane e svizzere per assicurare che i diritti dei lavoratori frontalieri vengano protetti e rispettati, senza sovraccaricare di imposte chi già contribuisce economicamente ad entrambi i paesi.

Vi invitiamo a firmare questa petizione per richiedere urgentemente un riesame del decreto ministeriale e porre fine alla doppia imposizione che penalizza ingiustamente i lavoratori frontalieri. Solo attraverso l'azione e la cooperazione possiamo risolvere questo problema che impatta migliaia di famiglie.

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Stefano SacchelliPromotore della petizione

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Il problema

Sono frontaliere attento ai diritti del cittadino, e ho notato che ci sono molte difficoltà per noi che lavoriamo al confine, specialmente riguardo alla tassazione. Il decreto ministeriale n293del  18.12.2025  relativo al contributo di compartecipazione al servizio sanitario nazionale, per i vecchi frontalieri, è un esempio di tali difficoltà legislative. Questo decreto risulta essere in contrasto con l' articolo 9 dell'accordo internazionale tra Italia e Svizzera, introducendo una doppia imposizione di fatto. 

Infatti, noi frontalieri siamo già sottoposti all'imposta alla fonte, che viene pagata annualmente alle casse della regione di appartenenza con ripartizione interna. L'aggiunta di un ulteriore contributo per il servizio sanitario nazionale rappresenta un onere ingiusto in quanto già contemplato nelle imposte alla fonte ( Stima Piemonte 48,348,000€ per i 8058 frontalieri in piemonte nel 2022). Questa doppia imposizione non solo è scoraggiante e , ma viola l'accordo bilaterale siglato dallo stato stesso che mira a regolare e facilitare il lavoro transfrontaliero tra Italia e Svizzera.

Secondo i dati più recenti, migliaia di lavoratori frontalieri si troveranno in una situazione di incertezza e affronteranno queste stesse problematiche a breve . Non di minor rilievo è anche la situazione sanitaria locale con assenza di medici e decisioni concrete sul servizio sanitario locale come il potenziamento degli attuali ospedali o il procrastinarsi di decisioni inerenti a questo scopo che arrecano difficoltà all'esercizio stesso di un servizio sanitario adeguato ,implicando il necessario accesso a soluzioni alternative al SSN a privilegio di quello privato funzionale ed efficiente. Non da ultimo è giusto ricordare che i vecchi frontalieri non dispongono della facoltà di detrazione fiscale di fatto non accedendo a nessuna equo trattamento di agevolazione fiscale nonostante la cittadinanza italiana creando di fatto disequilibrio . È essenziale che venga trovata una soluzione concreta per risolvere questa ingiustizia fiscale che colpisce ingiustamente lavoratori che, come me, solo cercano di guadagnarsi da vivere rispettando le leggi dei due paesi e pagando gia oneri fiscali ingenti all’italia.

Una soluzione potrebbe essere quella di rivedere il decreto ministeriale in questione e allinearlo meglio agli accordi internazionali esistenti tra Italia e Svizzera , rivalutare le aliquote dell’imposta all fonte o valutare quantitativamente gli oneri entranti e loro efficiente allocamento interno alla regione. Inoltre, c'è bisogno di un dialogo aperto tra le autorità italiane e svizzere per assicurare che i diritti dei lavoratori frontalieri vengano protetti e rispettati, senza sovraccaricare di imposte chi già contribuisce economicamente ad entrambi i paesi.

Vi invitiamo a firmare questa petizione per richiedere urgentemente un riesame del decreto ministeriale e porre fine alla doppia imposizione che penalizza ingiustamente i lavoratori frontalieri. Solo attraverso l'azione e la cooperazione possiamo risolvere questo problema che impatta migliaia di famiglie.

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Stefano SacchelliPromotore della petizione

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Petizione creata in data 20 dicembre 2025