Riforma scolastica Gaspare

Riforma scolastica Gaspare

Il problema

Riforma scolastica

Punti

1. Insegnamento delle religioni
2. Strutturazione anni scolastici
3. Metodo Dada (Didattiche per Ambienti di Apprendimento)
4. Metodo di valutazione
5. Esami finali annuali 
6. Investimenti in attrezzature e attività fisiche


1. Insegnamento delle religioni


Il sistema scolastico italiano prevede unicamente l’insegnamento della religione 
cattolica. Ciò risale all’ 11 febbraio del 1929, quando, con i Patti Lateranensi, fu 
istituito l'insegnamento della religione cattolica.
Tale insegnamento è tuttora, seppure con modalità diverse, presente nelle scuole. 
L'effetto che ottiene però non è quello di istruire ed informare gli studenti sulle 
religioni, ma quello di indottrinare i ragazzi verso l’unica alternativa che gli viene 
spiegata ed esposta.
A fronte di ciò, e presupposto che l’obiettivo sia unicamente istruire i ragazzi nel modo 
più completo e vasto possibile, ritengo che sia necessaria una istruzione su più ampia 
scala.
Per attuare tale insegnamento saranno necessari insegnanti laureati in Scienze 
religiose o Teologia.
I benefici sarebbero: maggiore conoscenza e presa di coscienza delle religioni e dei 
loro credenti; maggiore inclusione; minor condizionamento; la materia verrebbe 
trattata con meno superficialità, dato che nella stragrande maggioranza delle scuole 
non vi sono verifiche reali degli studi religiosi e delle competenze dei ragazzi, ciò lunge 
i ragazzi dallo studio.


2. Strutturazione anni scolastici


Il sistema scolastico italiano è suddiviso in: scuola primaria e scuola secondaria di primo e secondo 
grado. Gli studenti italiani sono quindi chiamati a scegliere un percorso secondario di secondo grado 
quinquennale all'età di 13-14 anni. La varietà è ampia, dai percorsi liceali, ai tecnici a quelli 
professionali, ognuno dei quali ha varie ramificazioni. 
La realtà è però che la maggior parte degli studenti non è consapevole della su scelta, ed è 
estremamente condizionato da fattori che non dovrebbe considerare, quali scelte degli amici e 
presunta eccessiva difficoltà di un indirizzo al quale vorrebbe partecipare.
Guardando l'esempio dei paesi scandinavi, di cui l'eccellente istruzione è riconosciuta a livello 
mondiale, il percorso secondario di secondo grado ha una durata di 2 anni per la Finlandia (il paese col 
l'istruzione migliore al mondo), e di 3 per la Norvegia. Altri esempi minori possono essere Francia, 3 
anni, e Regno Unito, 2 anni.
A fronte di ciò propongo una strutturazione degli anni scolastici come segue: scuola primaria 5 anni; 
secondaria di primo grado 6; scuola secondaria di secondo grado 2 anni. Nello specifico l'istruzione 
primaria e secondaria di primo grado sarà indirizzata ad uno studio e uno sviluppo delle competenze 
olistiche e non specialistiche, dando importanza prima alla completezza e poi all'eccellenza. La scelta 
dell'indirizzo specifico cadrebbe così ai 16-17 anni, permettendo una scelta molto più sensata, pensata 
e cosciente. L'istruzione secondaria di secondo grado sarà poi indirizzata in modo intensivo alle 
materie scelte (scelta possibile grazie alle classi assegnate ai professori, scelta che vedremo fra poco). 

3. Metodo DADA (Didattiche per Ambienti di Apprendimento)


Il modello DADA apporta un cambiamento tattico e logistico implementando la funzione "aula–
ambiente di apprendimento", ovvero l'assegnazione ai docenti di aule, e portando gli studenti da una aula 
all'altra. 
Tale metodo è conosciuto grazie al modello americano, abbiamo però degli esempi molto più vicini. In 
Italia infatti, in modo sparso, molte scuole hanno sperimentato il metodo DADA, uno degli esempi più 
recenti è quello della scuola secondaria di primo grado di Castelfranco a Pontedera, che ha adottato 
tale metodo da quest'anno, riscontrando ottimi risultati.
I principali vantaggi sono: stanze personalizzate dai docenti, permettendo un'immersione maggiore 
nella materia, conciliando i sensi; spostamento degli studenti, in media ad ogni ora, che non solo ha gli 
ovvi benefici fisici, ma, come affermato dalla neuropsicologia, aumenta la concentrazione; si 
potrebbero inoltre scegliere, come detto sopra e per quanto riguarda la riforma da me pensata, la 
frequentazione delle specifiche materie durante l'istruzione secondaria di secondo grado.


4. Metodo di valutazione


Il sistema di valutazione scolastico italiano è a base decimale, per cui ogni livello ha vari criteri. 
Il problema di questo sistema di valutazione è che è fine a sé stesso, poiché lo studente sposta il suo 
scopo dall’apprendimento al voto stesso. Il sistema scolastico, volendo o meno, ottiene una 
classificazione e non dei miglioramenti. Le cause di questo immenso e ormai pervaso problema sono 
sia la svalutazione della conoscenza, sia uno studio superfluo ed effimero.
La mia soluzione è un ribaltamento, cioè, se prima si mettevano voti in conseguenza della valutazione 
della prestazione, ora sarà essa stessa ad essere data in forma cartacea allo studente, dandogli 
informazioni e consigli su cosa migliorare e come farlo (cosa completamente assente al momento), 
imparando dagli errori. Per fare un parallelismo, è come se il giudice consegnasse solo le motivazioni e 
non la sentenza. Lo scopo della valutazione non dovrà essere quello di dare un prospetto delle capacità 
dell’individuo a terze parti (come è ora), ma di dare all’individuo stesso una panoramica delle 
competenze da migliorare e delle competenze sviluppate in modo ottimale.
A questo punto potrebbe sorgere un interrogativo: come si decide l’ammissione dello studente?
Sulla base dello stesso principio con cui si è deciso che sufficiente è 6 e insufficiente è 5, e per lo 
stesso principio per il quale si dà fiducia ai docenti per la valutazione, ovvero: saranno gli stessi docenti 
a decidere in consiglio di classe se lo studente sia meritevole di ammissione o meno.
I benefici sarebbero tanti, ovvero l’eliminazione di tutti gli inconvenienti della valutazione decimale.


5. Esami finali annuali


Propongo dei colloqui alla fine di ogni anno scolastico, a partire dalla scuola secondaria, in cui gli 
studenti faranno una discussione interdisciplinare su un nucleo da loro scelto riguardante gli argomenti 
studiati. Nella seconda parte dell’esame gli insegnati porranno delle domande sul programma.
Per i 2 anni di scuola secondaria di secondo grado il nucleo sarà casuale, ma sempre connesso agli 
specifici studi degli studenti.
Ciò favorirà le competenze degli studenti e la loro padronanza.


6. Investimenti in attrezzature e attività fisiche


Nelle scuole italiane l'attività fisica è sì considerata, ma non quanto si dovrebbe, soprattutto nei licei. 
La mia riforma comprende un’istruzione e sviluppo di competenze a 360 gradi, ragion per cui non si può 
assolutamente trascurare il fisico. Investimenti in attrezzature quali pesistica, sacchi da boxe, e in 
tantissime altre, con l’organizzazione delle relative attività organizzate e competizioni, gioverebbero 
molto agli studenti, invogliandoli e facendogli capire l’importanza della sfera fisica, che è un tutt'uno 
con quella mentale.


L’educatore è il mestiere più difficile al mondo. 
Plasmare menti significa plasmare il futuro.

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Gaspare AlecciaPromotore della petizione

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Il problema

Riforma scolastica

Punti

1. Insegnamento delle religioni
2. Strutturazione anni scolastici
3. Metodo Dada (Didattiche per Ambienti di Apprendimento)
4. Metodo di valutazione
5. Esami finali annuali 
6. Investimenti in attrezzature e attività fisiche


1. Insegnamento delle religioni


Il sistema scolastico italiano prevede unicamente l’insegnamento della religione 
cattolica. Ciò risale all’ 11 febbraio del 1929, quando, con i Patti Lateranensi, fu 
istituito l'insegnamento della religione cattolica.
Tale insegnamento è tuttora, seppure con modalità diverse, presente nelle scuole. 
L'effetto che ottiene però non è quello di istruire ed informare gli studenti sulle 
religioni, ma quello di indottrinare i ragazzi verso l’unica alternativa che gli viene 
spiegata ed esposta.
A fronte di ciò, e presupposto che l’obiettivo sia unicamente istruire i ragazzi nel modo 
più completo e vasto possibile, ritengo che sia necessaria una istruzione su più ampia 
scala.
Per attuare tale insegnamento saranno necessari insegnanti laureati in Scienze 
religiose o Teologia.
I benefici sarebbero: maggiore conoscenza e presa di coscienza delle religioni e dei 
loro credenti; maggiore inclusione; minor condizionamento; la materia verrebbe 
trattata con meno superficialità, dato che nella stragrande maggioranza delle scuole 
non vi sono verifiche reali degli studi religiosi e delle competenze dei ragazzi, ciò lunge 
i ragazzi dallo studio.


2. Strutturazione anni scolastici


Il sistema scolastico italiano è suddiviso in: scuola primaria e scuola secondaria di primo e secondo 
grado. Gli studenti italiani sono quindi chiamati a scegliere un percorso secondario di secondo grado 
quinquennale all'età di 13-14 anni. La varietà è ampia, dai percorsi liceali, ai tecnici a quelli 
professionali, ognuno dei quali ha varie ramificazioni. 
La realtà è però che la maggior parte degli studenti non è consapevole della su scelta, ed è 
estremamente condizionato da fattori che non dovrebbe considerare, quali scelte degli amici e 
presunta eccessiva difficoltà di un indirizzo al quale vorrebbe partecipare.
Guardando l'esempio dei paesi scandinavi, di cui l'eccellente istruzione è riconosciuta a livello 
mondiale, il percorso secondario di secondo grado ha una durata di 2 anni per la Finlandia (il paese col 
l'istruzione migliore al mondo), e di 3 per la Norvegia. Altri esempi minori possono essere Francia, 3 
anni, e Regno Unito, 2 anni.
A fronte di ciò propongo una strutturazione degli anni scolastici come segue: scuola primaria 5 anni; 
secondaria di primo grado 6; scuola secondaria di secondo grado 2 anni. Nello specifico l'istruzione 
primaria e secondaria di primo grado sarà indirizzata ad uno studio e uno sviluppo delle competenze 
olistiche e non specialistiche, dando importanza prima alla completezza e poi all'eccellenza. La scelta 
dell'indirizzo specifico cadrebbe così ai 16-17 anni, permettendo una scelta molto più sensata, pensata 
e cosciente. L'istruzione secondaria di secondo grado sarà poi indirizzata in modo intensivo alle 
materie scelte (scelta possibile grazie alle classi assegnate ai professori, scelta che vedremo fra poco). 

3. Metodo DADA (Didattiche per Ambienti di Apprendimento)


Il modello DADA apporta un cambiamento tattico e logistico implementando la funzione "aula–
ambiente di apprendimento", ovvero l'assegnazione ai docenti di aule, e portando gli studenti da una aula 
all'altra. 
Tale metodo è conosciuto grazie al modello americano, abbiamo però degli esempi molto più vicini. In 
Italia infatti, in modo sparso, molte scuole hanno sperimentato il metodo DADA, uno degli esempi più 
recenti è quello della scuola secondaria di primo grado di Castelfranco a Pontedera, che ha adottato 
tale metodo da quest'anno, riscontrando ottimi risultati.
I principali vantaggi sono: stanze personalizzate dai docenti, permettendo un'immersione maggiore 
nella materia, conciliando i sensi; spostamento degli studenti, in media ad ogni ora, che non solo ha gli 
ovvi benefici fisici, ma, come affermato dalla neuropsicologia, aumenta la concentrazione; si 
potrebbero inoltre scegliere, come detto sopra e per quanto riguarda la riforma da me pensata, la 
frequentazione delle specifiche materie durante l'istruzione secondaria di secondo grado.


4. Metodo di valutazione


Il sistema di valutazione scolastico italiano è a base decimale, per cui ogni livello ha vari criteri. 
Il problema di questo sistema di valutazione è che è fine a sé stesso, poiché lo studente sposta il suo 
scopo dall’apprendimento al voto stesso. Il sistema scolastico, volendo o meno, ottiene una 
classificazione e non dei miglioramenti. Le cause di questo immenso e ormai pervaso problema sono 
sia la svalutazione della conoscenza, sia uno studio superfluo ed effimero.
La mia soluzione è un ribaltamento, cioè, se prima si mettevano voti in conseguenza della valutazione 
della prestazione, ora sarà essa stessa ad essere data in forma cartacea allo studente, dandogli 
informazioni e consigli su cosa migliorare e come farlo (cosa completamente assente al momento), 
imparando dagli errori. Per fare un parallelismo, è come se il giudice consegnasse solo le motivazioni e 
non la sentenza. Lo scopo della valutazione non dovrà essere quello di dare un prospetto delle capacità 
dell’individuo a terze parti (come è ora), ma di dare all’individuo stesso una panoramica delle 
competenze da migliorare e delle competenze sviluppate in modo ottimale.
A questo punto potrebbe sorgere un interrogativo: come si decide l’ammissione dello studente?
Sulla base dello stesso principio con cui si è deciso che sufficiente è 6 e insufficiente è 5, e per lo 
stesso principio per il quale si dà fiducia ai docenti per la valutazione, ovvero: saranno gli stessi docenti 
a decidere in consiglio di classe se lo studente sia meritevole di ammissione o meno.
I benefici sarebbero tanti, ovvero l’eliminazione di tutti gli inconvenienti della valutazione decimale.


5. Esami finali annuali


Propongo dei colloqui alla fine di ogni anno scolastico, a partire dalla scuola secondaria, in cui gli 
studenti faranno una discussione interdisciplinare su un nucleo da loro scelto riguardante gli argomenti 
studiati. Nella seconda parte dell’esame gli insegnati porranno delle domande sul programma.
Per i 2 anni di scuola secondaria di secondo grado il nucleo sarà casuale, ma sempre connesso agli 
specifici studi degli studenti.
Ciò favorirà le competenze degli studenti e la loro padronanza.


6. Investimenti in attrezzature e attività fisiche


Nelle scuole italiane l'attività fisica è sì considerata, ma non quanto si dovrebbe, soprattutto nei licei. 
La mia riforma comprende un’istruzione e sviluppo di competenze a 360 gradi, ragion per cui non si può 
assolutamente trascurare il fisico. Investimenti in attrezzature quali pesistica, sacchi da boxe, e in 
tantissime altre, con l’organizzazione delle relative attività organizzate e competizioni, gioverebbero 
molto agli studenti, invogliandoli e facendogli capire l’importanza della sfera fisica, che è un tutt'uno 
con quella mentale.


L’educatore è il mestiere più difficile al mondo. 
Plasmare menti significa plasmare il futuro.

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Gaspare AlecciaPromotore della petizione

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Petizione creata in data 8 luglio 2024