Ridate i bambini alla famiglia nel bosco


Ridate i bambini alla famiglia nel bosco
Il problema
Chiediamo l’immediata reintegrazione della responsabilità genitoriale a Nathan Trevallion e Catherine Birmingham e il rilascio dei loro figlNoi sottoscritti cittadini, profondamente colpiti dalla vicenda che ha coinvolto la famiglia anglo-australiana residente nei boschi di Palmoli, provincia di Chieti, chiediamo con forza la reintegrazione della responsabilità genitoriale e la riconsegna dei tre bambini ai loro genitori, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham.
Una scelta di vita esemplare
Nathan, artigiano del legno originario dell’Inghilterra, parla cinque lingue e ha vissuto in sei Paesi tra Europa e Asia, maturando un’esperienza che lo ha portato a comprendere che la vera felicità nasce dall’armonia con la natura. Catherine, istruttrice di equitazione australiana, autrice di un libro di coaching con prefazione della regina di Danimarca, parla sei lingue e lavora oggi in smart working, avendo una connessione.
I due si sono conosciuti a Bali, in Indonesia, mentre cercavano una nuova vita. Nathan, dopo anni trascorsi a tagliare legna, ha scelto di convertirsi all’ambientalismo quando ha visto gli oranghi di Sumatra vagare sconsolati in foreste distrutte: da quel momento ha deciso di non sottrarre più risorse al pianeta.
La loro abitazione, semplice ma dignitosa, trasmette calore e armonia familiare. È resa funzionale da soluzioni autonome: un pannello solare garantisce la luce, un pozzo e una sorgente vicina forniscono acqua potabile, l’orto assicura cibo fresco, mentre il fuoco e la stufa scaldano la casa. La coppia inoltre, ha già avviato lavori di miglioramento con l’aiuto di un ingegnere: bagno interno, cucina spostata e due nuove camere da letto.
I bambini crescono in un ambiente che li educa alla responsabilità, alla solidarietà e al rispetto per ogni forma di vita. Non vivono isolati: frequentano coetanei delle famiglie neorurali vicine (circa quindici nuclei) e sono circondati dal sostegno della comunità locale e di tanti cittadini italiani. Sono felici, ben nutriti, educati e sereni. La famiglia pratica l’istruzione parentale, nel pieno rispetto dei diritti riconosciuti dalla legge.
Questa scelta non è segno di privazione, ma di armonia con la natura e con gli animali, un modo di vivere che trasmette ai bambini il rispetto per l’ambiente e per ogni essere vivente. È una visione evoluta, che dovrebbe essere considerata un esempio: un modello di libertà, responsabilità e sostenibilità, capace di insegnare valori profondi e universali.
I fatti
- Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto il collocamento dei tre figli minori (una bambina di 8 anni e due gemelli di 6) in una comunità educativa, sospendendo la potestà genitoriale.
- È stato nominato un tutore provvisorio per occuparsi dei minori.
- La decisione è stata motivata da presunti problemi di sicurezza e socialità, legati alla vita della famiglia in un casolare privo di utenze tradizionali.
- La madre Catherine ha potuto seguire i bambini nella struttura protetta di Vasto, ma con limitazioni di orario.
- La vicenda ha suscitato ampio dibattito politico e sociale, con l’intervento delle istituzioni e la mobilitazione di migliaia di cittadini.
Le nostre richieste
1. Reintegrazione immediata della responsabilità genitoriale ai genitori Nathan Trevallion e Catherine Birmingham.
2. Riconsegna dei minori alla famiglia, garantendo il diritto fondamentale dei bambini a crescere con i propri genitori.
3. Revisione trasparente del provvedimento giudiziario, abnorme rispetto alla situazione, tenendo conto delle ottime condizioni di salute, fisica e psichica dei minori e della eccellente capacità genitoriale.
4. Tutela del diritto alla libertà di scelta familiare, nel rispetto delle norme di sicurezza e salute, senza discriminare stili di vita alternativi.
Motivazioni
- I bambini erano sereni nella loro vita familiare, circondati da natura e affetti.
- Non risultano evidenze di maltrattamenti o abusi, ma solo una scelta di vita alternativa.
- L’allontanamento improvviso ha causato traumi e sofferenze ai minori.
- La decisione appare sproporzionata e lesiva dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione italiana e dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia.
- La loro visione di vita rappresenta un contributo prezioso per la collettività, soprattutto in un’epoca segnata da crisi ambientali e sociali.
Conclusione
Chiediamo alle istituzioni competenti di intervenire con urgenza per garantire il ricongiungimento familiare e la tutela dei diritti dei bambini e dei genitori coinvolti.

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Il problema
Chiediamo l’immediata reintegrazione della responsabilità genitoriale a Nathan Trevallion e Catherine Birmingham e il rilascio dei loro figlNoi sottoscritti cittadini, profondamente colpiti dalla vicenda che ha coinvolto la famiglia anglo-australiana residente nei boschi di Palmoli, provincia di Chieti, chiediamo con forza la reintegrazione della responsabilità genitoriale e la riconsegna dei tre bambini ai loro genitori, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham.
Una scelta di vita esemplare
Nathan, artigiano del legno originario dell’Inghilterra, parla cinque lingue e ha vissuto in sei Paesi tra Europa e Asia, maturando un’esperienza che lo ha portato a comprendere che la vera felicità nasce dall’armonia con la natura. Catherine, istruttrice di equitazione australiana, autrice di un libro di coaching con prefazione della regina di Danimarca, parla sei lingue e lavora oggi in smart working, avendo una connessione.
I due si sono conosciuti a Bali, in Indonesia, mentre cercavano una nuova vita. Nathan, dopo anni trascorsi a tagliare legna, ha scelto di convertirsi all’ambientalismo quando ha visto gli oranghi di Sumatra vagare sconsolati in foreste distrutte: da quel momento ha deciso di non sottrarre più risorse al pianeta.
La loro abitazione, semplice ma dignitosa, trasmette calore e armonia familiare. È resa funzionale da soluzioni autonome: un pannello solare garantisce la luce, un pozzo e una sorgente vicina forniscono acqua potabile, l’orto assicura cibo fresco, mentre il fuoco e la stufa scaldano la casa. La coppia inoltre, ha già avviato lavori di miglioramento con l’aiuto di un ingegnere: bagno interno, cucina spostata e due nuove camere da letto.
I bambini crescono in un ambiente che li educa alla responsabilità, alla solidarietà e al rispetto per ogni forma di vita. Non vivono isolati: frequentano coetanei delle famiglie neorurali vicine (circa quindici nuclei) e sono circondati dal sostegno della comunità locale e di tanti cittadini italiani. Sono felici, ben nutriti, educati e sereni. La famiglia pratica l’istruzione parentale, nel pieno rispetto dei diritti riconosciuti dalla legge.
Questa scelta non è segno di privazione, ma di armonia con la natura e con gli animali, un modo di vivere che trasmette ai bambini il rispetto per l’ambiente e per ogni essere vivente. È una visione evoluta, che dovrebbe essere considerata un esempio: un modello di libertà, responsabilità e sostenibilità, capace di insegnare valori profondi e universali.
I fatti
- Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto il collocamento dei tre figli minori (una bambina di 8 anni e due gemelli di 6) in una comunità educativa, sospendendo la potestà genitoriale.
- È stato nominato un tutore provvisorio per occuparsi dei minori.
- La decisione è stata motivata da presunti problemi di sicurezza e socialità, legati alla vita della famiglia in un casolare privo di utenze tradizionali.
- La madre Catherine ha potuto seguire i bambini nella struttura protetta di Vasto, ma con limitazioni di orario.
- La vicenda ha suscitato ampio dibattito politico e sociale, con l’intervento delle istituzioni e la mobilitazione di migliaia di cittadini.
Le nostre richieste
1. Reintegrazione immediata della responsabilità genitoriale ai genitori Nathan Trevallion e Catherine Birmingham.
2. Riconsegna dei minori alla famiglia, garantendo il diritto fondamentale dei bambini a crescere con i propri genitori.
3. Revisione trasparente del provvedimento giudiziario, abnorme rispetto alla situazione, tenendo conto delle ottime condizioni di salute, fisica e psichica dei minori e della eccellente capacità genitoriale.
4. Tutela del diritto alla libertà di scelta familiare, nel rispetto delle norme di sicurezza e salute, senza discriminare stili di vita alternativi.
Motivazioni
- I bambini erano sereni nella loro vita familiare, circondati da natura e affetti.
- Non risultano evidenze di maltrattamenti o abusi, ma solo una scelta di vita alternativa.
- L’allontanamento improvviso ha causato traumi e sofferenze ai minori.
- La decisione appare sproporzionata e lesiva dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione italiana e dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia.
- La loro visione di vita rappresenta un contributo prezioso per la collettività, soprattutto in un’epoca segnata da crisi ambientali e sociali.
Conclusione
Chiediamo alle istituzioni competenti di intervenire con urgenza per garantire il ricongiungimento familiare e la tutela dei diritti dei bambini e dei genitori coinvolti.

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Petizione creata in data 24 novembre 2025