Riconoscimento in Italia della sindrome da sensibilità chimica multipla

PETIZIONE CHIUSA

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Il problema

La sensibilità chimica multipla

La sensibilità chimica multipla (M.C.S.) è una malattia che pochi conoscono e che la maggior parte dei medici riconosce con difficoltà. La malattia si caratterizza infatti per una serie di sintomi che possono colpire qualsiasi organo del corpo e i sintomi più frequenti sono quelli di tipo allergico come: difficoltà respiratorie, dolori toracici, sintomi allergici (febbre da fieno, rinite allergica, sinusite) e asma
irritazione della pelle, ma si annoverano anche: dermatiti da contatto, orticaria, prurito ed altre forme di eruzione cutanea, disturbi urinari, emicrania, "annebbiamento mentale" (amnesia a breve termine, disfunzioni cognitive), modificazioni della personalità acute ed improvvise (attacchi di panico, fobie, aggressività immotivata, disturbi d'ansia)
difficoltà digestive, dispepsia, nausea, indigestione, bruciore di stomaco, vomito, diarrea, multiple intolleranze a cibi, più o meno clinicamente identificabili, ad esempio intolleranza al lattosio, sensibilità al glutine e celiachia, a crostacei, noci, arachidi e nocciole, ecc., dolore ai muscoli (mialgia) e alle articolazioni (artralgia), spasmofilia, crampi muscolari, spasmi, mioclonie, fasci colazioni benigne, tremori muscolari, nistagmo, paresi transitoria con spasticità
senso di affaticamento (astenia acuta o cronica) e letargia
vertigine e capogiro, senso dell'olfatto sensibilizzatore verso alcuni odori, in assenza o presenza di rinite, ipersensibilità alle fragranze vegetali (terpeni). Spesso i sintomi si accompagnano a stati ansiosi e depressioni, ma è difficile ancora stabilire se questi facciano veramente parte della malattia o siano piuttosto una conseguenza del timore continuo di entrare in contatto con le sostanze e la difficoltà a condurre una vita normale. Attualmente l’ipotesi tenuta in maggior considerazione, scartata ormai quella che si tratti di un problema di tipo psichiatrico, è che la malattia sia causata da una ridotta capacità di metabolizzazione delle sostanze xenobiotiche a causa di una carenza genetica o della rottura dei meccanismi enzimatici di metabolizzazione a seguito della esposizione tossica.

Con il tempo, soprattutto se l’esposizione alla sostanza continua, la malattia produce nell'organismo effetti irreversibili e può portare addirittura allo sviluppo del cancro, di malattie autoimmuni e all'ictus. Proprio la presenza dei sintomi neurologici, accompagnata dal fatto che nei pazienti non venivano riscontrate allergia, ha per molto tempo indotto a indirizzare queste persone verso cure psichiatriche ma solo in alcuni casi trattamenti con gli antidepressivi che hanno dato dei buoni risultati. La difficoltà nel diagnosticare e a rendere assai difficile una vita normale è il fatto che a causarli possono essere sostanze molto differenti tra loro e di uso comune come la candeggina, detergenti, profumi, saponi, pesticidi, ma anche gas di scarico, micro polveri e addirittura campi elettromagnetici emanati dai cellulari e P.C.. Per molti pazienti diventa molto difficile trovare un ambiente adeguato in cui vivere perché l’installazione di un ripetitore telefonico, la presenza di un benzinaio o di molto traffico o di altre comuni attività commerciali vicine può rendere la vita impossibile a queste persone.

Inoltre, la letteratura scientifica nazionale non è stata ancora sufficientemente capace a collocare l’eziologia della M.C.S., quando ne esiste una assai ampia Internazionale alla quale fare riferimento, così come già è stato fatto in molte altre Nazioni (USA, Canada, Giappone, Nuova Zelanda, Finlandia, Spagna, etc.) dove è stata riconosciuta come patologia organica. Non mi risulta l’impossibilità di un riconoscimento a livello nazionale, facendo riferimento a studi esteri, poiché la ricerca è ''Universale'' e per il bene di tutti questi malati. Attualmente la patologia non è inserita tra quelle riconosciute come esenti dal nostro sistema sanitario nazionale ma solo alcune regioni come la Toscana, l'Emilia Romagna e l'Abruzzo l'hanno riconosciuta. Desidero che venga riconosciuta a livello nazionale da parte delle altre regioni italiane perché, i malati, sprovvisti di un’adeguata assistenza, sono nelle mani della sensibilità dei medici ai quali si rivolgono, oppure devono contare sui “favori” che un’azienda ospedaliera decide di fornire. Questa mancanza, costringe il paziente a pagare di tasca propria servizi che potrebbero essere gratuiti, pesando così gravemente sul già provato bilancio famigliare, in quanto il mancato riconoscimento non offre alcuna copertura pensionistica o esenzioni e sono costernato nel dire che ci si batte ancora in Italia per il riconoscimento nazionale della malattia.

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Giovanni GalloPromotore della petizioneOsservatore dell'universo.

I decisori

Roberto Speranza
Ministro della Salute

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