Riconoscimento dello stato di Palestina

Firmatari recenti
Silvia Celoria e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Gentilissimo Sindaco, Le scriviamo come comitato Orbassano per Gaza, alla luce della sensibilità che lei ha espresso contro gli orrori della guerra. Per questo motivo le chiediamo di manifestare la stessa sensibilità alla luce del genocidio in corso commesso da Israele.

Il 26 febbraio 2022 lei scriveva testualmente un post di rara delicatezza, che riportiamo, per dare un filo logico ed emotivo alla nostra richiesta:

“Non giudico, non mi appartiene! Provo profondo dispiacere per il popolo ucraino, per gli uomini, le donne ei bambini, per quello che sanno vivendo. Confido nell’intervento dei Governi e delle Organizzazioni il cui lavoro diplomatico tanto bene ha portato in situazioni analoghe: confido nella capacità della politica di mostrarsi unita e responsabile. Confido nell’Uomo, in quanto genere, capace di tornare a camminare verso la direzione comune!” In quei giorni decise di illuminare il comune con i colori della bandiera ucraina.

Queste parole, se sentite nel cuore, travalicano i colori e le opinioni politiche. Sono sentimenti che noi stessi, donne, uomini, giovani e anziani, studentesse e studenti, insegnanti, lavoratori di Orbassano, proviamo giorno e notte da anni, in particolare negli ultimi due.

In questi ultimi tempi stiamo assistendo a un orrore che va oltre ogni umana comprensione. Un orrore che rimarrà impresso nei libri di storia, come fu per la Seconda guerra mondiale, quando i fascisti emanarono le leggi razziali, deportando gli ebrei dalle città italiane e i nazisti attuarono la soluzione finale contro gli ebrei, le persone di colore, i rom, gli omosessuali, i disabili e gli oppositori politici.

Oggi Lei, noi, tutti stiamo assistendo alla soluzione finale dei palestinesi. Il governo israeliano ha dichiarato più volte pubblicamente che Gaza va occupata, 2 milioni di civili palestinesi vanno deportati, le colonie, illegali dal 67 secondo il diritto internazionale, vanno estese anche in Cisgiordania, dove Hamas non governa, ed è opportuno ricordarlo, e “tutti i civili palestinesi vanno uccisi perché sono feccia, subumani” ha invocato Nissim Vaturi, vicepresidente della Knesset, il parlamento israeliano.

Oggi centinaia di cittadini si sono alzati in piedi contro questo genocidio. Genocidio confermato dal processo in corso all’Alta Corte Internazionale, dalle dichiarazioni fondate su dati oggettivi della giurista italiana d.ssa Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati e dal prof Amos Goldberg, israeliano, docente di storia dell’Olocausto all’Università di Studi Ebraici a Tel Aviv.

Costituisce Genocidio

-la volontà di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo etnico, nazionale, religioso o razziale in quanto tale. Nel caso israeliano, l’enorme mole di dichiarazioni pubbliche dei loro leader mostra indiscutibilmente questa volontà.

Secondo la Convenzione Internazionale, che esula dalle opinioni dei partiti politici, in quanto Super Partes, siamo di fronte a un genocidio quando anche uno solo di questi tre atti viene messo in pratica:

L’uccisione e l’inflizione di sofferenze fisiche e mentali ai membri del gruppo etnico allo scopo di creare le condizioni per la distruzione del gruppo stesso;

L’uccisione e la sottrazione di minori;

La prevenzione delle nascite attraverso, per es, la distruzione di ospedali e cliniche per la fertilità.

Israele a Gaza sta portando avanti non una, ma tutte e tre queste azioni, in modo sistematico.

Quando la Corte emise un mandato di cattura internazionale contro Putin, tutta la comunità internazionale, suo partito di riferimento compreso e ogni membro dell’attuale governo e dell’opposizione, appoggiò la richiesta.

Oggi che la stessa identica azione è stata impostata sul governo israeliano, il procuratore capo e i suoi membri sono stati oggetto di minacce di stampo mafioso. E il silenzio intorno è qualcosa che ricorda lo stesso silenzio che diede il via alle deportazioni degli ebrei nella Seconda guerra mondiale.

Sette mesi fa, i medici ebrei e americani, che lavorarono a Gaza scrissero all’allora Presidente Biden, ipotizzando 100.000 morti.

100.000 morti. Sette mesi fa.

Oggi Lancet, utilizzato come Bibbia ai tempi del Covid, ipotizza 200.000 morti.

I calcoli rilasciati invece dall’IDF qualche settimana fa, fanno presupporre 350.000 palestinesi morti rispetto alla popolazione originaria di due anni fa.

Oltre 15 città come Orbassano trucidate.

La maggior parte sono donne e bambini, la parte di mondo che tutti, a parole, diciamo di proteggere.

I medici vengono rapiti, torturati e giustiziati a freddo.

I bambini vengono decapitati e fatti a pezzi. Le madri incinte uccise dai cecchini. Volontariamente.

I giornalisti e fotografi giustiziati superano ogni conflitto moderno. Le bombe lanciate su Gaza equivalgono a 7 bombe atomiche.

Le scuole sono state rase al suolo, gli asili e gli ospedali anche.

Ecco perché Le chiediamo una presa di posizione netta. Ripetiamo, oltre ogni opinione politica. Qui la destra o la sinistra non hanno valore in sé. Qui si parla dell’Uomo cui lei faceva riferimento.

Qui si parla di noi, dei nostri figli e dell’idea di mondo che vogliamo costruire tutti insieme.

Qui si parla di essere contro il genocidio e quindi agire, o di essere a favore del genocidio e quindi stare in silenzio.

Come Comitato Orbassano per Gaza abbiamo dato voce ai palestinesi. Abbiamo creato un evento straordinario in cui le storie vere sono penetrate nei nostri cuori, facendoli esplodere di dolore.

Abbiamo ascoltato la storia del papà di Adel, del villaggio di Taybeh, un villaggio dove anche Gesù, dopo aver resuscitato Lazzaro, passeggio’ tra gli uliveti. Il papà di Adel dal 1967 non è più potuto tornare a casa sua. Questo villaggio è stato oggi bruciato dai coloni illegali.

Abbiamo ascoltato la dottoressa Eliana Ghawali di SOLETERRE, che si occupa, con il professor Damiano Rizzi, di psico oncologia pediatrica.

Abbiamo ascoltato cosa significa per un bambino avere il cancro quando non ci sono cure e le ambulanze palestinesi vengono bloccate apposta dai militari israeliani.

Abbiamo ascoltato Darin, da un campo profughi di Gaza. Darin ha 21 anni e l’esercito israeliano ha raso al suolo la sua casa e la sua università.

Oggi lei cerca di studiare per laurearsi in farmacia. Facendo ogni giorno la conta dei suoi amici che vengono ammazzati.

Darin ha 21 anni. Immagini tutti gli orbassanesi di questa età che conosce.

I loro sogni, la loro spensieratezza, il desiderio di lavorare o di studiare.

Abbiamo ascoltato Mohamed, creatore della tenda degli artisti a Gaza. Mohamed fa disegnare i piccoli per distrarli da questo olocausto.

Il giorno prima di collegarsi con noi, l’esercito israeliano ha ucciso due di questi bimbi.

Non terroristi, non soldati. Bambini. Come quelli che di giorno giocano nei parchi di Orbassano o vanno alle elementari.

Di questo parliamo signor Sindaco.

Quanto ci avrebbe fatto piacere avere un rappresentante del comune, oltre le comuni diatribe politiche che non sono nulla rispetto a questo genocidio. Partecipare come Uomo. Come Essere Umano.

Per questo motivo Le chiediamo che il comune di Orbassano si impegni a condannare questo genocidio e a riconoscere lo Stato di Palestina.

Sarebbe solo un’altra piccola goccia, molto piccola. Ma l’Oceano è fatto di gocce.

Per concludere, ringraziandola per la Sua preziosa attenzione, ci teniamo a riportare la frase di un uomo che Lei sicuramente ama, Don Milani:

“A cosa serve avere le mani pulite, se le tenete in tasca?”

È ora di aprire le porte, di alzarsi in piedi e uscire dal silenzio.

Comitato Orbassano per Gaza

avatar of the starter
cristiano ragabPromotore della petizione
Vittoria
Questa petizione ha creato un cambiamento con 1173 sostenitori!
Firmatari recenti
Silvia Celoria e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Gentilissimo Sindaco, Le scriviamo come comitato Orbassano per Gaza, alla luce della sensibilità che lei ha espresso contro gli orrori della guerra. Per questo motivo le chiediamo di manifestare la stessa sensibilità alla luce del genocidio in corso commesso da Israele.

Il 26 febbraio 2022 lei scriveva testualmente un post di rara delicatezza, che riportiamo, per dare un filo logico ed emotivo alla nostra richiesta:

“Non giudico, non mi appartiene! Provo profondo dispiacere per il popolo ucraino, per gli uomini, le donne ei bambini, per quello che sanno vivendo. Confido nell’intervento dei Governi e delle Organizzazioni il cui lavoro diplomatico tanto bene ha portato in situazioni analoghe: confido nella capacità della politica di mostrarsi unita e responsabile. Confido nell’Uomo, in quanto genere, capace di tornare a camminare verso la direzione comune!” In quei giorni decise di illuminare il comune con i colori della bandiera ucraina.

Queste parole, se sentite nel cuore, travalicano i colori e le opinioni politiche. Sono sentimenti che noi stessi, donne, uomini, giovani e anziani, studentesse e studenti, insegnanti, lavoratori di Orbassano, proviamo giorno e notte da anni, in particolare negli ultimi due.

In questi ultimi tempi stiamo assistendo a un orrore che va oltre ogni umana comprensione. Un orrore che rimarrà impresso nei libri di storia, come fu per la Seconda guerra mondiale, quando i fascisti emanarono le leggi razziali, deportando gli ebrei dalle città italiane e i nazisti attuarono la soluzione finale contro gli ebrei, le persone di colore, i rom, gli omosessuali, i disabili e gli oppositori politici.

Oggi Lei, noi, tutti stiamo assistendo alla soluzione finale dei palestinesi. Il governo israeliano ha dichiarato più volte pubblicamente che Gaza va occupata, 2 milioni di civili palestinesi vanno deportati, le colonie, illegali dal 67 secondo il diritto internazionale, vanno estese anche in Cisgiordania, dove Hamas non governa, ed è opportuno ricordarlo, e “tutti i civili palestinesi vanno uccisi perché sono feccia, subumani” ha invocato Nissim Vaturi, vicepresidente della Knesset, il parlamento israeliano.

Oggi centinaia di cittadini si sono alzati in piedi contro questo genocidio. Genocidio confermato dal processo in corso all’Alta Corte Internazionale, dalle dichiarazioni fondate su dati oggettivi della giurista italiana d.ssa Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati e dal prof Amos Goldberg, israeliano, docente di storia dell’Olocausto all’Università di Studi Ebraici a Tel Aviv.

Costituisce Genocidio

-la volontà di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo etnico, nazionale, religioso o razziale in quanto tale. Nel caso israeliano, l’enorme mole di dichiarazioni pubbliche dei loro leader mostra indiscutibilmente questa volontà.

Secondo la Convenzione Internazionale, che esula dalle opinioni dei partiti politici, in quanto Super Partes, siamo di fronte a un genocidio quando anche uno solo di questi tre atti viene messo in pratica:

L’uccisione e l’inflizione di sofferenze fisiche e mentali ai membri del gruppo etnico allo scopo di creare le condizioni per la distruzione del gruppo stesso;

L’uccisione e la sottrazione di minori;

La prevenzione delle nascite attraverso, per es, la distruzione di ospedali e cliniche per la fertilità.

Israele a Gaza sta portando avanti non una, ma tutte e tre queste azioni, in modo sistematico.

Quando la Corte emise un mandato di cattura internazionale contro Putin, tutta la comunità internazionale, suo partito di riferimento compreso e ogni membro dell’attuale governo e dell’opposizione, appoggiò la richiesta.

Oggi che la stessa identica azione è stata impostata sul governo israeliano, il procuratore capo e i suoi membri sono stati oggetto di minacce di stampo mafioso. E il silenzio intorno è qualcosa che ricorda lo stesso silenzio che diede il via alle deportazioni degli ebrei nella Seconda guerra mondiale.

Sette mesi fa, i medici ebrei e americani, che lavorarono a Gaza scrissero all’allora Presidente Biden, ipotizzando 100.000 morti.

100.000 morti. Sette mesi fa.

Oggi Lancet, utilizzato come Bibbia ai tempi del Covid, ipotizza 200.000 morti.

I calcoli rilasciati invece dall’IDF qualche settimana fa, fanno presupporre 350.000 palestinesi morti rispetto alla popolazione originaria di due anni fa.

Oltre 15 città come Orbassano trucidate.

La maggior parte sono donne e bambini, la parte di mondo che tutti, a parole, diciamo di proteggere.

I medici vengono rapiti, torturati e giustiziati a freddo.

I bambini vengono decapitati e fatti a pezzi. Le madri incinte uccise dai cecchini. Volontariamente.

I giornalisti e fotografi giustiziati superano ogni conflitto moderno. Le bombe lanciate su Gaza equivalgono a 7 bombe atomiche.

Le scuole sono state rase al suolo, gli asili e gli ospedali anche.

Ecco perché Le chiediamo una presa di posizione netta. Ripetiamo, oltre ogni opinione politica. Qui la destra o la sinistra non hanno valore in sé. Qui si parla dell’Uomo cui lei faceva riferimento.

Qui si parla di noi, dei nostri figli e dell’idea di mondo che vogliamo costruire tutti insieme.

Qui si parla di essere contro il genocidio e quindi agire, o di essere a favore del genocidio e quindi stare in silenzio.

Come Comitato Orbassano per Gaza abbiamo dato voce ai palestinesi. Abbiamo creato un evento straordinario in cui le storie vere sono penetrate nei nostri cuori, facendoli esplodere di dolore.

Abbiamo ascoltato la storia del papà di Adel, del villaggio di Taybeh, un villaggio dove anche Gesù, dopo aver resuscitato Lazzaro, passeggio’ tra gli uliveti. Il papà di Adel dal 1967 non è più potuto tornare a casa sua. Questo villaggio è stato oggi bruciato dai coloni illegali.

Abbiamo ascoltato la dottoressa Eliana Ghawali di SOLETERRE, che si occupa, con il professor Damiano Rizzi, di psico oncologia pediatrica.

Abbiamo ascoltato cosa significa per un bambino avere il cancro quando non ci sono cure e le ambulanze palestinesi vengono bloccate apposta dai militari israeliani.

Abbiamo ascoltato Darin, da un campo profughi di Gaza. Darin ha 21 anni e l’esercito israeliano ha raso al suolo la sua casa e la sua università.

Oggi lei cerca di studiare per laurearsi in farmacia. Facendo ogni giorno la conta dei suoi amici che vengono ammazzati.

Darin ha 21 anni. Immagini tutti gli orbassanesi di questa età che conosce.

I loro sogni, la loro spensieratezza, il desiderio di lavorare o di studiare.

Abbiamo ascoltato Mohamed, creatore della tenda degli artisti a Gaza. Mohamed fa disegnare i piccoli per distrarli da questo olocausto.

Il giorno prima di collegarsi con noi, l’esercito israeliano ha ucciso due di questi bimbi.

Non terroristi, non soldati. Bambini. Come quelli che di giorno giocano nei parchi di Orbassano o vanno alle elementari.

Di questo parliamo signor Sindaco.

Quanto ci avrebbe fatto piacere avere un rappresentante del comune, oltre le comuni diatribe politiche che non sono nulla rispetto a questo genocidio. Partecipare come Uomo. Come Essere Umano.

Per questo motivo Le chiediamo che il comune di Orbassano si impegni a condannare questo genocidio e a riconoscere lo Stato di Palestina.

Sarebbe solo un’altra piccola goccia, molto piccola. Ma l’Oceano è fatto di gocce.

Per concludere, ringraziandola per la Sua preziosa attenzione, ci teniamo a riportare la frase di un uomo che Lei sicuramente ama, Don Milani:

“A cosa serve avere le mani pulite, se le tenete in tasca?”

È ora di aprire le porte, di alzarsi in piedi e uscire dal silenzio.

Comitato Orbassano per Gaza

avatar of the starter
cristiano ragabPromotore della petizione

Vittoria

Questa petizione ha creato un cambiamento con 1173 sostenitori!

Condividi questa petizione

Voci dei sostenitori

Aggiornamenti sulla petizione

Condividi questa petizione

Petizione creata in data 11 luglio 2025