RICONOSCIMENTO ANNO 2013 AI FINI GIURIDICI ED ECONOMICI PERSONALE, DOCENTI E ATA, SCUOLA

Firmatari recenti
Lucrezia Tartara e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Alla cortese attenzione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea

Noi sottoscritti, cittadini europei e lavoratori del comparto scolastico italiano, chiediamo formalmente alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea di esaminare e intervenire sulla grave discriminazione in atto nei confronti del personale, DOCENTI e ATA, della scuola in Italia, a seguito del mancato riconoscimento dell’anno 2013 ai fini giuridici ed economici della carriera.

Nel 2013, a causa di vincoli normativi connessi al contenimento della spesa pubblica, è stato sospeso il riconoscimento dell’anno ai fini della progressione di carriera in tutti i comparti della Pubblica Amministrazione italiana. Tuttavia, a seguito di successivi interventi normativi e contrattuali, tutti i comparti della Pubblica Amministrazione, eccetto quello della scuola, hanno ottenuto il pieno riconoscimento di quell’anno.

Questo trattamento differenziato, in assenza di motivazioni oggettive e razionali, rappresenta una violazione del principio di uguaglianza e della parità di trattamento tra lavoratori pubblici alle dipendenze dello Stato, sanciti dal diritto europeo (Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, articoli 20 e 21), oltre che dal diritto interno italiano (articolo 3 della Costituzione).

Chiediamo pertanto alla Corte di voler:

1. Accertare la legittimità di questa disparità di trattamento alla luce del diritto dell’Unione Europea;
2. Promuovere una procedura formale di infrazione contro lo Stato italiano per mancato rispetto dei principi di parità di trattamento tra lavoratori pubblici alle dipendenze dello Stato;
3. Sollecitare il Governo italiano e le istituzioni competenti a sanare l’ingiustizia nei confronti del personale scolastico, riconoscendo il 2013 ai fini giuridici ed economici, al pari degli altri comparti pubblici.

La scuola è un pilastro della società e i suoi lavoratori meritano dignità, equità e rispetto. La mancata valorizzazione del servizio prestato nel 2013 danneggia non solo i docenti e il personale ATA, ma l’intero sistema educativo italiano.

Con questa petizione chiediamo giustizia e rispetto dei nostri diritti, nel nome dell’uguaglianza, della dignità e della coerenza giuridica.

FIRMIAMO INSIEME PER RIPRENDERCI IL NOSTRO DIRITTO.

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Lucia CirioloPromotore della petizione

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Lucrezia Tartara e altri 19 hanno firmato di recente.

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Alla cortese attenzione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea

Noi sottoscritti, cittadini europei e lavoratori del comparto scolastico italiano, chiediamo formalmente alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea di esaminare e intervenire sulla grave discriminazione in atto nei confronti del personale, DOCENTI e ATA, della scuola in Italia, a seguito del mancato riconoscimento dell’anno 2013 ai fini giuridici ed economici della carriera.

Nel 2013, a causa di vincoli normativi connessi al contenimento della spesa pubblica, è stato sospeso il riconoscimento dell’anno ai fini della progressione di carriera in tutti i comparti della Pubblica Amministrazione italiana. Tuttavia, a seguito di successivi interventi normativi e contrattuali, tutti i comparti della Pubblica Amministrazione, eccetto quello della scuola, hanno ottenuto il pieno riconoscimento di quell’anno.

Questo trattamento differenziato, in assenza di motivazioni oggettive e razionali, rappresenta una violazione del principio di uguaglianza e della parità di trattamento tra lavoratori pubblici alle dipendenze dello Stato, sanciti dal diritto europeo (Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, articoli 20 e 21), oltre che dal diritto interno italiano (articolo 3 della Costituzione).

Chiediamo pertanto alla Corte di voler:

1. Accertare la legittimità di questa disparità di trattamento alla luce del diritto dell’Unione Europea;
2. Promuovere una procedura formale di infrazione contro lo Stato italiano per mancato rispetto dei principi di parità di trattamento tra lavoratori pubblici alle dipendenze dello Stato;
3. Sollecitare il Governo italiano e le istituzioni competenti a sanare l’ingiustizia nei confronti del personale scolastico, riconoscendo il 2013 ai fini giuridici ed economici, al pari degli altri comparti pubblici.

La scuola è un pilastro della società e i suoi lavoratori meritano dignità, equità e rispetto. La mancata valorizzazione del servizio prestato nel 2013 danneggia non solo i docenti e il personale ATA, ma l’intero sistema educativo italiano.

Con questa petizione chiediamo giustizia e rispetto dei nostri diritti, nel nome dell’uguaglianza, della dignità e della coerenza giuridica.

FIRMIAMO INSIEME PER RIPRENDERCI IL NOSTRO DIRITTO.

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Lucia CirioloPromotore della petizione

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