Riconoscere per legge i cittadini tutori di animali

Firmatari recenti
Emanuele Ghilardi e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

In Italia il randagismo animale rappresenta un problema strutturale che comporta costi economici rilevanti per lo Stato e gli enti locali: gestione di canili e gattili, interventi veterinari pubblici, incidenti stradali, emergenze sanitarie e degrado urbano.

Accanto a questo sistema, esiste una realtà spesso ignorata: migliaia di cittadini che, a proprie spese, salvano animali abbandonati, li curano, li sterilizzano, li mantengono e gestiscono colonie feline, prevenendo nuove nascite e riducendo concretamente il randagismo.

Queste persone svolgono di fatto una funzione di utilità pubblica, supplendo alle carenze strutturali del sistema pubblico e generando un risparmio economico per la collettività.

Eppure, dal punto di vista fiscale e normativo, l’animale è ancora trattato come un bene di lusso e non come un essere senziente la cui tutela produce benefici sociali.

Questa situazione crea un evidente paradosso: chi contribuisce alla prevenzione e alla riduzione dei costi pubblici viene lasciato solo, senza alcun riconoscimento o sostegno strutturale.

Cosa chiediamo allo Stato

Chiediamo l’introduzione di una legge nazionale che:

1️⃣ Riconosca giuridicamente la figura del “cittadino tutore di animali”

Ovvero chi:

  • adotta animali provenienti da randagismo o strutture pubbliche/convenzionate;
  • gestisce colonie feline riconosciute; s
  • svolge attività continuativa e documentabile di tutela animale.

2️⃣ Introduca agevolazioni fiscali e contributive mirate

Tra cui: 

  • detrazioni fiscali estese per spese veterinarie, sterilizzazioni, microchippatura e cure continuative;
  • crediti d’imposta o agevolazioni proporzionate al numero di animali tutelati;
  • riconoscimento delle spese di prevenzione come investimento sociale.

3️⃣ Sposti l’approccio dal contenimento all’investimento.

Una legge che privilegi:

  • prevenzione del randagismo;
  • sterilizzazione e adozione responsabile;
  • collaborazione strutturata tra istituzioni, cittadini e volontari.

Perché questa legge conviene allo Stato

  • Meno randagi = meno costi pubblici nel medio-lungo periodo
  • Più prevenzione = meno emergenze sanitarie e incidenti
  • Riconoscere chi già agisce = maggiore efficacia delle politiche pubbliche

Non si tratta di creare nuovi privilegi, ma di riconoscere e sostenere comportamenti virtuosi che producono risparmio e beneficio collettivo.

La tutela animale non è un lusso né una scelta individuale isolata.

È una responsabilità condivisa che ha impatti economici, sociali e sanitari.

Chiediamo allo Stato di colmare questo vuoto normativo e di riconoscere, anche fiscalmente, chi ogni giorno contribuisce al bene comune prendendosi cura degli animali più fragili.

Firma questa petizione per contribuire a riconoscere legalmente il ruolo fondamentale che i tutori degli animali svolgono nella nostra società. Il tuo supporto può fare una differenza significativa per i nostri amici a quattro zampe e per tutti noi.

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Stefania OcchialiPromotore della petizione

1524

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Il problema

In Italia il randagismo animale rappresenta un problema strutturale che comporta costi economici rilevanti per lo Stato e gli enti locali: gestione di canili e gattili, interventi veterinari pubblici, incidenti stradali, emergenze sanitarie e degrado urbano.

Accanto a questo sistema, esiste una realtà spesso ignorata: migliaia di cittadini che, a proprie spese, salvano animali abbandonati, li curano, li sterilizzano, li mantengono e gestiscono colonie feline, prevenendo nuove nascite e riducendo concretamente il randagismo.

Queste persone svolgono di fatto una funzione di utilità pubblica, supplendo alle carenze strutturali del sistema pubblico e generando un risparmio economico per la collettività.

Eppure, dal punto di vista fiscale e normativo, l’animale è ancora trattato come un bene di lusso e non come un essere senziente la cui tutela produce benefici sociali.

Questa situazione crea un evidente paradosso: chi contribuisce alla prevenzione e alla riduzione dei costi pubblici viene lasciato solo, senza alcun riconoscimento o sostegno strutturale.

Cosa chiediamo allo Stato

Chiediamo l’introduzione di una legge nazionale che:

1️⃣ Riconosca giuridicamente la figura del “cittadino tutore di animali”

Ovvero chi:

  • adotta animali provenienti da randagismo o strutture pubbliche/convenzionate;
  • gestisce colonie feline riconosciute; s
  • svolge attività continuativa e documentabile di tutela animale.

2️⃣ Introduca agevolazioni fiscali e contributive mirate

Tra cui: 

  • detrazioni fiscali estese per spese veterinarie, sterilizzazioni, microchippatura e cure continuative;
  • crediti d’imposta o agevolazioni proporzionate al numero di animali tutelati;
  • riconoscimento delle spese di prevenzione come investimento sociale.

3️⃣ Sposti l’approccio dal contenimento all’investimento.

Una legge che privilegi:

  • prevenzione del randagismo;
  • sterilizzazione e adozione responsabile;
  • collaborazione strutturata tra istituzioni, cittadini e volontari.

Perché questa legge conviene allo Stato

  • Meno randagi = meno costi pubblici nel medio-lungo periodo
  • Più prevenzione = meno emergenze sanitarie e incidenti
  • Riconoscere chi già agisce = maggiore efficacia delle politiche pubbliche

Non si tratta di creare nuovi privilegi, ma di riconoscere e sostenere comportamenti virtuosi che producono risparmio e beneficio collettivo.

La tutela animale non è un lusso né una scelta individuale isolata.

È una responsabilità condivisa che ha impatti economici, sociali e sanitari.

Chiediamo allo Stato di colmare questo vuoto normativo e di riconoscere, anche fiscalmente, chi ogni giorno contribuisce al bene comune prendendosi cura degli animali più fragili.

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Stefania OcchialiPromotore della petizione
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Petizione creata in data 14 gennaio 2026