

Richiesta di revisione della legislazione contro gli abusi con le energie rinnovabili
Il problema
Alla Cortese Attenzione dei parlamentari Italiani
Oggetto: Richiesta di Revisione Urgente dei Decreti Legge sulle Energie Rinnovabili
L'attuale quadro normativo che disciplina la costruzione di impianti per la produzione di energia rinnovabile pone una minaccia concreta e imminente per l'ambiente, il paesaggio, il patrimonio culturale e la qualità della vita dei cittadini. I Decreti Legge 31 maggio 2021 n. 77, 3 aprile 2006 n. 152 e 8 novembre 2021 n. 199 , stanno favorendo un'espansione indiscriminata delle infrastrutture energetiche, con il rischio di compromettere i principi costituzionali fondamentali e il futuro del nostro Paese.
Pur riconoscendo l'importanza della transizione ecologica, questa non può avvenire a discapito della sovranità territoriale delle comunità locali e della tutela del patrimonio storico e naturale. Le normative attualmente in vigore non tengono adeguatamente conto delle specificità territoriali, determinando un preoccupante squilibrio tra sviluppo energetico e salvaguardia ambientale.
L'Italia vanta una tradizione millenaria di tutela e valorizzazione del proprio territorio. Non possiamo permettere che tale eredità venga compromessa da interessi economici che si celano dietro il concetto di ecologismo. È imprescindibile che ogni intervento venga pianificato in modo equilibrato e nel rispetto dei diritti dei cittadini.
Motivazioni della richiesta
1. Violazione dell'Articolo 9 della Costituzione I provvedimenti legislativi in questione consentono la realizzazione indiscriminata di impianti su terreni agricoli e boschivi, con impatti devastanti sul paesaggio e sul patrimonio culturale. La Costituzione sancisce la tutela del paesaggio come principio fondamentale, e ogni intervento normativo deve conformarsi a tale precetto.
2. Violazione dell'Articolo 42 della Costituzione (Tutela della proprietà privata) Le disposizioni vigenti autorizzano espropri forzati per la costruzione di impianti industriali legati alla transizione ecologica, senza fornire adeguate garanzie ai proprietari e senza dimostrare un'effettiva utilità pubblica. Tale prassi costituisce una grave lesione dei diritti fondamentali dei cittadini.
3. Violazione dell'Articolo 41 della Costituzione (Tutela dell’ambiente e della salute pubblica) L'attuale legislazione incentiva iniziative economiche senza una sufficiente valutazione dell'impatto ambientale e sanitario. La Costituzione stabilisce che l’iniziativa economica privata non può arrecare danni alla salute pubblica e all'ambiente; tuttavia, assistiamo oggi a una proliferazione incontrollata di infrastrutture con conseguenze dannose sul territorio.
4. Squilibrio tra transizione ecologica e tutela del paesaggio (Articoli 32 e 44 della Costituzione) La modifica dell’Articolo 7 del D.lgs. 152/2006, con la soppressione del comma 2-ter relativo alla tutela del paesaggio, ha drasticamente ridotto le protezioni ambientali, favorendo una crescita disordinata delle infrastrutture senza un adeguato bilanciamento tra sviluppo e conservazione del territorio.
Richiesta
Alla luce delle criticità sopra esposte, si chiede ai Parlamentari Italiani di:
· Sospendere immediatamente la concessione di autorizzazioni per la realizzazione di grandi impianti di produzione di energia rinnovabile nell'ambito delle procedure previste dai Decreti Legge 31 maggio 2021 n. 77, 3 aprile 2006 n. 152 e 8 novembre 2021 n. 199 in attesa di una revisione normativa e costituzionale;
· Modificare la legislazione vigente, garantendo un processo decisionale trasparente e condiviso con le comunità locali;
· Ripristinare la priorità della tutela del paesaggio, dell'ambiente e dei diritti dei cittadini, vietando la realizzazione di impianti energetici in aree di elevato valore ambientale e culturale o in contrasto con la volontà delle comunità locali.
Questa petizione rappresenta un'azione di tutela del nostro territorio, delle persone che lo abitano, della nostra storia e del nostro futuro. Il Governo ha il dovere di intervenire con urgenza per arrestare il degrado in corso. Invitiamo tutti i cittadini a sottoscrivere e diffondere la presente petizione, contribuendo così alla difesa del nostro patrimonio collettivo.
Il problema
Alla Cortese Attenzione dei parlamentari Italiani
Oggetto: Richiesta di Revisione Urgente dei Decreti Legge sulle Energie Rinnovabili
L'attuale quadro normativo che disciplina la costruzione di impianti per la produzione di energia rinnovabile pone una minaccia concreta e imminente per l'ambiente, il paesaggio, il patrimonio culturale e la qualità della vita dei cittadini. I Decreti Legge 31 maggio 2021 n. 77, 3 aprile 2006 n. 152 e 8 novembre 2021 n. 199 , stanno favorendo un'espansione indiscriminata delle infrastrutture energetiche, con il rischio di compromettere i principi costituzionali fondamentali e il futuro del nostro Paese.
Pur riconoscendo l'importanza della transizione ecologica, questa non può avvenire a discapito della sovranità territoriale delle comunità locali e della tutela del patrimonio storico e naturale. Le normative attualmente in vigore non tengono adeguatamente conto delle specificità territoriali, determinando un preoccupante squilibrio tra sviluppo energetico e salvaguardia ambientale.
L'Italia vanta una tradizione millenaria di tutela e valorizzazione del proprio territorio. Non possiamo permettere che tale eredità venga compromessa da interessi economici che si celano dietro il concetto di ecologismo. È imprescindibile che ogni intervento venga pianificato in modo equilibrato e nel rispetto dei diritti dei cittadini.
Motivazioni della richiesta
1. Violazione dell'Articolo 9 della Costituzione I provvedimenti legislativi in questione consentono la realizzazione indiscriminata di impianti su terreni agricoli e boschivi, con impatti devastanti sul paesaggio e sul patrimonio culturale. La Costituzione sancisce la tutela del paesaggio come principio fondamentale, e ogni intervento normativo deve conformarsi a tale precetto.
2. Violazione dell'Articolo 42 della Costituzione (Tutela della proprietà privata) Le disposizioni vigenti autorizzano espropri forzati per la costruzione di impianti industriali legati alla transizione ecologica, senza fornire adeguate garanzie ai proprietari e senza dimostrare un'effettiva utilità pubblica. Tale prassi costituisce una grave lesione dei diritti fondamentali dei cittadini.
3. Violazione dell'Articolo 41 della Costituzione (Tutela dell’ambiente e della salute pubblica) L'attuale legislazione incentiva iniziative economiche senza una sufficiente valutazione dell'impatto ambientale e sanitario. La Costituzione stabilisce che l’iniziativa economica privata non può arrecare danni alla salute pubblica e all'ambiente; tuttavia, assistiamo oggi a una proliferazione incontrollata di infrastrutture con conseguenze dannose sul territorio.
4. Squilibrio tra transizione ecologica e tutela del paesaggio (Articoli 32 e 44 della Costituzione) La modifica dell’Articolo 7 del D.lgs. 152/2006, con la soppressione del comma 2-ter relativo alla tutela del paesaggio, ha drasticamente ridotto le protezioni ambientali, favorendo una crescita disordinata delle infrastrutture senza un adeguato bilanciamento tra sviluppo e conservazione del territorio.
Richiesta
Alla luce delle criticità sopra esposte, si chiede ai Parlamentari Italiani di:
· Sospendere immediatamente la concessione di autorizzazioni per la realizzazione di grandi impianti di produzione di energia rinnovabile nell'ambito delle procedure previste dai Decreti Legge 31 maggio 2021 n. 77, 3 aprile 2006 n. 152 e 8 novembre 2021 n. 199 in attesa di una revisione normativa e costituzionale;
· Modificare la legislazione vigente, garantendo un processo decisionale trasparente e condiviso con le comunità locali;
· Ripristinare la priorità della tutela del paesaggio, dell'ambiente e dei diritti dei cittadini, vietando la realizzazione di impianti energetici in aree di elevato valore ambientale e culturale o in contrasto con la volontà delle comunità locali.
Questa petizione rappresenta un'azione di tutela del nostro territorio, delle persone che lo abitano, della nostra storia e del nostro futuro. Il Governo ha il dovere di intervenire con urgenza per arrestare il degrado in corso. Invitiamo tutti i cittadini a sottoscrivere e diffondere la presente petizione, contribuendo così alla difesa del nostro patrimonio collettivo.
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Petizione creata in data 21 marzo 2025