Richiesta di Moratoria Regionale Retroattiva per il Fotovoltaico Selvaggio nella Tuscia

Il problema

Noi sottoscritti cittadini della Tuscia e del Lazio chiediamo l'introduzione immediata di una moratoria regionale retroattiva che sospenda e riveda le autorizzazioni già concesse per la realizzazione di impianti fotovoltaici a terra.

Seguendo l'esempio della Sardegna e della cosiddetta "moratoria Todde", riteniamo essenziale fermare per 18 mesi le nuove concessioni e rivalutare quelle già approvate, in modo da garantire una pianificazione responsabile e sostenibile.

La Delibera di Giunta Regionale n. 171 del 12 maggio 2023, che regolamenta lo sviluppo degli impianti di energia rinnovabile, ha dimostrato di non essere sufficiente a proteggere le aree già in stato di saturazione, come la Tuscia. È ora necessario non solo sospendere le nuove autorizzazioni, ma anche riesaminare quelle passate, per assicurarsi che siano in linea con criteri aggiornati di sostenibilità e tutela del territorio.

Richiediamo quindi una legge regionale che preveda una moratoria retroattiva, permettendo di:

- Rivalutare tutte le autorizzazioni già rilasciate, sospendendone temporaneamente la realizzazione.

- Procedere a una revisione approfondita degli impianti esistenti e di quelli in progetto, per verificarne la compatibilità con la salvaguardia del territorio.

- Individuare e classificare le aree idonee e non idonee allo sviluppo di nuovi impianti, garantendo una pianificazione strategica che preservi il paesaggio, l'agricoltura e il patrimonio culturale della Tuscia e del Lazio.

Solo attraverso una moratoria retroattiva sarà possibile evitare la devastazione del nostro territorio e promuovere uno sviluppo equilibrato delle energie rinnovabili che tenga conto delle specificità ambientali e culturali della nostra regione.

Fermiamo il fotovoltaico selvaggio nella Tuscia prima che sia troppo tardi!

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Il problema

Noi sottoscritti cittadini della Tuscia e del Lazio chiediamo l'introduzione immediata di una moratoria regionale retroattiva che sospenda e riveda le autorizzazioni già concesse per la realizzazione di impianti fotovoltaici a terra.

Seguendo l'esempio della Sardegna e della cosiddetta "moratoria Todde", riteniamo essenziale fermare per 18 mesi le nuove concessioni e rivalutare quelle già approvate, in modo da garantire una pianificazione responsabile e sostenibile.

La Delibera di Giunta Regionale n. 171 del 12 maggio 2023, che regolamenta lo sviluppo degli impianti di energia rinnovabile, ha dimostrato di non essere sufficiente a proteggere le aree già in stato di saturazione, come la Tuscia. È ora necessario non solo sospendere le nuove autorizzazioni, ma anche riesaminare quelle passate, per assicurarsi che siano in linea con criteri aggiornati di sostenibilità e tutela del territorio.

Richiediamo quindi una legge regionale che preveda una moratoria retroattiva, permettendo di:

- Rivalutare tutte le autorizzazioni già rilasciate, sospendendone temporaneamente la realizzazione.

- Procedere a una revisione approfondita degli impianti esistenti e di quelli in progetto, per verificarne la compatibilità con la salvaguardia del territorio.

- Individuare e classificare le aree idonee e non idonee allo sviluppo di nuovi impianti, garantendo una pianificazione strategica che preservi il paesaggio, l'agricoltura e il patrimonio culturale della Tuscia e del Lazio.

Solo attraverso una moratoria retroattiva sarà possibile evitare la devastazione del nostro territorio e promuovere uno sviluppo equilibrato delle energie rinnovabili che tenga conto delle specificità ambientali e culturali della nostra regione.

Fermiamo il fotovoltaico selvaggio nella Tuscia prima che sia troppo tardi!

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