Petition updateRichiesta d'intervento in difesa della popolazione di GazaLa difesa dei cittadini italiani, e della libertà di navigazione, da parte del ministro Crosetto
Carlo Maria SpinolaCapalbio, Italy
Sep 24, 2025

Il diritto internazionale tutela due principi fondamentali rilevanti per la Global Sumud Flotilla: la libertà di navigazione in acque internazionali, e la protezione dei civili nei conflitti armati. 

La Convenzione di Montego Bay del 1982 sancisce la libertà di navigazione in acque internazionali con giurisdizione esclusiva allo Stato di bandiera della nave. 

Ne consegue che l'intervento israeliano in acque internazionali viola il Diritto della Navigazione, e rende illeggittime le azioni di sabotaggio israeliane nei confronti della Global Sumud Flotilla. 

Il ministro della Difesa Guido Crosetto - uno degli storici fondatori di Fratelli d'Italia e, probabilmente, l'esponente FdI con maggiore influenza sulla presidente Meloni - ha  correttamente deciso di intervenire con la Marina italiana, dopo essersi consultato con la presidente del Consiglio, dichiarando:

"Per garantire assistenza ai cittadini italiani presenti sulla Flotilla, questa notte ho autorizzato l'intervento immediato della fregata multiruolo Fasan della Marina militare che era in navigazione a nord di Creta nell'ambito dell'operazione Mare Sicuro. La fregata si sta già dirigendo verso l'area per eventuali attività di soccorso", e ha precisato che "sono stati informati l'addetto militare israeliano in Italia, il nostro ambasciatore e l'addetto militare a Tel Aviv, e l'unità di crisi della Farnesina". 

Il ministro Crosetto merita tutto il nostro rispetto, tanto per la sua difesa dell'interesse nazionale, al di sopra delle parti, quanto per l'integrità morale e la concretezza che lo contraddistinguono dal penoso, e quantomai sterile, battibecco politico che caratterizza la vita politica italiana, a destra come a sinistra. 

Un esempio di come si dovrebbe fare politica nelle democrazie sviluppate. Infine, un'unica precisazione ministro Crosetto, seconfo il diritto internazionale le acque davanti a Gaza non sono israeliane ma appartengono, in teoria, alla Autorità Palestinese. 

Dopo gli Accordi di Oslo del 1994, Israele ha limitato la zona marittima a 20 miglia nautiche (nm) da Gaza, consentendo ai palestinesi il diritto di svolgere attività di pesca, ricreative ed economiche in mare all’interno della zona designata.

Tuttavia, l’accesso al mare, entro la zona marittima stabilita, non è stato mai realizzato. Ai pescatori, prima dell'invasione, era permesso l’ingresso in mare solo con permessi e licenze israeliani. – amministrati nei porti di Gaza, Deir Al Balah, Al Mawasi–Khan Younis e Al Mawasi–Rafah – e solo per un numero limitato di imbarcazioni e comunque entro una distanza ridotta rispetto alle 20 miglia.

Ora sono stati aboliti anche questi permessi, per cui di fatto Israele  considera il mare e le risorse di fronte a Gaza di propria proprietà. L'ITALIA riconosce a Israele questo diritto?

Copy link
WhatsApp
Facebook
Nextdoor
Email
X