
Anche per molta parte della destra sociale la Flotilla è un’iniziativa di alto valore politico che ha il merito di attirare l’attenzione del mondo intero sul genocidio in corso a Gaza. La Meloni lo sa bene, anche se pare abbia litigato con il suo ministro Crosetto sull’invio della fregata italiana, secondo Massimo Arlechino, uno dei fondatori di Alleanza Nazionale, ed ex militante del Msi, intervistato dal Fatto Quotidiano.
Arlechino ammette che gli aiuti erano chiaramente una questione secondaria, il punto centrale è che intercettare le barche in acque internazionali è illegale, tanto quanto il blocco navale di Israele davanti Gaza, per non parlare dello sterminio quotidiano di civili palestinesi.
A destra molti la pensano cosi, non è la Flotilla ad aver messo in difficoltà il governo, ma l’esecutivo ad aver messo in imbarazzo l’Italia intera.
L’ex An dice che di fronte a Gaza:
"non si può restare indifferenti. I giovani di destra, quelli del Fronte della Gioventù e quelli venuti dopo, erano anti-imperialisti, anti-americani e si battevano per l’autodeterminazione dei popoli, a cominciare dai palestinesi. Difendevano anche gli indiani d’America! Ora è tutto il contrario.
A Palazzo Chigi Meloni si è tolta la kefiah e s’è messa la grisaglia. Di fronte a ciò che tutto il mondo civile reputa un genocidio, il suo intervento all’Onu è stato imbarazzante.
Nella base, tra i militanti, c’è molto scontento, la timidezza su Gaza non è affatto condivisa, tanti la pensano diversamente, e prima o poi la questione esploderà, anche tra i parlamentari."