Petition updateRichiesta d'intervento in difesa della popolazione di GazaCrimine di guerra secondo la Encyclopedia Britannica
Carlo Maria SpinolaCapalbio, Italy
Sep 22, 2025

L’ultimo grande tentativo di perseguire criminali di guerra ebbe luogo in Europa e in Asia dopo la Seconda guerra mondiale. Durante il conflitto, gli Alleati denunciarono le atrocità del regime nazista di Adolf Hitler e annunciarono l’intenzione di punire i responsabili dei crimini di guerra. La Dichiarazione di Mosca del 1943, emessa da Stati Uniti, Gran Bretagna e Unione Sovietica, e la Dichiarazione di Potsdam del 1945, emessa da Stati Uniti, Gran Bretagna e Cina (alla quale successivamente aderì anche l’Unione Sovietica), affrontarono il tema della punizione dei crimini di guerra commessi dai governi tedesco e giapponese.

Alla fine della guerra, i rappresentanti di Stati Uniti, Regno Unito, Unione Sovietica e del governo provvisorio francese firmarono l’Accordo di Londra, che istituiva un tribunale militare internazionale per processare i principali criminali di guerra dell’Asse, i cui reati non avevano avuto luogo in aree geografiche specifiche. L’accordo fu sostenuto da altri 19 governi e includeva la Carta di Norimberga, che istituì il tribunale e ne definì la giurisdizione. La Carta elencava tre categorie di crimini:

1. Crimini contro la pace, ossia la preparazione e l’avvio di una guerra di aggressione.

2. Crimini di guerra (o “crimini di guerra convenzionali”), che comprendevano omicidio, maltrattamenti e deportazioni.

3. Crimini contro l’umanità, che comprendevano persecuzioni politiche, razziali e religiose contro i civili. Quest’ultima categoria includeva ciò che comunemente viene definito genocidio.

Il termine genocidio fu coniato dal giurista polacco-americano Raphael Lemkin e apparve per la prima volta nel suo libro Axis Rule in Occupied Europe: Laws of Occupation, Analysis of Government, Proposals for Redress (1944).

La Convenzione per la prevenzione e la repressione del genocidio, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1948, definì il genocidio come l’uccisione o il causare gravi danni fisici o mentali ai membri di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso con l’intento di distruggerlo, in tutto o in parte.

La convenzione rese il genocidio un crimine internazionale perseguibile in qualsiasi tribunale statale. Poiché i processi di Norimberga precedettero la convenzione, i criminali di guerra nazisti non furono processati per genocidio.

Il Tribunale militare internazionale di Norimberga, in Germania, processò 22 leader nazisti, incluso Martin Bormann, giudicato in contumacia. Il processo, condotto in quattro lingue, durò quasi 11 mesi. Tutti gli imputati, tranne tre, furono condannati; 12 furono giustiziati.

Dunque cosa manca ora ad avviare un processo a carico degli esponenti di Hamas e del governo israeliano, ambedue responsabili di crimini di guerra, contro l’umanità e genocidio ?

Mancano i "vincitori" nel campo della pace, che non avranno peso fintantoché Israele sarà protetto dagli USA che, così facendo,  con l'eccidio di Gaza prolungano la sopravvivenza di Hamas, il peggior nemico del popolo palestinese, dopo il governo Netaniahu. 

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