Riaprite i termini per gli eredi degli IMI esclusi dai risarcimenti

Riaprite i termini per gli eredi degli IMI esclusi dai risarcimenti

Firmatari recenti
Magda Gobbi e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Riaprite i termini per il fondo risarcitorio destinato agli Internati Militari Italiani
Dopo l’8 settembre 1943, oltre 600.000 soldati italiani furono catturati dai nazisti, deportati nei lager e costretti ai lavori forzati.
Erano gli IMI: Internati Militari Italiani.

Molti rifiutarono di aderire alla Repubblica di Salò.
Per questo pagarono con la fame, il freddo, le violenze, la prigionia e anni di lavoro coatto.

Per troppo tempo la loro storia è rimasta nel silenzio.

Molti di loro, tornati a casa, non raccontarono quasi nulla.
E oggi figli e nipoti stanno riscoprendo solo adesso documenti, fotografie, lettere e testimonianze rimaste chiuse nei cassetti per decenni.

Negli ultimi anni lo Stato italiano ha istituito un fondo per consentire il risarcimento delle vittime dei crimini del Terzo Reich, compresi gli IMI.

Ma migliaia di famiglie sono rimaste escluse.

Non perché mancasse il diritto morale o storico.
Ma perché non erano informate.
Perché hanno scoperto troppo tardi l’esistenza della procedura.
Perché spesso si tratta di persone anziane, senza assistenza legale o senza accesso alle informazioni necessarie.

Così oggi esiste una dolorosa ingiustizia:
chi è riuscito ad avviare le pratiche entro i termini può ancora ottenere riconoscimento e risarcimento, mentre altri eredi degli stessi internati sono rimasti esclusi definitivamente.

Chiediamo al Governo e al Parlamento italiano di approvare una proroga straordinaria dei termini per consentire anche agli eredi rimasti esclusi di accedere al fondo risarcitorio destinato agli Internati Militari Italiani.

Chiediamo inoltre:

una procedura più semplice e accessibile per gli eredi;
maggiore informazione pubblica sui diritti legati agli Internati Militari Italiani;
il pieno riconoscimento storico e morale del sacrificio degli IMI.
Non chiediamo privilegi.

Chiediamo che uomini deportati, sfruttati e umiliati nei lager nazisti non vengano dimenticati una seconda volta da un cavillo burocratico o da una scadenza conosciuta troppo tardi.

Gli IMI non sono numeri.
Sono padri, nonni, fratelli.
Sono una parte della nostra storia nazionale.

Molti di quei soldati non sono più vivi.
Ma la dignità della loro storia dipende ancora da noi.

Firma anche tu questa petizione.
Perché la memoria senza giustizia rischia di diventare soltanto silenzio.

avatar of the starter
cesare micheloniPromotore della petizione

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Il problema

Riaprite i termini per il fondo risarcitorio destinato agli Internati Militari Italiani
Dopo l’8 settembre 1943, oltre 600.000 soldati italiani furono catturati dai nazisti, deportati nei lager e costretti ai lavori forzati.
Erano gli IMI: Internati Militari Italiani.

Molti rifiutarono di aderire alla Repubblica di Salò.
Per questo pagarono con la fame, il freddo, le violenze, la prigionia e anni di lavoro coatto.

Per troppo tempo la loro storia è rimasta nel silenzio.

Molti di loro, tornati a casa, non raccontarono quasi nulla.
E oggi figli e nipoti stanno riscoprendo solo adesso documenti, fotografie, lettere e testimonianze rimaste chiuse nei cassetti per decenni.

Negli ultimi anni lo Stato italiano ha istituito un fondo per consentire il risarcimento delle vittime dei crimini del Terzo Reich, compresi gli IMI.

Ma migliaia di famiglie sono rimaste escluse.

Non perché mancasse il diritto morale o storico.
Ma perché non erano informate.
Perché hanno scoperto troppo tardi l’esistenza della procedura.
Perché spesso si tratta di persone anziane, senza assistenza legale o senza accesso alle informazioni necessarie.

Così oggi esiste una dolorosa ingiustizia:
chi è riuscito ad avviare le pratiche entro i termini può ancora ottenere riconoscimento e risarcimento, mentre altri eredi degli stessi internati sono rimasti esclusi definitivamente.

Chiediamo al Governo e al Parlamento italiano di approvare una proroga straordinaria dei termini per consentire anche agli eredi rimasti esclusi di accedere al fondo risarcitorio destinato agli Internati Militari Italiani.

Chiediamo inoltre:

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il pieno riconoscimento storico e morale del sacrificio degli IMI.
Non chiediamo privilegi.

Chiediamo che uomini deportati, sfruttati e umiliati nei lager nazisti non vengano dimenticati una seconda volta da un cavillo burocratico o da una scadenza conosciuta troppo tardi.

Gli IMI non sono numeri.
Sono padri, nonni, fratelli.
Sono una parte della nostra storia nazionale.

Molti di quei soldati non sono più vivi.
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Petizione creata in data 12 maggio 2026