Riaprire i corridoi universitari per studenti di Gaza

Il problema

Circa 38 studenti di Gaza sono stati selezionati e hanno vinto borse di studio presso varie università italiane, offrendo loro un'opportunità di crescita e un futuro migliore. Nonostante le difficoltà affrontate nelle loro terre martoriate dalla guerra, hanno superato gli ostacoli con grande determinazione, ma ora sono di fronte a un blocco inspiegabile: i corridoi universitari sono chiusi dal novembre 2025.

Le autorità competenti, tra cui la Farnesina e l'Ambasciata Italiana, rimangono sorde di fronte all'urgenza di questi giovani di iniziare il loro percorso accademico in Italia. La loro partenza è in stallo, e con essa la possibilità di usufruire delle borse di studio e degli alloggi già destinati a loro. Se non verranno riaperti i corridoi, questi studenti perderanno non solo un'opportunità educativa, ma anche la possibilità concreta di costruire un futuro di pace e sviluppo lontano dalla guerra.

Questo blocco non solo penalizza i ragazzi che, con enorme sacrificio, cercano di crescere e formarsi in un ambiente più sicuro, ma impatta negativamente anche sulle università italiane pronte ad accoglierli e a investire nel futuro di questi giovani senza discriminazione alcuna.

Faccio appello a chi ha il potere decisionale affinché riapra i corridoi universitari, permettendo a questi studenti di beneficiare delle opportunità che hanno conquistato con fatica. Chiedo alla Farnesina e all'Ambasciata Italiana di rispondere ai solleciti e permettere una partenza senza ulteriori ritardi.

Invito tutti a firmare questa petizione per sostenere il diritto di questi giovani a un'educazione e un futuro migliore. Ogni firma avvicina questi studenti al sogno di una vita costruita sul sapere e sulla pace, lontano dalle cicatrici del conflitto. Firma oggi e aiutaci a fare la differenza per questi giovani e per le istituzioni che credono nel loro potenziale.
avatar of the starter
Marina BiancatelliPromotore della petizione

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Il problema

Circa 38 studenti di Gaza sono stati selezionati e hanno vinto borse di studio presso varie università italiane, offrendo loro un'opportunità di crescita e un futuro migliore. Nonostante le difficoltà affrontate nelle loro terre martoriate dalla guerra, hanno superato gli ostacoli con grande determinazione, ma ora sono di fronte a un blocco inspiegabile: i corridoi universitari sono chiusi dal novembre 2025.

Le autorità competenti, tra cui la Farnesina e l'Ambasciata Italiana, rimangono sorde di fronte all'urgenza di questi giovani di iniziare il loro percorso accademico in Italia. La loro partenza è in stallo, e con essa la possibilità di usufruire delle borse di studio e degli alloggi già destinati a loro. Se non verranno riaperti i corridoi, questi studenti perderanno non solo un'opportunità educativa, ma anche la possibilità concreta di costruire un futuro di pace e sviluppo lontano dalla guerra.

Questo blocco non solo penalizza i ragazzi che, con enorme sacrificio, cercano di crescere e formarsi in un ambiente più sicuro, ma impatta negativamente anche sulle università italiane pronte ad accoglierli e a investire nel futuro di questi giovani senza discriminazione alcuna.

Faccio appello a chi ha il potere decisionale affinché riapra i corridoi universitari, permettendo a questi studenti di beneficiare delle opportunità che hanno conquistato con fatica. Chiedo alla Farnesina e all'Ambasciata Italiana di rispondere ai solleciti e permettere una partenza senza ulteriori ritardi.

Invito tutti a firmare questa petizione per sostenere il diritto di questi giovani a un'educazione e un futuro migliore. Ogni firma avvicina questi studenti al sogno di una vita costruita sul sapere e sulla pace, lontano dalle cicatrici del conflitto. Firma oggi e aiutaci a fare la differenza per questi giovani e per le istituzioni che credono nel loro potenziale.
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Marina BiancatelliPromotore della petizione

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Petizione creata in data 13 febbraio 2026