Riapriamo le discoteche in sicurezza.

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Siamo rimasti solo noi a non poter riprendere a lavorare.

Il lavoro è un diritto inviolabile, sancito dalla Costituzione Italiana sin dall'Art. 1. "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.".

Anche l'Art. 2. detta un principio fondamentale:  "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale". La Repubblica riconosce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, quindi anche nelle discoteche, nelle sale da ballo e similari

Per non parlare dell' Art. 3 della Costituzione che cita letteralmente l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge assegna alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano e/o impediscano lo sviluppo e la partecipazione alla vita del paese di chiunque: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. 
E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."

L'Art. 35 nella sua prima parte cita: "La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni". 

Siamo le discoteche, siamo le sale da ballo, siamo i luoghi dello spettacolo e dell'intrattenimento musicale e, diciamolo a voce alta, anche culturale.

Siamo come se non esistessimo per loro. Si loro, i politici, quelli di qualunque schieramento a prescindere dalla ideologia di centro, di destra o sinistra.
Nei giorni scorsi si è letto sui giornali che le discoteche dovrebbero riaprire senza far ballare, magari servendo un drink o un pasto caldo. Mi domando ma queste persone sono mai venute in un locale? Per esempio il Piper Club, noto locale della capitale,  è ben 4 piani sotto terra e i suoi clienti sono usuali ad andarci per ballare oppure ascoltare un buon concerto. Di certo al Piper non si va per bere un drink o per cenare, anche perché dovrebbe richiedere nuove specifiche autorizzazioni sanitarie. E voi sapete in italia cosa vuol dire la parola burocrazia. 

Invece, prendendo visione della situazione attuale  legata all'emergenza epidemiologica da Covid-19,  gli imprenditori del nostro settore possono fin da subito riaprire locali in sicurezza, garantendo all'ingresso il tracciamento anche con la vendita di biglietti elettronici. Possiamo garantire l'igienizzazione dei nostri locali prima di ogni evento,  e possiamo garantire che all'interno entrino solo persone che hanno il cosiddetto Green Pass. Possiamo , in altre parole, creare un luogo sicuro, insomma, dove è possibile controllare che tutti rispettino le regole. Quelle regole che altrimenti al di fuori dei locali, negli spazi all'aperto, non sarebbero possibili da verificare. Basta guardare i telegiornali ogni sera e vedere cosa accade nelle piazze, nei bar, nei ristoranti e in tanti altri luoghi di aggregazione. 

Non ci chiedano però di riaprire con le regole astruse dell'anno scorso!  Ovvero con il distanziamento in pista e l'uso della mascherina. Quest'ultima sicuramente dovrà essere utilizzata dagli addetti ai lavori per garantire la loro sicurezza e quella dei loro colleghi. Ma non il pubblico, perché le persone in un locale vengono per socializzare, per guardarsi in faccia, ballare e divertirsi. Come già fanno in qualsiasi luogo del nostro paese. 

Non vogliamo riaprire per forza, e non obblighiamo nessuno a venire in uno dei nostri locali. Però chiediamo rispetto e soprattutto giustizia. Non siamo figli di un Dio minore e svolgiamo all'interno della società un ruolo economico e sociale degno di rispetto.  In definitiva  i nostri locali rappresentano  luoghi topici per permettere ai giovani, e non solo, di realizzarsi nelle loro diritti di socializzazione, integrazione e crescita culturale.

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