

Riapriamo il parco ex "Ninni Cassarà"!


Riapriamo il parco ex "Ninni Cassarà"!
Il problema
A quasi dieci anni dalla sua chiusura, i cittadini palermitani si trovano ancora una volta di fronte a un'istituzione che nega loro il diritto fondamentale di godere di spazi verdi per la socialità e l'aggregazione. Il Parco Urbano ex Ninni Cassarà, situato tra via Ernesto Basile e Via Altofonte a Palermo, rimane chiuso e privato alla comunità. I cittadini non hanno più accesso al parco dal 16 aprile 2014, quando la procura di Palermo ha sigillato l'area a causa della presenza di amianto e altri materiali nocivi.
L'ultima riapertura risale al 26 novembre 2011, quando l'amministrazione Cammarata inaugurò una superficie di 28 ettari, comprendente un laghetto artificiale, una pista di pattinaggio, campi di bocce, percorsi pedonali e ciclabili, nonché spazi verdi per cani e parco giochi. Dopo il sequestro del 2014 e l'apertura di un'inchiesta, è emerso che negli anni '80 il Parco era considerato una discarica a cielo aperto, testimoniato dalla presenza di rifiuti industriali e materiali tossici.
Il Parco Ninni Cassarà è nel cuore di molti palermitani, come dimostrato dal presidio tenutosi il 28 marzo di quest'anno davanti all'ingresso di Via Basile e la partecipatissima assemblea cittadina del 19 aprile in Università. Studenti, cittadini, associazioni, comitati e consiglieri comunali si sono uniti per chiedere con forza la riapertura del parco, almeno delle superfici ritenute sicure. Infatti, la zona è stata divisa, a seguito di alcuni studi, in 3 aree: verde, gialla e rossa. La cosiddetta area verde sarebbe in realtà fruibile senza ricorrere a costosissime opere di bonifica necessarie invece per le altre due porzioni. Nonostante ciò, l’intero spazio rimane sigillato.
L’annosa chiusura non solo priva la comunità di un fondamentale punto di incontro e di un'oasi di tranquillità nel caos della città; ma priva anche migliaia di studenti che studiano all’università di Palermo di poter usufruire di questo polmone verde adiacente al campus, uno spazio che rappresenterebbe un centro importantissimo per la vita studentesca, nonché permetterebbe di collegare il campus con il CUS senza ricorrere a macchine o navette.
Riteniamo che la riapertura del Parco Ninni Cassarà non sia solo un desiderio, ma un diritto fondamentale dei cittadini di Palermo. Un diritto alla salute, al benessere e alla bellezza del nostro ambiente urbano.
Chiediamo che l’area caratterizzata come verde venga immediatamente riaperta e resa fruibile, in attesa di fondi per le bonifiche.
Chiediamo alle autorità competenti di impegnarsi per bonificare il parco e renderlo nuovamente accessibile alla comunità.
Non possiamo più permettere che questo prezioso patrimonio rimanga chiuso e inaccessibile.
Uniamoci in questa petizione per chiedere con forza la riapertura del Parco ex Ninni Cassarà e per difendere il nostro diritto a uno spazio verde pubblico e sicuro.
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Il problema
A quasi dieci anni dalla sua chiusura, i cittadini palermitani si trovano ancora una volta di fronte a un'istituzione che nega loro il diritto fondamentale di godere di spazi verdi per la socialità e l'aggregazione. Il Parco Urbano ex Ninni Cassarà, situato tra via Ernesto Basile e Via Altofonte a Palermo, rimane chiuso e privato alla comunità. I cittadini non hanno più accesso al parco dal 16 aprile 2014, quando la procura di Palermo ha sigillato l'area a causa della presenza di amianto e altri materiali nocivi.
L'ultima riapertura risale al 26 novembre 2011, quando l'amministrazione Cammarata inaugurò una superficie di 28 ettari, comprendente un laghetto artificiale, una pista di pattinaggio, campi di bocce, percorsi pedonali e ciclabili, nonché spazi verdi per cani e parco giochi. Dopo il sequestro del 2014 e l'apertura di un'inchiesta, è emerso che negli anni '80 il Parco era considerato una discarica a cielo aperto, testimoniato dalla presenza di rifiuti industriali e materiali tossici.
Il Parco Ninni Cassarà è nel cuore di molti palermitani, come dimostrato dal presidio tenutosi il 28 marzo di quest'anno davanti all'ingresso di Via Basile e la partecipatissima assemblea cittadina del 19 aprile in Università. Studenti, cittadini, associazioni, comitati e consiglieri comunali si sono uniti per chiedere con forza la riapertura del parco, almeno delle superfici ritenute sicure. Infatti, la zona è stata divisa, a seguito di alcuni studi, in 3 aree: verde, gialla e rossa. La cosiddetta area verde sarebbe in realtà fruibile senza ricorrere a costosissime opere di bonifica necessarie invece per le altre due porzioni. Nonostante ciò, l’intero spazio rimane sigillato.
L’annosa chiusura non solo priva la comunità di un fondamentale punto di incontro e di un'oasi di tranquillità nel caos della città; ma priva anche migliaia di studenti che studiano all’università di Palermo di poter usufruire di questo polmone verde adiacente al campus, uno spazio che rappresenterebbe un centro importantissimo per la vita studentesca, nonché permetterebbe di collegare il campus con il CUS senza ricorrere a macchine o navette.
Riteniamo che la riapertura del Parco Ninni Cassarà non sia solo un desiderio, ma un diritto fondamentale dei cittadini di Palermo. Un diritto alla salute, al benessere e alla bellezza del nostro ambiente urbano.
Chiediamo che l’area caratterizzata come verde venga immediatamente riaperta e resa fruibile, in attesa di fondi per le bonifiche.
Chiediamo alle autorità competenti di impegnarsi per bonificare il parco e renderlo nuovamente accessibile alla comunità.
Non possiamo più permettere che questo prezioso patrimonio rimanga chiuso e inaccessibile.
Uniamoci in questa petizione per chiedere con forza la riapertura del Parco ex Ninni Cassarà e per difendere il nostro diritto a uno spazio verde pubblico e sicuro.
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Petizione creata in data 3 maggio 2024