Riapertura elenco nazionale Tecnici Competenti in Acustica Ambientale: proroga DLgs42/2017

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Si richiede la riapertura oltre il termine del 18 aprile 2018 delle iscrizioni all'elenco nazionale dei Tecnici Competenti in Acustica Ambientale al fine di permettere ai professionisti già riconosciuti regionalmente di provvedere a tale passaggio, prettamentre burocratico ma che ha compromesso molte carriere lavorative, di riottenere la meritata abilitazione all'esercizio professionale.

Gli incaricati Arpa di alcune regioni hanno per esempio avvisato personalmente gli appartenenti agli ordini, mentre dei professionisti presenti nel solo elenco tecnici non disponevano nemmeno gli indirizzi email. L'invito è stato così recepito in maniera fortuita, rimessa a rappresentanti regionali che non disponevano nemmeno di tutti i contatti telematici dei professionisti ufficialmente già registrati. La competenza in acustica ambientale negli ultimi anni è stata infatti affidata dalle regioni alle provincie, e da due anni nuovamente alle regioni, fino a divenire ora statale: questi passaggi continui hanno comportato che i database delle Regioni che si sono occupate di diffondere l'informazione non fossero nemmeno completi, per cui non vi è stata -e non era oggettivamente possibile- alcuna diffusione equa delle direttive di aggiornamento in scadenza. Appare quindi assai arbitrario e discriminatorio che non vi sia stata comunicazione diretta verso ognuno dei tecnici già riconosciuti, ma solo per alcuni iscritti agli ordini o per i contribuenti ad associazioni di categoria. Alle Regioni non è stata data indicazione per adeguarsi in maniera uniforme e ben organizzata in modo da poter raggiungere gli interessati, al di là del loro coinvolgimento professionale dalla data di pubblicazione del decreto 42/2017 ad oggi.

La decisione di un termine per l'iscrizione e la sua perentorietrà non tiene conto che il mancato aggiornamento dei singoli TCAA presso gli enti delegati può non essere affatto un segnale di disinteresse o avvallamento della professione ma può essere determinato da residenza fuori dalla regione di registrazione (fattore che fin'ora impediva l'esercizio come TCAA), congiunture economiche e/o familiari, malattia o persino dedizione ad una disciplina acustica che non presupponga il costante aggiornamento dei decreti sui portali nazionali per l'ambiente, tutte possibilità che potrebbero prolungarsi anche per oltre un anno senza che il professionista in questione venga a conoscenza della perdita del proprio titolo!!

Se la Legge non ammette ignoranza, sono i legislatori stessi e gli amministratori delegati a dover fare in modo di non concederla. Altrimenti quel precetto latino viene a simboleggiare soltanto una lavata di mani. L'art.21 del Decreto 42/2017 non tratta peraltro di diritto penale, di commisione di reati, ma di nuove prescrizioni formative e semplici reindirizzamenti amministrativi. Eppure l'unico impegno che ha accomunato le Aziende per la protezione per l'Ambiente di ogni singola regione per espletare l'aggiornamento degli elenchi di lavoratori è stato inserire un link riguardo il ben più generico Dlgs al proprio sito internet. Pubblicandolo nei suoi numerosi punti di armonizzazione della materia su scala europea un anno fa, il Ministero ha delegato ad ogni ente la responsabilità di elaborare modi e tempi propri per la sua notifica e diffusione. Per quanto i singoli incaricati di talre comunicazione possano essere stati solerti nell'esplicitarne il testo o pubblicare l'avviso di scadenza dell'iscrizione all'elenco nazionale, era ben prevedibile che non tutti gli interessati ne venissero a conoscenza.

In definitiva non ritengo giuridicamente corretto che professionisti che abbiano già acquisito legalmente una specifica competenza e un diritto all'esercizio della stessa si possano ritrovare senza il proprio titolo a motivo di un ritardo burocratico di cui non è stata data notifica specifica né tantomeno individuale. Non ci risulta che siano mai state attuate riforme che andassero a scapito di privilegi acquisiti e delle più discrepanti forme di vitalizio, non vedo quindi perché dovremmo accettare che vengano a colpire le categorie di lavoratori già economicamente prive di stabilità, come è stato per gli insegnanti proprio lo scorso dicembre. Un conto sarebbe prescrivere un'aggiornamento formativo che almeno formalmente parifichi il livello delle competenze professionali già acquisite, improntandole ad un adeguamento ai criteri vigenti per l'attuazione dei nuovi corsi, mentre un altro conto è privare di un titolo chi l'ha regolarmente conseguito, magari in anni di studi o con esperienze lavorative che potrebbero non essere state formalmente consecutive per 4 anni, quindi non potrebbero più risultare valide.

Si richiede pertanto al Ministero italiano di apporre ad integrazione del succitato Decreto una ulteriore possibilità di registrazione statale per coloro ai quali provincie o regioni abbiano rilasciato, entro il 2017, Attestato di riconoscimento per lo svolgimento dell'attività di TCAA. La riapertura dell'elenco con un atto di flessibilità rispetto al termine ormai scaduto permetterebbe di colmare una misura che si è rivelata discriminatoria. Il diritto professionale acquisito come Tecnici Competenti in Acustica Ambientale è stato infatti negato fondamentalmente a chi forse ne avrebbe più bisogno, o mancando di altri titoli o perchè per difficoltà personali non ha potuto seguire la professione né aggiornarsi a riguardo in questo determinato anno. Si pensi a casi di maternità, di residenza all'estero o in regioni in cui non si è conseguito il titolo, di malattia, di problemi personali per cui ci si sia dovuti dedicare a una qualsiasi altra attività, per sostegno familiare o qualsiasi altra contingenza. Si pensi a tutti i liberi professionisti che avendo da poco acquisito questa competenza non hanno fatto in tempo a crearsi una clientela, che non hanno avuto la fortuna di potersi appoggiare a studi avviati o creare collaborazioni. Si pensi quindi a chi ha vissuto una fase di precariato, a coloro i quali con questo titolo perdono una possibilità già conquistata con impegno e passione di sollevare la propria situazione lavorativa. E si può immaginare quanto la concorrenza da cui questo settore non è esente abbia potuto contribuire a porre un limite alla diffusione della notizia dell'art.21 del Decreto 42/2017. Se questo articolo di legge ha permesso di riconoscere le competenze ottenute secondo un percorso che è stato ora riformato e non è più valido, ponendo un termine di scadenza per la registrazione ha però escluso coloro che accidentalmente si sono distaccati dalla professione in questo anno.

Si tratta certo di un DLgs che qualsiasi professionista del settore dovrebbe conoscere, ma non tutti i tecnici regionali hanno purtroppo potuto accettare incarichi in questo breve arco di tempo (aprile 2017-aprile2018, ancora più breve se si pensa che l'articolo che dispone i TCAA ad effettuare personalmente la richiesta di riconoscimento nazionale è stato pubblicato marginalmente e soltanto nei mesi più recenti esposto sui media come “avvertimento”). Non aver esercitato la professione in questo anno non significa che non vi sia interesse per la materia, o non siano stati fatti investimenti in attrezzature o in termini organizzativi per il proprio futuro, eppure l'ignoranza rispetto a quel punto della legge ha comportato la perdita del proprio titolo e l'impossibilità di riottenerlo se non ricominciando un iter formativo specialistico, della durata minima di tre/quattro anni, senza contare le spese. Sono stati così vanificati percorsi formativi, impegno e passione di professionisti che avevano invece già ottenuto l'abilitazione provinciale e regionale e che la credevano un atto ufficiale irrevocabile, in conseguenza del quale hanno investito denaro e aspettative per il proprio futuro.

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Personalmente dichiaro di essere venuta a conoscenza dell'invito all'iscrizione al nuovo elenco professionale appena due settimane dopo il termine di scadenza (19/04/2015) grazie ad un collega, quindi tramite “passaparola”, avendo da appena un mese ripreso lo studio della materia in seguito a un periodo di maternità e problematiche abitative ed economiche. Ho controllato con solerzia la mia presenza negli elenchi regionali a febbraio 2018, ma dal portale istituzionale non ho potuto cogliere nessun avviso riguardo l'inerenza di questo Dlgs con le vecchie abilitazioni e del loro imminente termine di scadenza.

Se anche fosse stata in evidenza, in coerenza con la mia ricerca, sarebbe parso ugualmente costituzionalmente incorretto che l'informazione di una riforma tanto perentoria nei confronti di un titolo professionale venga pubblicata e diffusa al pari di una qualsiasi altra norma tecnica e di consultazione applicativa.

Si ribadisce quindi la richiesta al Ministero, in solidarietà a tutti i tecnici che non hanno provveduto all'iscrizione per coincidenze avverse, di una nuova possibilità di venire integrati nell'elenco nazionale. Auspico che chi come me non ha esercitato la professione nell'ultimo anno per problemi personali, nemmeno legati alla professione, non si trovi privato della propria competenza già regionalmente registrata, su cui stava facendo affidamento, per la sola causa di una mancata o scorretta informazione rispetto alle indicazioni in art.21 del Decreto legislativo n.42/2017.



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