Revocare la nomina di Nicola Colabianchi a sovrintendente del Teatro La Fenice di Venezia

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Giampaolo Sebillo e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Con la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale del Teatro la Fenice di Venezia, il sovrintendente Nicola Colabianchi ha esposto una delle più importanti istituzioni musicali del nostro paese a un’attenzione mediatica senza precedenti, con un relativo danno di immagine del quale sarà difficile liberarsi.
Dopo un goffo tentativo di ricucire il rapporto di fiducia - ormai perso - con il teatro, attraverso una lettera inviata a tutte le maestranze, il sovrintendente ha continuato a difendere la sua scelta, con argomentazioni risibili, rilasciate a mezzo stampa, nelle quali sostiene che Beatrice Venezi sia stata scelta per il suo essere «un nome giovane, un’immagine vincente, una persona carismatica […] che può dare quel dinamismo che serve alle nostre attività».

A queste scelte ha risposto in modo compatto l’orchestra, la quale ha rigettato la nomina. Nel frattempo, è arrivata la solidarietà di numerose fondazioni lirico-sinfoniche e istituzioni di primo piano.

Il pubblico della Fenice, inoltre, ha dimostrato uno straordinario affetto agli orchestrali, e gli abbonati hanno in massa minacciato di non rinnovare l'iscrizione, nel caso in cui Beatrice Venezi venisse riconfermata, con un ingente danno economico per il teatro. 

A tutto questo, il sovrintendente ha risposto minimizzando, senza ascoltare le istanze della sua orchestra e del suo pubblico.

L’ultimo capitolo di questa triste vicenda è la riunione avvenuta l'8 ottobre 2025, fra lo stesso sovrintendente, le rappresentanze sindacali del teatro e il sindaco di Venezia, conclusasi con un nulla di fatto. A margine dell'incontro Colabianchi ha rilasciato affermazioni gravi, che offendono le professoresse e i professori d'orchestra: «Credo che sulle critiche pesino componenti extra musicali: le sue idee politiche, il fatto che è donna, secondo me c'è un certo sessismo».

È evidente quanto il profilo di Colabianchi sia inadeguato alla carica che ricopre.

Il pubblico affezionato alla Fenice è contrario alla narrazione che sposta il focus dalle competenze artistiche e culturali all'essere donna, giovane e carismatica.

1) Chiediamo che al primo posto ci siano la serietà, la cultura e la preparazione, non operazioni di marketing finalizzate a un'effimera ricerca di visibilità.

2)Ribadiamo, infine, che i criteri di scelta di una figura importante come il Direttore Musicale debbano essere condivisi con l'orchestra, e che alla loro base ci siano la preparazione tecnica e artistica, non l'età e il genere.

3) Contestiamo la strumentalizzazione del pubblico giovane che frequenta (o potrebbe frequentare) la Fenice. 

 

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Con la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale del Teatro la Fenice di Venezia, il sovrintendente Nicola Colabianchi ha esposto una delle più importanti istituzioni musicali del nostro paese a un’attenzione mediatica senza precedenti, con un relativo danno di immagine del quale sarà difficile liberarsi.
Dopo un goffo tentativo di ricucire il rapporto di fiducia - ormai perso - con il teatro, attraverso una lettera inviata a tutte le maestranze, il sovrintendente ha continuato a difendere la sua scelta, con argomentazioni risibili, rilasciate a mezzo stampa, nelle quali sostiene che Beatrice Venezi sia stata scelta per il suo essere «un nome giovane, un’immagine vincente, una persona carismatica […] che può dare quel dinamismo che serve alle nostre attività».

A queste scelte ha risposto in modo compatto l’orchestra, la quale ha rigettato la nomina. Nel frattempo, è arrivata la solidarietà di numerose fondazioni lirico-sinfoniche e istituzioni di primo piano.

Il pubblico della Fenice, inoltre, ha dimostrato uno straordinario affetto agli orchestrali, e gli abbonati hanno in massa minacciato di non rinnovare l'iscrizione, nel caso in cui Beatrice Venezi venisse riconfermata, con un ingente danno economico per il teatro. 

A tutto questo, il sovrintendente ha risposto minimizzando, senza ascoltare le istanze della sua orchestra e del suo pubblico.

L’ultimo capitolo di questa triste vicenda è la riunione avvenuta l'8 ottobre 2025, fra lo stesso sovrintendente, le rappresentanze sindacali del teatro e il sindaco di Venezia, conclusasi con un nulla di fatto. A margine dell'incontro Colabianchi ha rilasciato affermazioni gravi, che offendono le professoresse e i professori d'orchestra: «Credo che sulle critiche pesino componenti extra musicali: le sue idee politiche, il fatto che è donna, secondo me c'è un certo sessismo».

È evidente quanto il profilo di Colabianchi sia inadeguato alla carica che ricopre.

Il pubblico affezionato alla Fenice è contrario alla narrazione che sposta il focus dalle competenze artistiche e culturali all'essere donna, giovane e carismatica.

1) Chiediamo che al primo posto ci siano la serietà, la cultura e la preparazione, non operazioni di marketing finalizzate a un'effimera ricerca di visibilità.

2)Ribadiamo, infine, che i criteri di scelta di una figura importante come il Direttore Musicale debbano essere condivisi con l'orchestra, e che alla loro base ci siano la preparazione tecnica e artistica, non l'età e il genere.

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