Revocare la nomina di Giuseppe De Giorgi alla Lega Navale Italiana

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Il problema

Il 24 maggio 2012 è una data che ha indelebilmente segnato la Marina Militare Italiana e le vite di molte persone. In quel giorno tragico, il giovane Sottocapo Alessandro Nasta perse la vita precipitando dall’albero di maestra della Nave Scuola Amerigo Vespucci, cadendo da un’altezza di circa 15 metri. Questo evento doloroso non è stato solo una perdita umana incommensurabile, ma ha anche rivelato gravi lacune nei sistemi di sicurezza sul lavoro all'interno delle forze armate, scatenando un complesso iter giudiziario.

Il PDM contesta duramente la decisione del Consiglio dei Ministri: "Le istituzioni attendano l'esito definitivo della magistratura prima di procedere a nomine di vertice."
Roma, 23 giugno 2026 – Il Partito per la tutela dei Diritti dei Militari e delle Forze dell'Ordine (PDM), per voce del Segretario politico Luca Marco Comellini, esprime ferma e motivata critica alla nomina dell'Ammiraglio di Squadra Giuseppe De Giorgi a Presidente della Lega Navale Italiana, deliberata dal Consiglio dei Ministri il 22 giugno 2026 su proposta del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, di concerto con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.
Si tratta di una scelta che il PDM considera politicamente censurabile e priva della necessaria cautela istituzionale, specialmente in considerazione del delicato contesto giudiziario ancora aperto.
Il contesto storico: la tragica scomparsa di Alessandro Nasta. La critica del PDM affonda le radici nella tragica vicenda del 24 maggio 2012, quando il giovane Sottocapo Alessandro Nasta perse la vita precipitando dall'albero di maestra della Nave Scuola Amerigo Vespucci da un'altezza di circa 15 metri. Un evento drammatico che ha segnato profondamente la Marina Militare e che ha dato origine a un complesso iter giudiziario volto ad accertare le gravi carenze nei sistemi di sicurezza sul lavoro e le relative responsabilità nella catena di comando.
L'inquadramento giuridico attuale. Ad oggi, nonostante i precedenti gradi di giudizio, la posizione dell'Ammiraglio De Giorgi non è processualmente definita. In data 15 maggio 2026, la Corte di Cassazione ha infatti annullato con rinvio la sentenza di appello, disponendo un nuovo giudizio dinanzi alla Corte d’Appello di Roma. Il procedimento penale è dunque tuttora pendente. 
Nel rigoroso rispetto del principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza, che il PDM ribadisce e non mette in discussione, la questione sollevata non attiene all'anticipazione di un giudizio di merito, bensì alla pura opportunità politica e amministrativa.
La critica politica: una questione di opportunità e rispetto. Il PDM ritiene che la scelta del Governo di procedere a questa nomina proprio in questa fase processuale sia un segnale di grave insensibilità istituzionale per le seguenti ragioni:
Mancanza di prudenza istituzionale: È politicamente inaccettabile che il Governo non abbia ritenuto di attendere la parola definitiva della magistratura. Assegnare un incarico di tale prestigio a chi è ancora sottoposto a giudizio per fatti riguardanti la sicurezza dei propri subordinati appare una scelta affrettata che rischia di minare la credibilità delle istituzioni.
Incoerenza con i proclami di vicinanza ai militari: Non si può manifestare vicinanza al personale in divisa solo nelle cerimonie ufficiali, per poi ignorare, nei fatti, l'esigenza di giustizia e di chiarezza che circonda la morte di un giovane militare. La memoria di chi cade in servizio merita atti di rispetto sostanziale, non decisioni che possono essere percepite come un segnale di indifferenza verso la tutela della vita umana sui luoghi di lavoro.
Messaggio al comparto Difesa: Questa decisione rischia di trasmettere un messaggio di sottovalutazione delle responsabilità apicali in materia di sicurezza, proprio mentre il Paese e il personale in divisa chiedono maggiore rigore nella protezione di chi serve lo Stato.

L'appello al Governo: si riveda la posizione.

Il PDM si rivolge formalmente al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni e ai Ministri Crosetto e Salvini affinché esercitino un supplemento di riflessione. 
Chiediamo al Governo di rivedere o sospendere la nomina dell'Ammiraglio De Giorgi fino alla conclusione definitiva del procedimento penale. Non si tratta di una condanna anticipata, ma di un atto di doveroso rispetto per la memoria di Alessandro Nasta, per la sua famiglia e per tutti i militari che attendono che la giustizia faccia il suo corso senza interferenze o promozioni premature. 
Le istituzioni hanno il dovere di essere non solo legittime, ma anche opportune. In questo caso, l'opportunità politica è stata sacrificata.
È la cosa giusta da fare. È la cosa che Alessandro Nasta merita.

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Luca Marco ComelliniPromotore della petizione

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