Revoca del divieto di smartphone nelle scuole secondarie di secondo grado


Revoca del divieto di smartphone nelle scuole secondarie di secondo grado
Il problema
Il recente divieto imposto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) riguardo l'uso degli smartphone durante tutto l'orario scolastico nelle scuole superiori sta sollevando non poche preoccupazioni. Questa misura sembra trascurare le reali esigenze degli studenti di oggi, che vivono in un mondo sempre più connesso e digitalizzato.
Gli smartphone, infatti, non sono solo strumenti di distrazione, ma dei veri e propri mezzi di comunicazione e gestione che possono essere estremamente utili per gli studenti. Consideriamo, ad esempio, situazioni di emergenza familiari che richiedono un contatto immediato o la necessità di gestire conti bancari e impegni di lavoro part-time. Vietare completamente l'uso dei cellulari significa ignorare il contesto in cui gli studenti si trovano a operare quotidianamente.
È importante promuovere una cultura dell'uso consapevole della tecnologia nelle scuole, piuttosto che optare per una proibizione totale. Le scuole dovrebbero fungere da guida nell'insegnare agli studenti come sfruttare al meglio questi strumenti nella vita quotidiana, integrando lezioni su sicurezza digitale, etica nell'uso dei social media e gestione del tempo online.
Chiediamo, dunque, al MIM di rivedere questa decisione e di considerare un approccio più bilanciato che tenga conto delle necessità degli studenti, offrendo loro le competenze necessarie per utilizzare la tecnologia in modo responsabile e produttivo.
Anche il Vice Presidente di Italia Viva, Davide Faraone, ha espresso perplessità sulla misura, sottolineando che “come i luddisti di inizio Ottocento, che pensavano di fermare il progresso distruggendo i telai meccanici, oggi il ministro immagina di difendere la scuola spegnendo i cellulari”. Faraone ha evidenziato l’importanza di educare gli studenti all’uso consapevole della tecnologia piuttosto che vietarla completamente.
Inoltre, l’organizzazione interna richiesta per far rispettare un divieto totale—come armadietti individuali, contenitori numerati o controlli continui da parte del personale—implica costi significativi sia per il bilancio scolastico che per quello statale. In scuole con centinaia o migliaia di studenti, queste misure richiedono personale extra, manutenzione e infrastrutture aggiuntive, senza garantire un’efficace applicazione della regola. Questi oneri rischiano di gravare inutilmente sulle risorse pubbliche, che potrebbero essere impiegate in maniera più efficace per migliorare la qualità dell’istruzione.
Collegamento alla circolare del MIM del 16 Giugno 2025:
Circolare n. 3392 del 16 giugno 2025
Firma questa petizione per supportare un cambiamento mirato e positivo nel sistema educativo italiano.
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Il problema
Il recente divieto imposto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) riguardo l'uso degli smartphone durante tutto l'orario scolastico nelle scuole superiori sta sollevando non poche preoccupazioni. Questa misura sembra trascurare le reali esigenze degli studenti di oggi, che vivono in un mondo sempre più connesso e digitalizzato.
Gli smartphone, infatti, non sono solo strumenti di distrazione, ma dei veri e propri mezzi di comunicazione e gestione che possono essere estremamente utili per gli studenti. Consideriamo, ad esempio, situazioni di emergenza familiari che richiedono un contatto immediato o la necessità di gestire conti bancari e impegni di lavoro part-time. Vietare completamente l'uso dei cellulari significa ignorare il contesto in cui gli studenti si trovano a operare quotidianamente.
È importante promuovere una cultura dell'uso consapevole della tecnologia nelle scuole, piuttosto che optare per una proibizione totale. Le scuole dovrebbero fungere da guida nell'insegnare agli studenti come sfruttare al meglio questi strumenti nella vita quotidiana, integrando lezioni su sicurezza digitale, etica nell'uso dei social media e gestione del tempo online.
Chiediamo, dunque, al MIM di rivedere questa decisione e di considerare un approccio più bilanciato che tenga conto delle necessità degli studenti, offrendo loro le competenze necessarie per utilizzare la tecnologia in modo responsabile e produttivo.
Anche il Vice Presidente di Italia Viva, Davide Faraone, ha espresso perplessità sulla misura, sottolineando che “come i luddisti di inizio Ottocento, che pensavano di fermare il progresso distruggendo i telai meccanici, oggi il ministro immagina di difendere la scuola spegnendo i cellulari”. Faraone ha evidenziato l’importanza di educare gli studenti all’uso consapevole della tecnologia piuttosto che vietarla completamente.
Inoltre, l’organizzazione interna richiesta per far rispettare un divieto totale—come armadietti individuali, contenitori numerati o controlli continui da parte del personale—implica costi significativi sia per il bilancio scolastico che per quello statale. In scuole con centinaia o migliaia di studenti, queste misure richiedono personale extra, manutenzione e infrastrutture aggiuntive, senza garantire un’efficace applicazione della regola. Questi oneri rischiano di gravare inutilmente sulle risorse pubbliche, che potrebbero essere impiegate in maniera più efficace per migliorare la qualità dell’istruzione.
Collegamento alla circolare del MIM del 16 Giugno 2025:
Circolare n. 3392 del 16 giugno 2025
Firma questa petizione per supportare un cambiamento mirato e positivo nel sistema educativo italiano.
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I decisori

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Petizione creata in data 28 agosto 2025