Christian MosiFlorence, Italy
22 Oct 2018

Fil rouge quello che lega la delegazione dei quarantunisti, quanti hanno alle spalle almeno 41 anni di lavoro, che oggi 22 ottobre 2018 incontreranno in mattinata Luigi Di Maio, e L’ Associazione Over 30 che, seppur in attesa di poter incontrare personalmente il vicepremier, ha chiesto ad uno dei rappresentanti del gruppo ‘41pertuttilavoratoriuniti’ di farsi portavoce delle loro istanze. Cosa unisce in realtà la manovra pensionistica per i precoci ed il mondo del lavoro, quelle che sembrano essere due generazioni in contrapposizione tra loro, i famosi anziani e giovani?

Pensioni 2019 e lavoro: fil rouge tra quarantunisti e giovani over 30
Ce lo spiega Christian Mosi, fondatore e Presidente dell’Associazione Lavoro Over 30, “ Si è completamente perso il senso del lavoro che deve essere valutato indipendentemente dall’età’. In effetti i quarantunisti oggi chiederanno di poter accedere indipendentemente dall’età anagrafica alla pensione dopo 41 anni di lavoro. Chi ha versato 41 anni di contributi alle casse dell’Inps rischia di essere posto in standby perché troppo giovane , under 62, per accedere alla pensione anticipata con quota 100 ideata dal Governo giallo-verde, i secondi, i giovani, chiedono di eliminare le discriminazioni per età dall’ingresso del mondo del lavoro.

A seguito delle decontribuzioni giovanili il costo per un imprenditore che intende assumere nella propria impresa un giovane adulto, over 30, specializzato, è eccessivo, questo spiega- Mosi- “è un aspetto davvero molto problematico in fase di assunzione/dichiarazione delle ore lavorate dai dipendenti”. Un incremento del 30%- 40% pesa sui costi che un imprenditore deve sostenere per ‘mantenere’ in azienda un adulto rispetto ad un giovane. Un part time – aggiunge Mosi mostrando le 2 buste paga analizzate dai consulenti del lavoro- di 16 ore costa quasi 2.600 euro annui a fronte di euro 700 di uno più giovane. Questa politica che tende a tutelare i più giovani sta creando dei grossi problemi agli adulti, che pur competenti sono tagliati fuori dal mercato del lavoro.

In Ldb 2019 stop discriminazioni per età su lavoro e pensione
Ciò comporta – avvalora la sua tesi il Presidente dell’associazione- “Una riduzione degli orari dichiarati , una persona che fa 40 ore viene dichiarata a 16 a causa degli eccessivi costi contributivi, quindi porta all’aumento del lavoro nero e di tutte le relative problematiche concernenti la futura pensione del giovane adulto, meno contributi verso oggi più si allontana la mia pensione un domani”.

A tal proposito stamane, ci riferisce Mosi, abbiamo ricevuto un’email dal gruppo 41 per tutti lavoratori Uniti che specificava: “Grazie per il contributo che condividiamo in toto. Saremo disponibili a collaborare, perché la decontribuzione mina alle basi l’equità sul lavoro e il pagamento sicuro delle pensioni in essere“.

Stop dunque– conclude il Presidente dell’associazione lavoro over30- alle discriminazioni per età, siano esse associate alla pensione, quanto al lavoro. Un Governo che si definisce del Cambiamento- chiude- non può non tenere in considerazione questa profonda ingiustizie. Associazione Lavoro over 30 non vive di fondi statali ed e’ nata da un comitato dalla petizione www.change.org/over30 sostieni dunque  l’attivita’ con Una iscrizione minima di 7 euro su www.lavoro-over30.it/iscriviti/

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