Respingiamo la distruzione del ruolo dei medici di famiglia

Il problema

I medici di famiglia, noti anche come Medici di Medicina Generale (MMG), svolgono un ruolo cruciale nella cura dei pazienti. Questi professionisti dedicati lavorano ininterrottamente, sia durante le ore di ambulatorio, sia fuori orario, per visitare pazienti allettati, anziani e coloro che necessitano di assistenza domiciliare integrata (ADI). Il loro impegno va ben oltre le normali ore di apertura degli studi e spesso si estende a sacrificare tempo ed energia al di là dei limiti lavorativi tradizionali.

Tuttavia, l'attuale gestione delle aziende sanitarie locali (ASL) impone ai medici di famiglia di svolgere compiti burocratici (che spetterebbero al personale amministrativo dei Distretti, NOD, INPS, INAIL, che ne limitano l'efficienza e l'efficacia. La normativa attuale non li considera lavoratori dipendenti giuridicamente, negando loro benefici quali ferie retribuite o TFR (trattamento di fine rapporto), ma, le ASL e i Politici li vorrebbero costringere alla stregua di lavoratori dipendenti, senza alcun riconoscimento dei diritti tutelati dalla Costituzione per i dipendenti.

Questo aumento di incombenze e limitazioni anche alla luce della proposta di legge in discussione in Parlamento (si riporta link sotto) obbligherebbe i medici di famiglia a una dipendenza gestionale non sostenibile sia sotto l'aspetto umano ma soprattutto in netto contrasto con il Testo Unico del Pubblico impiego (DL 165/2001) (regime delle incompatibilità per i lavoratori dipendenti dello Stato: se sei dipendenti, non puo essere autonomo/libero professionista, imprenditore individuale.

Il decisore politico, deve assumersi la responsabilità di imporre la dipendenza per legge, eliminando l'attuale regime in "convenzione", e garantendo TFR, malattie, etc... garantendo strutture dove il medico di famiglia deve operare (e non più a Sue spese affitto, mutuo ambulatorio, spese gestionali, rifiuti speciali, etc...) e spostando tutti i contributi versati all'EMPAM verso l'INPS (Empan verrebbe sopprresso....) oppure la deve smettere di imporre ai medici di famiglia di fare il lavoro dei dipendenti (Ospedalieri, ambulatoriali dei distretti, NOD, della ASL)...

La soluzione è semplice e chiara: le ASL dovrebbero seguire l'esempio dato con il personale infermieristico (assunti con fondi PNRR) e assumere nuovi medici (con fondi PNRR) per assegnarli alle case della salute o ai distretti sanitari.

Questo permetterebbe ai medici di famiglia di concentrarsi sulla vera essenza della loro professione e loro lavoro: la cura dei pazienti, senza essere gravati da responsabilità burocratiche inutili e non previste dal loro lavoro.

Riteniamo che sia imperativo preservare la libertà professionale dei medici di famiglia, permettendo loro di operare come liberi professionisti e individuali imprenditori. È essenziale ridurre l'onere burocratico che impedisce loro di offrire il meglio ai propri pazienti.


Purtroppo con l'Entrata in vigore dell'Accordo Collettivo Nazionale del 2024 con decorrenza 01/01/2025, tutti i medici di famiglia assunti (convenzionati) da tale data confluiscono nel cosiddetto RUOLO UNICO dei medici di medicina generale.

I medici del ruolo unico devono essere liberi professionisti per la gestione dell'ambulatorio e dei pazienti (con tutti i rischi di impresa, spese, etc..., senza alcune tutele, senza TFR, senza malattia,...) ma novità, essere anche lavoratori dipendenti sotto la diretta gestione e organizzazione del lavoro presso le Case della Salute "per fare il lavoro di altre figure" non assunte.

Lo Stato non vuole utilizzare le risorse del PNRR per assumere i medici nelle case della salute, ma vuole a costo zero, "schiavizzare" i medici di famiglia e guardie mediche per coprire h24 le case della salute.

Tale rischio ricadrebbe nei pazienti che si troveranno senza medico di famiglia. Infatti negli ultimi due anni, pochissimi nuovi medici diventano medico di famiglia proprio per la riforma in atto che li snaturerebbe e priverebbe il paziente del medico di famiglia.

Ogni anno in tutta Italia, nessun giovane Laureato, vuole fare il medico di famiglia..... e i ns politici continuano nell'opera di distruzione del SSN.

I Politici però non sanno, o meglio, fanno finta volontariamente di non sapere, che il medico di famiglia non presta servizio soltanto nell'orario di apertura dello studio da lunedì a venerdì, che varia in base al ACN al numero di pazienti , ma svolge tutte le attività di back office fuori orario ufficiale e a titolo di esempio visite a domicilio dei pazienti anziani, allettati, ADI, etc.., scansiona la documentazione nel gestionale, esamina le analisi etc.. che non potrebbe fare durante le ore di apertura dello Studio. 

Adesso con la possibile ulteriore riforma (distruttiva in discussione in Parlamento promossa dal partito di centro Dx) del ruolo del medico di famiglia, lo stesso dovrebbe, terminato il suo orario di servizio in studio, prestare obbligatoriamente ore di servizio nelle case della salute.

Infine, la salute e risposo psicofisico del medico di famiglia non interessa a nessuno.....

BASTA...... 

Link proposta di legge in discussione

Vi invitiamo a unirvi a noi in questa battaglia per una sanità migliore, firmando questa petizione per bloccare la distruzione del SSN, tanto invidiato all'Estero, ma poco di interesse per i ns politici.

Facciamo sentire la nostra voce per il bene dei nostri medici di famiglia e soprattutto per il bene dei pazienti , bloccando tale processo normativo di distruzione del ruolo del medico di famiglia.

avatar of the starter
Nicola MartorellaPromotore della petizione

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Il problema

I medici di famiglia, noti anche come Medici di Medicina Generale (MMG), svolgono un ruolo cruciale nella cura dei pazienti. Questi professionisti dedicati lavorano ininterrottamente, sia durante le ore di ambulatorio, sia fuori orario, per visitare pazienti allettati, anziani e coloro che necessitano di assistenza domiciliare integrata (ADI). Il loro impegno va ben oltre le normali ore di apertura degli studi e spesso si estende a sacrificare tempo ed energia al di là dei limiti lavorativi tradizionali.

Tuttavia, l'attuale gestione delle aziende sanitarie locali (ASL) impone ai medici di famiglia di svolgere compiti burocratici (che spetterebbero al personale amministrativo dei Distretti, NOD, INPS, INAIL, che ne limitano l'efficienza e l'efficacia. La normativa attuale non li considera lavoratori dipendenti giuridicamente, negando loro benefici quali ferie retribuite o TFR (trattamento di fine rapporto), ma, le ASL e i Politici li vorrebbero costringere alla stregua di lavoratori dipendenti, senza alcun riconoscimento dei diritti tutelati dalla Costituzione per i dipendenti.

Questo aumento di incombenze e limitazioni anche alla luce della proposta di legge in discussione in Parlamento (si riporta link sotto) obbligherebbe i medici di famiglia a una dipendenza gestionale non sostenibile sia sotto l'aspetto umano ma soprattutto in netto contrasto con il Testo Unico del Pubblico impiego (DL 165/2001) (regime delle incompatibilità per i lavoratori dipendenti dello Stato: se sei dipendenti, non puo essere autonomo/libero professionista, imprenditore individuale.

Il decisore politico, deve assumersi la responsabilità di imporre la dipendenza per legge, eliminando l'attuale regime in "convenzione", e garantendo TFR, malattie, etc... garantendo strutture dove il medico di famiglia deve operare (e non più a Sue spese affitto, mutuo ambulatorio, spese gestionali, rifiuti speciali, etc...) e spostando tutti i contributi versati all'EMPAM verso l'INPS (Empan verrebbe sopprresso....) oppure la deve smettere di imporre ai medici di famiglia di fare il lavoro dei dipendenti (Ospedalieri, ambulatoriali dei distretti, NOD, della ASL)...

La soluzione è semplice e chiara: le ASL dovrebbero seguire l'esempio dato con il personale infermieristico (assunti con fondi PNRR) e assumere nuovi medici (con fondi PNRR) per assegnarli alle case della salute o ai distretti sanitari.

Questo permetterebbe ai medici di famiglia di concentrarsi sulla vera essenza della loro professione e loro lavoro: la cura dei pazienti, senza essere gravati da responsabilità burocratiche inutili e non previste dal loro lavoro.

Riteniamo che sia imperativo preservare la libertà professionale dei medici di famiglia, permettendo loro di operare come liberi professionisti e individuali imprenditori. È essenziale ridurre l'onere burocratico che impedisce loro di offrire il meglio ai propri pazienti.


Purtroppo con l'Entrata in vigore dell'Accordo Collettivo Nazionale del 2024 con decorrenza 01/01/2025, tutti i medici di famiglia assunti (convenzionati) da tale data confluiscono nel cosiddetto RUOLO UNICO dei medici di medicina generale.

I medici del ruolo unico devono essere liberi professionisti per la gestione dell'ambulatorio e dei pazienti (con tutti i rischi di impresa, spese, etc..., senza alcune tutele, senza TFR, senza malattia,...) ma novità, essere anche lavoratori dipendenti sotto la diretta gestione e organizzazione del lavoro presso le Case della Salute "per fare il lavoro di altre figure" non assunte.

Lo Stato non vuole utilizzare le risorse del PNRR per assumere i medici nelle case della salute, ma vuole a costo zero, "schiavizzare" i medici di famiglia e guardie mediche per coprire h24 le case della salute.

Tale rischio ricadrebbe nei pazienti che si troveranno senza medico di famiglia. Infatti negli ultimi due anni, pochissimi nuovi medici diventano medico di famiglia proprio per la riforma in atto che li snaturerebbe e priverebbe il paziente del medico di famiglia.

Ogni anno in tutta Italia, nessun giovane Laureato, vuole fare il medico di famiglia..... e i ns politici continuano nell'opera di distruzione del SSN.

I Politici però non sanno, o meglio, fanno finta volontariamente di non sapere, che il medico di famiglia non presta servizio soltanto nell'orario di apertura dello studio da lunedì a venerdì, che varia in base al ACN al numero di pazienti , ma svolge tutte le attività di back office fuori orario ufficiale e a titolo di esempio visite a domicilio dei pazienti anziani, allettati, ADI, etc.., scansiona la documentazione nel gestionale, esamina le analisi etc.. che non potrebbe fare durante le ore di apertura dello Studio. 

Adesso con la possibile ulteriore riforma (distruttiva in discussione in Parlamento promossa dal partito di centro Dx) del ruolo del medico di famiglia, lo stesso dovrebbe, terminato il suo orario di servizio in studio, prestare obbligatoriamente ore di servizio nelle case della salute.

Infine, la salute e risposo psicofisico del medico di famiglia non interessa a nessuno.....

BASTA...... 

Link proposta di legge in discussione

Vi invitiamo a unirvi a noi in questa battaglia per una sanità migliore, firmando questa petizione per bloccare la distruzione del SSN, tanto invidiato all'Estero, ma poco di interesse per i ns politici.

Facciamo sentire la nostra voce per il bene dei nostri medici di famiglia e soprattutto per il bene dei pazienti , bloccando tale processo normativo di distruzione del ruolo del medico di famiglia.

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Nicola MartorellaPromotore della petizione

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Petizione creata in data 6 marzo 2026