Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole

Il problema

Dall’anno scolastico 2012/2013 il Registro Elettronico è obbligatorio per legge anche come strumento di comunicazione ufficiale con le famiglie.

Oggi però non è un servizio pubblico ed è fornito da aziende private a cui le singole autonomie scolastiche pagano un canone annuale; quindi il Registro Elettronico cambia da una scuola all’altra.

Inoltre "La Stampa" negli scorsi giorni ha fatto emergere una deriva preoccupante data dalla natura privata, frammentata e non regolamentata del Registro Elettronico: l’inserimento in una delle app, di una singola azienda, per la gestione del registro, di contenuti extra comprendenti giochi (visualizzati in forma di feed a imitazione dei social network) e presentazione di servizi commerciali quali tutoraggio online, consulenze psicoterapeutiche, corsi di lingua, prestiti studenteschi. 

Alla luce di questi elementi, chiediamo che il Ministero dell’Istruzione e del Merito sviluppi un Registro Elettronico unico che possa essere messo a disposizione delle scuole gratuitamente in modo uniforme sul territorio nazionale, come già avviene in altri Paesi europei.

Un Registro Elettronico pubblico presenta diversi vantaggi:

  • Innanzi tutto consente un risparmio per i bilanci delle scuole sui quali attualmente grava il canone annuale di noleggio (con una stima approssimativa di circa 5.000 euro annui per circa 7500 autonomie scolastiche, oggi si spendono oltre 37 milioni di euro)
  • Garantisce l’assenza di contenuti inappropriati e non coerenti la funzione
  • Garantisce sicurezza nella gestione dei dati che rimarrebbero esclusivamente in mano pubblica
  • Semplifica la vita alle famiglie, ai docenti e alle segreterie didattiche, evitando di dover familiarizzare e imparare a usare strumenti anche molto diversi
  • Facilita una riflessione collettiva e necessaria sulla regolamentazione dell’uso del Registro Elettronico che tenga conto anche degli ultimi studi nazionali e internazionali sul Benessere Digitale (per evitare che venga consultato in modo compulsivo in attesa di compiti e voti) e della coerenza con le Indicazioni Nazionali sulla valutazione.

In attesa che venga realizzato un Registro Elettronico unico per tutte le autonomie scolastiche, chiediamo altresì al Ministro Giuseppe Valditara che vengano immediatamente elaborate delle linee guida alle quali le singole aziende private debbano attenersi.

Giovanna Garrone, genitore

Federica Patti, genitore e insegnante

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Il problema

Dall’anno scolastico 2012/2013 il Registro Elettronico è obbligatorio per legge anche come strumento di comunicazione ufficiale con le famiglie.

Oggi però non è un servizio pubblico ed è fornito da aziende private a cui le singole autonomie scolastiche pagano un canone annuale; quindi il Registro Elettronico cambia da una scuola all’altra.

Inoltre "La Stampa" negli scorsi giorni ha fatto emergere una deriva preoccupante data dalla natura privata, frammentata e non regolamentata del Registro Elettronico: l’inserimento in una delle app, di una singola azienda, per la gestione del registro, di contenuti extra comprendenti giochi (visualizzati in forma di feed a imitazione dei social network) e presentazione di servizi commerciali quali tutoraggio online, consulenze psicoterapeutiche, corsi di lingua, prestiti studenteschi. 

Alla luce di questi elementi, chiediamo che il Ministero dell’Istruzione e del Merito sviluppi un Registro Elettronico unico che possa essere messo a disposizione delle scuole gratuitamente in modo uniforme sul territorio nazionale, come già avviene in altri Paesi europei.

Un Registro Elettronico pubblico presenta diversi vantaggi:

  • Innanzi tutto consente un risparmio per i bilanci delle scuole sui quali attualmente grava il canone annuale di noleggio (con una stima approssimativa di circa 5.000 euro annui per circa 7500 autonomie scolastiche, oggi si spendono oltre 37 milioni di euro)
  • Garantisce l’assenza di contenuti inappropriati e non coerenti la funzione
  • Garantisce sicurezza nella gestione dei dati che rimarrebbero esclusivamente in mano pubblica
  • Semplifica la vita alle famiglie, ai docenti e alle segreterie didattiche, evitando di dover familiarizzare e imparare a usare strumenti anche molto diversi
  • Facilita una riflessione collettiva e necessaria sulla regolamentazione dell’uso del Registro Elettronico che tenga conto anche degli ultimi studi nazionali e internazionali sul Benessere Digitale (per evitare che venga consultato in modo compulsivo in attesa di compiti e voti) e della coerenza con le Indicazioni Nazionali sulla valutazione.

In attesa che venga realizzato un Registro Elettronico unico per tutte le autonomie scolastiche, chiediamo altresì al Ministro Giuseppe Valditara che vengano immediatamente elaborate delle linee guida alle quali le singole aziende private debbano attenersi.

Giovanna Garrone, genitore

Federica Patti, genitore e insegnante

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Petizione creata in data 10 marzo 2025