Preserviamo le aree verdi del Montebellunese: prendiamo parte al cambiamento, dal piccolo!


Preserviamo le aree verdi del Montebellunese: prendiamo parte al cambiamento, dal piccolo!
Il problema
Oggi vi racconto una storia triste, che però speriamo abbia un lieto fine.
Siamo a pochi passi dal centro di Montebelluna, all’altezza del passaggio a livello tra Via Bergamo e Via Trevignano. Stiamo parlando di un meraviglioso boschetto, piantumato circa 20 anni fa con i fondi europei e con l’intenzione che resti. A due passi dal centro, quest’area è un’oasi per gli animali, e c’è di tutto! Lepri, uccelli di tutti i tipi… Vivono in armonia con i bellissimi alberi e campi agricoli che fanno parte di questo polmone verde di campagna: qui troviamo alberi da frutta, piantagioni di grano ed un vigneto antico. Purtroppo, per il progetto di cui vi parlerò oggi, un progetto ormai vecchio di 10 anni, tutto questo verrà al raso al suolo.
Il sottopasso in questa zona è un’opera giustamente richiesta dalla comunità e fa parte di un progetto che richiede la creazione di 4 sottopassi lungo la linea. Purtroppo, la soluzione scelta dalla regione tra varie alternative prevede una bretella che squarcerebbe tutta quest’area: in conclusione, tutto verrebbe asfaltato e cementificato.
Da quando è stata elettrificata la linea ferroviaria verso Padova, un anno fa circa, i nuovi treni elettrici sono puntuali ed il passaggio a livello resta chiuso 2 minuti e mezzo, al massimo 3 minuti e mezzo, tanto quanto un semaforo rosso qualsiasi: il disagio di un tempo, quando i treni avevano frequenti problemi e ritardi, è ormai acqua passata.
La prima volta che sentii parlare di questo progetto, mi preoccupai subito di capire quanto potesse essere impattante per l’ambiente e per il consumo di suolo, trovando momentanee rassicurazioni. Poi, successe che ne parlai a mia figlia, che allora aveva 16 anni. Lei ascoltò attentamente e mi disse: “Papà, ma che senso ha distruggere un’oasi di questo tipo per due treni all’ora? Non è una cosa intelligente.”
La sua risposta, così semplice eppure così significativa, mi ha aperto la mente sul percorso che stavamo facendo. Questi giovani hanno una sensibilità che forse noi avevamo dimenticato.
Pensavo di essere solo in questi pensieri, invece ho scoperto che un po’ tutti i vicinanti sono rimasti sconvolti quando, senza essere mai stati avvisati o interpellati sul progetto, ne sono venuti a conoscenza circa un mese fa.
Nel frattempo si è creato questo comitato informale con cui abbiamo presentato le nostre osservazioni alla Regione Veneto e alle Ferrovie dello Stato, ossia gli enti preposti a questo progetto, chiedendone una seria revisione. Puntiamo a ritenerlo fuori tempo, perchè pensato circa 10 anni fa, prima che le sensibilità verso i temi ambientali si rafforzassero e ci facessero capire l’urgenza con cui dovremmo cambiare le nostre prospettive. Le nuove riflessioni politiche e sociali stanno cambiando le premesse sul consumo di suolo, sulle opere pubbliche, sulla cementificazione. Se vogliamo fare la differenza, dobbiamo partire dal piccolo, e nella nostra comunità la salvaguardia di quest’area può essere un punto da dove partire con una nuova visione, che tenga conto delle nostre necessità e anche delle necessità della natura.
Grazie per aver letto la nostra presentazione e grazie di cuore se firmerai!

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Il problema
Oggi vi racconto una storia triste, che però speriamo abbia un lieto fine.
Siamo a pochi passi dal centro di Montebelluna, all’altezza del passaggio a livello tra Via Bergamo e Via Trevignano. Stiamo parlando di un meraviglioso boschetto, piantumato circa 20 anni fa con i fondi europei e con l’intenzione che resti. A due passi dal centro, quest’area è un’oasi per gli animali, e c’è di tutto! Lepri, uccelli di tutti i tipi… Vivono in armonia con i bellissimi alberi e campi agricoli che fanno parte di questo polmone verde di campagna: qui troviamo alberi da frutta, piantagioni di grano ed un vigneto antico. Purtroppo, per il progetto di cui vi parlerò oggi, un progetto ormai vecchio di 10 anni, tutto questo verrà al raso al suolo.
Il sottopasso in questa zona è un’opera giustamente richiesta dalla comunità e fa parte di un progetto che richiede la creazione di 4 sottopassi lungo la linea. Purtroppo, la soluzione scelta dalla regione tra varie alternative prevede una bretella che squarcerebbe tutta quest’area: in conclusione, tutto verrebbe asfaltato e cementificato.
Da quando è stata elettrificata la linea ferroviaria verso Padova, un anno fa circa, i nuovi treni elettrici sono puntuali ed il passaggio a livello resta chiuso 2 minuti e mezzo, al massimo 3 minuti e mezzo, tanto quanto un semaforo rosso qualsiasi: il disagio di un tempo, quando i treni avevano frequenti problemi e ritardi, è ormai acqua passata.
La prima volta che sentii parlare di questo progetto, mi preoccupai subito di capire quanto potesse essere impattante per l’ambiente e per il consumo di suolo, trovando momentanee rassicurazioni. Poi, successe che ne parlai a mia figlia, che allora aveva 16 anni. Lei ascoltò attentamente e mi disse: “Papà, ma che senso ha distruggere un’oasi di questo tipo per due treni all’ora? Non è una cosa intelligente.”
La sua risposta, così semplice eppure così significativa, mi ha aperto la mente sul percorso che stavamo facendo. Questi giovani hanno una sensibilità che forse noi avevamo dimenticato.
Pensavo di essere solo in questi pensieri, invece ho scoperto che un po’ tutti i vicinanti sono rimasti sconvolti quando, senza essere mai stati avvisati o interpellati sul progetto, ne sono venuti a conoscenza circa un mese fa.
Nel frattempo si è creato questo comitato informale con cui abbiamo presentato le nostre osservazioni alla Regione Veneto e alle Ferrovie dello Stato, ossia gli enti preposti a questo progetto, chiedendone una seria revisione. Puntiamo a ritenerlo fuori tempo, perchè pensato circa 10 anni fa, prima che le sensibilità verso i temi ambientali si rafforzassero e ci facessero capire l’urgenza con cui dovremmo cambiare le nostre prospettive. Le nuove riflessioni politiche e sociali stanno cambiando le premesse sul consumo di suolo, sulle opere pubbliche, sulla cementificazione. Se vogliamo fare la differenza, dobbiamo partire dal piccolo, e nella nostra comunità la salvaguardia di quest’area può essere un punto da dove partire con una nuova visione, che tenga conto delle nostre necessità e anche delle necessità della natura.
Grazie per aver letto la nostra presentazione e grazie di cuore se firmerai!

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Petizione creata in data 29 novembre 2021