No alla caccia in Toscana. Stop all'uccisione di Animali innocenti.

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ORBETELLO – TOSCANA. L'attività venatoria si vuole diffondere maggiormente in una regione già di per sé molto famosa per gli spari da fucile. I cacciatori, nonostante rappresentino coloro che uccidono Animali unicamente per svago, sono la categoria più protetta dalla legge italiana e sembra davvero paradossale come questa pratica sia così retrograda e largamente diffusa allo stesso tempo.
La caccia da sempre ha rappresentato un sistema di sostentamento per l'essere Umano, soprattutto in epoche in cui la ricerca di carne era fondamentale per la sopravvivenza. Oggi per fortuna non è più così ed egli può nutrirsi tranquillamente, ed in assoluta pace e libertà, di sani e buoni vegetali. Ecco perchè la caccia rappresenta solo ed esclusivamente un sistema opportunista per crearsi alibi di gioco ed intrattenimento utili ad uccidere esseri viventi innocenti. L'attività venatoria italiana è permessa e regolamentata dalle legge 157 “norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio”. La legge 157 ha innanzitutto “l’obiettivo di stabilire le norme per la protezione degli Animali selvatici e, di conseguenza, fissa le regole generali per lo svolgimento dell’esercizio venatorio.” Stabilisce la programmazione della caccia attraverso i Piani Faunistici con i quali le Regioni devono adoperarsi per la conservazione e la salvaguardia delle specie Animali. Ma è davvero così? La regolamentazione stabilisce poi la suddivisione del territorio in ATC (ambiti territoriali di caccia) dove la zona di Orbetello è già interessata e quindi soggetta ad attività venatoria. Non si capisce dunque il motivo per cui si debba creare un ennessima opportunità adibita a sterminio e sofferenza per creature innocenti. Non ha senso, anzi si cerca di far passare quest'ignobile iniziativa come sostegno alla conservazione della popolazione animale e ad una maggiore tutela del territorio. Come sempre i cacciatori mentono spudoratamente sulle loro reali intenzioni, ossia uccidere ad ogni costo perchè gli piace, perchè è divertente, e perchè per loro costituisce un pregio da sfoggiare a piacimento. L'orgoglio e la sfacciataggine con cui manifestano le loro battute di caccia è pari solo al risultato finale: sdegno e vergogna per le vittime.

I cacciatori di Orbetello cercano di riprendersi le loro tradizioni con l'ausilio del sindaco Andrea Casamenti che esulta per questa “magnifica” iniziativa: “Una risposta importante al mondo della caccia.” Ed anche l'assessore Stefano Covitto afferma con convinzione che la caccia in laguna rappresenta le radici di Orbetello che non vanno cancellate ma anzi rispolverate con orgoglio. La Regione Toscana aveva già avvantaggiato in passato la creazione di aziende varie per stimolare la venatoria locale, sinonimo (a loro dire) di “tutela ambientale e gestione dell’ambiente naturale e faunistico”. Ed ora dispone dell'ultima parola per autorizzare questo ennesimo abominio.

Venatorio significa in etimologia “assalire, aggredire, combattere, perseguitare”. Chiamiamo dunque le cose con il loro vero nome, e non con ipocrite terminologie opportuniste.

Chi ha cuore e rispetto per gli Animali non può restare inerme di fronte a questo ripetuto sopruso. Non si può far finta di niente quando una società anzichè progredire moralmente regredisce miseramente. Sparare contro Animali indifesi deve essere un reato, oltre che un crimine ritenuto socialmente inaccettabile. In Italia sono attualmente cacciabili 12 specie di Mammiferi e 34 specie di Uccelli. Tra gli Uccelli cacciati, 19 specie si trovano attualmente in uno stato di conservazione sfavorevole, cioè con popolazioni che stanno subendo un declino della consistenza numerica. Anche in questo caso la caccia, secondo quanto stabilito dalla legge 157, dovrebbe essere vietata, ovvero permessa con forti limitazioni e solo a fronte di specifici piani di gestione. Questo invece non avviene!

Chiediamo dunque alla Regione Toscana di non autorizzare questo ulteriore scempio animale, ambientale e culturale.

La protesta è supportata dall'Associazione Vegani Italiani la quale nella persona del presidente Renata Balducci afferma: “Non si può tollerare una scelta unilaterale che lede animali, territorio e salute pubblica disseminando cartucce inquinanti sul terreno.  Ci opporremo con energia affinché la Regione Toscana non approvi questo progetto che costituisce un vero oltraggio ad un territorio meraviglioso e al rispetto della vita in ogni sua espressione.“
Marilù Mengoni, biologa nutrizionista e psicologa membro del Comitato Scientifico di AssoVegan Associazione Vegani Italiani Onlus appassionata frequentatrice della zona, aggiunge: “La nostra proposta è quella di abolire totalmente la caccia e proporre un vero Ecoturismo con sentieri, piste ciclabili e tanto altro per far conoscere e rispettare il territorio e l’ambiente naturale! Tutto l’Argentario è da tutelare ed è inammissibile la caccia che va a compromettere un delicato ecosistema”.

Fonte Promiseland.it


Di seguito il comunicato ufficiale di AssoVegan:

“SCANDALOSO RIPRISTINO DELLA CACCIA IN LAGUNA A ORBETELLO: ASSOVEGAN NON CI STA

In riva alla laguna di Orbetello nascerà un’azienda faunistica venatoria. La stampa locale riporta che in quella zona i cacciatori tentano di riprendersi le loro tradizioni e che l'azienda nascerà in zone a ridosso dell'area dove è già consentita la caccia.

La notizia diramata dal Comune e dal Sindaco Andrea Casamenti arriva a bomba a sconvolgere chi ha una coscienza protezionista animale ed ambientale in una Regione, la Toscana, che tradizionalmente tende a tutelare i cacciatori in primis. Tanto è che l'assessore Stefano Covitto rilancia la notizia sottolineando che: "La caccia in laguna ha una storia che va oltre il mero aspetto venatorio. Fa parte delle radici di Orbetello, basti pensare alle tese alle folaghe o alla caccia in botte".

"AssoVegan Associazione Vegani Italiani - ribatte la Presidente Renata Balducci - non può tollerare una scelta unilaterale che lede animali, territorio e salute pubblica disseminando cortucce inquinanti sul terreno. Ci opporremo con energia affinché la Regione Toscana non approvi questo progetto che costituisce un vero oltraggio ad un territorio meraviglioso e al rispetto della vita in ogni sua espressione".

A sottolineare lo sfregio al territorio e alle ragioni animali e ambientali una nota sottoscritta dal Comitato Etico AssoVegan ricorda che sin dal 1977 la laguna di Orbetello (Grosseto) fu dichiarata zona umida di importanza internazionale ai sensi della convenzione di Ramsar e nel 1998 fu istituita la attuale Riserva naturale Laguna di Orbetello, con la confinante Riserva naturale Laguna di Orbetello di Ponente, gestita dal WWF Italia. L'area della riserva e quanto contiguo devono essere protetti da spari e azioni di disturbo perché sono la "nursery" di tante specie di volatili che vi depositano le uova e accudiscono la prole fino all'autonomia così come vi cercano rifugio tante altre specie animali. Ricordiamo che l'Oasi WWF di Orbetello è la più importante laguna del Tirreno e che da qui è possibile avvistare il cavaliere d'Italia, elegante uccello acquatico.

Marilù Mengoni, biologa nutrizionista e psicologa membro del Comitato Scientifico AssoVegan appassionata frequentatrice della zona replica: “La nostra proposta è quella di abolire totalmente la caccia e proporre un vero ecoturismo con sentieri, piste ciclabili e tanto altro per far conoscere e rispettare il territorio e l'ambiente naturale! All'Argentario è inammissibile che ci sia la caccia. I cacciatori alimentano durante tutto l'anno i cinghiali per creare il sovrappopolamento e poterli abbattere durante la stagione venatoria che vorrebbero sempre più lunga".

Incommentabile la dichiarazione del Sindaco di Orbetello che parlando dell'azienda faunistica ha affermato ai quotidiani: "Per l’Amministrazione è una risposta importante al mondo della caccia", aggiungendo che sono state ascoltate le richieste degli orbetellani. Sono invece in tanti i cittadini che vorrebbero riappropriarsi del territorio, non sentire spari, vedere fucili e cadaveri animali... ma forse per il Sindaco sono cittadini di serie B.”



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