Petizione Infermieri Pediatrici: INSIEME SI PUO' VINCERE

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L’esigenza di un’urgente e non più procrastinabile provvedimento di risoluzione della palese ingiustizia e iniquità che continua a perpetrarsi a danno del personale Laureato in Infermieristica Pediatrica. gli infermieri pediatrici hanno la necessità di un riconoscimento regionale e nazionale

Petizione: 

L’esigenza di un’urgente e non più procrastinabile provvedimento di risoluzione della palese ingiustizia e iniquità che continua a perpetrarsi a danno del personale Laureato in Infermieristica Pediatrica, nasce dalla lapalissiana constatazione che, a causa di un’assente politica di programmazione del fabbisogno del personale nelle aree pediatriche (Tabella Conferenza Stato Regioni), oltre che ad un’incomprensibile possibilità di compensazione creditizia per il raggiungimento della possibilità di poter erogare assistenza in area generale (Vedasi Interrogazione Parlamentare del 23.05.2013 n. 500174 – Risposta del 29.05.2013), ad oggi, a tale professionista rimane preclusa o affievolita la possibilità d’impiego, con notevole sofferenza, svilimento e demotivazione individuale e professionale dei laureati, spreco di risorse della P.A. per la formazione, oltre ad un chiaro e manifesto disconoscimento del Valore Legale del titolo di studio della Laurea.
Nonostante tale problema collettivo, nazionale e potremmo dire sociale, giacché interessa, seppur negativamente, migliaia di professionisti sanitari su tutto il territorio nazionale, con ripercussioni soprattutto sulla tutela della salute dei minori e per quanto meno vitale, ma altrettanto serio, le finanze dello Stato; sia stato rappresentato ai vertici della Pubblica amministrazione Nazionale e Regionale e sebbene le risposte alle seguenti Interrogazioni Parlamentari e Mozioni Parlamentari (5-00174 del 27.05.13; 4-18561 del 12.11.17; 4-02048 del 03.10.2013; 9-1574-A/55; 4-05622 del 12.04.16; 5-01284 del 24.10.13; 3-00033 del 18.06.13), siano state sempre finalizzate alla risoluzione della disomogeneità, ancora oggi, tale difficoltà è attuale e priva di una vera programmazione per la sua risoluzione.
Oggi, con questa Petizione rivolta a tutti coloro che possono intervenire fattivamente si suggeriscono delle soluzioni che possono realmente risolvere la distonia che si è creata, consegnando strumenti utili all’Amministrazione ed ai professionisti per poter rivedere credibile la possibilità di un impiego.
Considerato che la specificità della figura professionale è data dalle conoscenze e dalle competenze che il professionista acquisisce durante la formazione universitaria triennale di base, che applica in relazione alle diverse patologie sia pediatriche sia dell’età evolutiva, promuovendo anche l’educazione alla salute, che l’approccio clinico assistenziale per i pazienti pediatrici e per quelli adulti è diverso per fisiopatologia e anatomia, nonché per componenti emotive e relazionali facilmente comprensibili, poiché sono intuitive e confermate da numerosi studi scientifici in ambito neonatologico e pediatrico la specificità dei trattamenti, delle terapie, dei dosaggi farmacologici per i pazienti pediatrici, nonché la presa in carico dell’intera famiglia (family care) essendo in presenza di minori.

Visto che nel 2001 è stata adottata in Italia la prima "Carta dei Diritti dei Bambini in Ospedale", resa esecutiva con Legge n. 176 del 27 maggio 1991.

Considerato che il “Codice del Diritto del minore alla salute e ai servizi" presentato presso il Ministero della Salute il 6 febbraio del 2013, rappresenta un notevole passo avanti verso la garanzia dei diritti dei minorenni in campo pediatrico sanitario, poiché si pone come obiettivo quello di fornire uno strumento di tutela dei minorenni che vivono le diverse realtà sanitarie nell’ottica prevista dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1989.
Considerata la previsione prevista dalla parte III “Minori e assistenza sanitaria”, che all’art. 6, c. 3, ed art. 12 recitano rispettivamente: art. 6: “In caso di ricovero in ospedale e dopo la sua dimissione, al fine di garantire la continuità assistenziale, il minore (in particolare se affetto da malattie croniche o disabilità), ha diritto di essere preso in carico da una rete multidisciplinare integrata, tra strutture universitarie o ospedaliere di riferimento e strutture sanitarie e sociali territoriali”, accordando il diritto alla continuità dei trattamenti, parallelamente dovevano essere previsti percorsi di transizione dalla gestione pediatrica a quella dell’adulto per tutte le patologie complesse, croniche e/o disabilitanti, secondo le modalità più appropriate a garantire la continuità dell’assistenza sanitaria; art. 12: “I minori hanno diritto di essere curati ed assistiti da medici, infermieri e altri professionisti sanitari che abbiano una specifica formazione di base o una specializzazione post-laurea in ambito pediatrico e adolescenziale”.
Al fine di individuare strategie per ovviare ed evitare il rischio di abuso di esercizio della professione penalmente rilevante ai sensi dell’art. 348 c.p.

Considerato che all’Infermieristica Generale, nonostante l’Infermieristica Pediatrica eserciti con una sua specificità storica e scientifica assistenza in un determinato stadio dello sviluppo dell'uomo che ha proprie specializzazioni: “pretermine, neonato a termine, lattante, bambino prescolare, bambino scolare, adolescente”, previo conseguimento di un Master Universitario di durata annuale è lapalissiano che non si possa negare che anche l’iter formativo, anch’esso triennale, dell’Infermiere Pediatrico non possa essee integrato da una formazione accademica annuale per l’esercizio delle funzioni correlate all’assistenza generale.

Tutto ciò premesso, al fine di mettere finalmente fine a questa distonia Amministrativa, Politica, Accademica, Umana e Professionale, si chiede di voler intervenire affinché si possano perfezionare i provvedimenti di seguito indicati:

1) Istituzione di un Master Universitario di 1° Livello che consenta di integrare la formazione degli Infermieri Pediatrici, al fine di poter erogare l’assistenza anche in Infermieristica Generale.

2) Previsione di impiego nelle Aree Pediatriche solo ed esclusivamente a personale Infermieristico in possesso di laurea in infermiristica Pediatrica.

3) Previsione d’impiego nelle scuole fino alla maturità solo ed esclusivamente a personale Infermieristico in possesso di laurea in infermiristica Pediatrica.

4) Previsione di istituire la figura dell’Infermiere Pediatrico di famiglia, in collaborazione con il Pediatra.

5) Previsione d’impiego dell’Infermiere Pediatrico nelle attività ricettive di minori facenti capo ad associazioni o strutture private, ONLUS, dello Stato, Enti locali vari, etc.


Rappresentante infermierei pediatrici Sicilia
ROMANO ROSALIA TINDARA

 



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