IMPEDIRE LA REALIZZAZIONE DI UN INCENERITORE DI RIFIUTI E DI CAR FLUFF IN VALLE TROMPIA

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NON  BRUCIAMO IL NOSTRO PRESENTE ED IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI

IMPEDIAMO CHE SI POSSANO "BRUCIARE" RIFIUTI PERICOLOSI E NON A RIDOSSO DI SCUOLE, STRUTTURE PUBBLICHE ED ABITATIVE.

IMPEDIAMO CHE ANCORA UNA VOLTA PREVALGANO GLI INTERESSI PRIVATI A DISCAPITO DELLA SALUTE PUBBLICA.

LA PROVINCIA DI BRESCIA HA IL TRISTE PRIMATO DI ESSERE CONSIDERATA LA TERRA DEI FUOCHI DEL NORD.   INIZIAMO A DIRE BASTA

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“LIBERI CITTADINI PER LA SALUTE”  

E' il nome dell'associazione nata senza alcuna appartenenza politica con l’obiettivo dichiarato di scongiurare ogni tipo di pericolo per la salute pubblica degli abitanti della Valle Trompia (BS) e di promuovere un ambiente ed un contesto vivibile senza dover pagare un prezzo in vite umane.  Il comitato contrasta la richiesta di industrializzazione di un impianto di trasformazione di rifiuti  (SARES GREEN) attivo nel comune di Sarezzo in via sperimentale ormai da 4 anni.

Impedire la costruzione di un impianto di trasformazione di rifiuti in Valtrompia  non significa ostacolare il progresso.

UN IMPIANTO TRA PREOCCUPAZIONE E RISCHI

Sares Green è’ un’azienda che ha acquisito il brevetto  per la trasformazione di rifiuti  attraverso un processo di craking termocatalitico affermando di voler arrivare a trasformare 65.000 ton/anno di rifiuti speciali.

E’ proprio il  processo di trasformazione utilizzato (cracking termo-catalitico)  che  evidenzia una serie di  criticità:

- Potenziale presenza di significative quantità di cloro nelle materie prime da trasformare (o come componente base di un polimero il PVC o come elemento chimico presente nei ritardanti di fiamma degli altri polimeri. Solo ultimamente si è passati a ritardanti di fiamma a base fosforo)

- Potenziale presenza di elevate quantità di metalli che fungono da catalizzatori per la produzione di PCB, diossine ecc.

- A causa della bassa temperatura di pirolisi si ha una elevata formazione di policlorobifenili (PCB) e altri IPA pericolosi come la benzo(a)pirene.

- Il chemgas inoltre (gas non condensati) può contenere gli elementi per la formazione di diossine e furani durante la combustione in caldaia (la circostanza è confermata dai dati di emissione durante la sperimentazione) e varia in funzione della tipologia di materiale trattato. Di conseguenza varia, in maniera non controllabile, anche la qualità delle emissioni del gas residui dalla sua combustione.

CONTESTO SANITARIO ALLARMANTE

 “Nell’Ats (ex Asl) di Brescia i tumori sono la prima causa di morte (33,6%), con una percentuale superiore rispetto alla media nazionale del 12 % nei maschi e del 6% delle donne. Tra le patologie oncologiche più diffuse in valle, e con una incidenza maggiore rispetto al resto della provincia, si registrano i tumori del fegato (+22%), del polmone (+11%) e del linfoma non Hodgkin (+15%).

Ogni ulteriore incremento dell’inquinamento atmosferico aumenta significativamente la già elevata incidenza di tali patologie nella popolazione.

Atteso il carattere sperimentale della tecnologia utilizzata grande preoccupazione desta la possibilità che tra le emissioni dell’impianto in oggetto possano essere presenti diossine, sostanze cancerogene in grado di accumularsi nell’ambiente in cui ricadono, e di raggiungere facilmente le falde acquifere.

Si ritiene, quindi, che nell’analisi globale relativa al possibile impatto associabile all’attività di Sares Green dovrebbero pesare non solo le emissioni puntuali, da caratterizzare qualitativamente e quantitativamente, ma anche il volume totale dei fumi emessi, a cui vanno sommate le emissioni del traffico pesante. Un eventuale limitato o parziale numero di informazioni dovrebbe comportare l’adozione automatica del principio di precauzione, al fine di tutelare la salute della popolazione.

L’impatto sulla salute dei cittadini di un’area certamente ben più estesa della limitrofa, poiché tutti i dati di letteratura scientifica concordano nell’attribuire ormai precise responsabilità all’inquinamento atmosferico, sia nelle sue componenti che nel loro insieme.

Dunque, essendo il contesto ambientale già ampiamente compromesso, è oltremodo urgente porre in essere qualsiasi atto utile alla salvaguardia della salute pubblica, attraverso divieti, vincoli specifici, restrizioni o prescrizioni vincolanti, finalizzati alla riduzione, ove possibile, degli impatti sul territorio.

INQUINAMENTO OLTRE I LIMITI CONSENTITI

La struttura produttiva si colloca in un contesto già decisamente antropizzato con più attività produttive già soggette ad AIA (autorizzazione integrata ambientale) e distanti meno di 1 km dalla struttura in oggetto.

Nella valutazione delle vulnerabilità del territorio emergono aspetti di pericolo:

• Il comune di Sarezzo risulta essere classificato in zona critica – Agglomerato di Brescia ai sensi dalla dgr.2605/2011

• L’impianto risulta essere inserito in una zona densamente abitata, vicino agli impianti sportivi, alla Scuola primaria, alla palestra, al parco pubblico, alla  Scuola dell’infanzia, a Luoghi di culto ed all’Ospedale

• la presenza nelle vicinanze di due corsi d’acqua il Mella e il Gombiera già ampiamente compromessi

In virtù di questi dati negli indici di impatto specifici si conclude che l’indice K9 (Zona residenziale a forte densità demografica) risulta essere ampiamente soprasoglia .

Negli indici di impatti cumulativi (emissioni) risultiamo essere soprasoglia per i seguenti inquinanti: PM10, NOx, SOx, CO, CO2, COV, NH3. Raggiungendo il valore di  750,1 > 500 valore limite.

Amministrare significa „PRENDERSI CURA” DEL BENE COMUNE

Riteniamo sia principio astrattamente condiviso quello per cui L’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA sia  l’espressione di una Comunità che incarica persone di indubbia capacità e specchiato valore morale per la gestione del bene collettivo.  In virtù di questo mandato riteniamo doveroso che i governanti si attivino per la salvaguardia della salute pubblica.

L’operato dell’amministratore dovrebbe quindi manifestare la diligenza del buon padre di famiglia, cioè deve mostrare quel complesso di cure e di cautele finalizzate alla soddisfazione

delle esigenze della collettività  che escludono, necessariamente, qualsiasi interesse o compromesso.

Il carattere sperimentale dell’iniziativa e le ambiguità che le sono connesse ha fatto si che l’amministrazione di Sarezzo, interpellata circa la richiesta di autorizzazione alla sperimentazione sin dal 2011, chiedesse  garanzie riguardanti il non ampliamento su scala industriale dell’impianto.  A distanza di 4 anni, l’amministrazione,  per il vero incalzata anche dal comitato portavoce  dalla popolazione,  sta valutando di incaricate dei tecnici per approfondire le tematiche scientifiche del progetto.  Ne prendiamo atto MA non bisogna più perdere tempo.  Una posizione attendista non può più essere accettata.

BISOGNA AGIRE SUBITO  PER NON BRUCIARE IL NOSTRO PRESENTE ED IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI

 Di seguito riportiamo documenti ed atti per motivare il nostro NO

 ·      Associazione Italiana di Epidemiologia

“Si può concludere che esistono prove convincenti dell’associazione tra l’esposizione alle emissioni degli impianti d’incenerimento di vecchia generazione (in particolare a diossine) e l’aumento di frequenza di tumori in alcune sedi.” “A causa del poco tempo trascorso dall’introduzione delle nuove tecnologie d’incenerimento e a causa della difficoltà di condurre studi di dimensioni sufficientemente grandi da rilevare eventuali effetti delle nuove concentrazioni dei tossici emessi, non sono ad oggi disponibili evidenze chiare di rischio legato agli impianti di nuova costruzione […] Anche i nuovi impianti d’incenerimento emettono sostanze tossiche di riconosciuta pericolosità”.

In conclusione, i nuovi inceneritori emettono in atmosfera sostanze (diossine, furani, metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici, particolato fine, ultrafine e nanoparticelle) simili a quelle prodotte dagli inceneritori di vecchia generazione. Esse sono associate in vario modo a gravi malattie (cancro, malattie cardiovascolari e respiratorie e neurodegenerative, infertilità alterazioni fetali, etc.,)3. Non potendo escludere questi rischi, riteniamo fondamentale adottare il principio di precauzione4 e indicare il trattamento a freddo dei rifiuti come unica alternativa praticabile per la salute dei cittadini, considerati gli aspetti critici delle tecnologie a caldo sopra menzionati. 

Comitato medici valle d’AOSTA

 Art. 2 del D.Lgs. 133/2005 … processi termici operanti in condizioni parzialmente ossidative (gassificazione) o in atmosfera inerte (pirolisi) dal punto di vista normativo sono equiparati alla combustione diretta dei rifiuti

·       Approfonditi studi e dibattiti hanno condotto la Valle d’Aosta ad indire un referendum per contrastare la costruzione di un  pirogassificatore.  Referendum vinto dai no.

Questa è la posizione espressa dalla Regione Valle D’Aosta. Perchè la Regione Lombardia dovrebbe esprimersi in maniera diversa?

Leggendo attentamente il documento di INDIVIDUAZIONE DELLE MIGLIORI TECNOLOGIE INNOVATIVE PER LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI DI PRETRATTAMENTO FINALIZZATI ALLA PRODUZIONE DI CDR DI QUALITÀ AD OGGI ESISTENTI si legge:

“Se si confrontano i diversi sistemi di trattamento a caldo (combustione/incenerimento e gassificazione/pirolisi), gli indicatori sembrerebbero più promettenti dal punto di vista ambientale, di recupero energetico e sottoprodotti per le nuove tecnologie; gli aspetti tecnici, gestionali ed i

costi devono ancora essere approfonditi, soprattutto in ordine al controllo del processo, affidabilità, manutenzione e sicurezza.”

I punti deboli ed oscuri della tecnologia di gassificazione e pirolisi sono:

1 - Aspetti tecnici: Problematiche tuttora irrisolte in merito a: pulizia del gas di sintesi, alimentazione, rifiuto e scorie residui, difficoltà di “scale up”, elevati consumi endogeni, ecc..

2 - Aspetti gestionali quali il Controllo del processo, l’affidabilità, la richiesta di manutenzione, la sicurezza: Non ancora dimostrati.

3 - Costi di investimento ed esercizio: Non facilmente definibili, ma similari a combustione (gli inceneritori) o superiori.

Senato della Repubblica - Commissione Ambiente - Roma - 24 settembre 2014

prof. Stefano Consonni - Dipartimento di Energia, Politecnico di Milano

Studio condotto su tre tipi di impianti

1. Pirolisi: dissociazione indotta fornendo calore in assenza di ossigeno. Il prodotto finale é un mix di solidi, liquidi e gas

2. Gasificazione: ossidazione parziale con ossigeno in quantità minore di quella necessaria per l'ossidazione totale. Il prodotto finale è un "gas di sintesi" o "syngas" composto di monossido di carbonio (CO), idrogeno (H2) e una varietà di altre specie

3. Combustione: ossidazione completa con eccesso di ossigeno. Il prodotto finale é un gas - spesso indicato come "fumi" - composto prevalentemente di anidride carbonica (CO2), vapor d'acqua (H2O), ossigeno (O2) e azoto (N2) 

Lo studio ha condotto ad affermare che Pirolisi e gassificazione NON sono tecnologie nuove.

IL SYNGAS  è tossico, esplosivo,  contaminato con inquinanti ed il suo trattamento è considerato CRUCIALE. Il Syngas è sensibile alle caratteristiche della materia prima.

·      Se il processo non è pericoloso perché la Regione Lombardia al punto 2.1 delle prescrizioni riporta testualmente:

Qualora si riscontrasse nelle emissioni la presenza di sostanze cancerogene, tossiche per la riproduzione o mutagene o di sostanze di tossicità e cumulabilità particolarmente elevate - come individuate alla Parte Quinta del d.lgs. 152/06, Allegato I, Parte II - ne dovrà essere data tempestiva comunicazione  a Regione Lombardia, alla Provincia di Brescia, ad A.R.P.A. dipartimento di Brescia ed al Comune di Sarezzo.

·      Per quanto riguarda le Industrie Insalubri:

Il Consiglio di Stato conferma i poteri dei Sindaci!

Una recentissima sentenza del Consiglio di Stato 27/5/2014 n. 2751 afferma principi chiarissimi sulla collocazione delle industrie insalubri nelle vicinanze di aree residenziali.  Stiamo parlando di una normativa che riconosce un rilevante potere, ai Comuni sotto il profilo della pianificazione urbanistica e al Sindaco sotto il profilo di ordinanza nella sua veste di Autorità Sanitaria, per tutelare la salute contro le attività considerate industrie insalubri.

E’ vero che le norme tecniche attuative di un piano urbanistico comunale possono stabilire distanze di sicurezza adeguate (la sentenza in esame fa riferimento ad esempio a 100 ml) per le industrie insalubri di 1^ classe rispetto ai confini di zone residenziali o da preesistenti edifici destinati a residenza.

Considerate che  la fascia di rispetto, dalla collocazione di dette industrie insalubri,  riguarda non solo i confini delle zone residenziali ma anche “preesistenti edifici destinati a residenza”

Inoltre se è vero che la normativa nazionale sulle industrie insalubri (articolo 216 del T.U. n.1265/1934) non prevede un divieto assoluto di collocazione di queste negli abitati,  non è precluso né illogico fissare con norme regolamentari parametri più rigorosi di quelli rinvenibili nell’art.216 del T.U. n.1265/1934 al fine di conseguire una più intensa tutela della salute pubblica (Cons. Stato, V n.338/1996).

Il D.M. 18.12.1975 “Norme tecniche aggiornate relative all’edilizia scolastica”, stabilisce che gli edifici scolastici e le aree di pertinenza devono essere posti in località aperta, alberata e ricca di verde, che consenta un  buon soleggiamento e comunque sia una delle migliori rispetto al luogo e lontano da depositi e da scoli di materie di rifiuto, da acque stagnanti, da strade di grande traffico, da industrie rumorose ed inquinanti, da cimiteri e non esposti a venti fastidiosi

Una petizione aperta gennaio 2016  rivolta al Presidente della Repubblica recita:

Le evidenze scientifiche dimostrano ampiamente che le sostanze tossiche presenti nell’aria, nei cibi, nelle acque generano un aumento del rischio non solo di cancro o di patologie cardiovascolari,

ma anche di tante altre malattie in adulti e bambini: sindrome metabolica,   diabete, obesità,  patologie neurodegenerative, disturbi dello spettro autistico,  infertilità, abortività spontanea,  (anche per valori di inquinanti abbondantemente al di sotto dei limiti di legge), diminuzione del Quoziente Intellettivo (QI), per non citarne che alcune.

Come si possono prevedere incentivi agli inceneritori, pari ogni anno ad oltre 500 milioni di euro, per finanziare la produzione di energia da rifiuti e contemporaneamente chiedere ai cittadini di ridurre i rifiuti non riciclabili?

Gli incentivi previsti per gli inceneritori sono superiori al totale dei contributi ricevuti dai Comuni dal CONAI per la raccolta differenziata degli imballaggi. Non sarebbe più utile, sia dal punto di vista economico che ambientale, prevedere che quella cifra, proveniente dai contributi dei cittadini, fosse utilizzata per promuovere raccolte differenziate di qualità e impianti di recupero e riciclo?

Chi così legifera sembra non considerare  che ogni processo di combustione genera inquinamento atmosferico, rifiuti liquidi e ceneri tossiche (che vengono addirittura destinate alla produzione di cemento) e  continua pervicacemente a premiare l’incenerimento di biomasse di ogni genere, inclusi scarti  animali  fino a ieri destinati a produrre mangimi.

Stiamo assistendo a devastazioni di fiumi per tagli sconsiderati degli alberi destinati a queste centrali e  spuntano come funghi centrali a biogas in cui la materia organica invece di essere restituita ai suoli come compost viene “digerita” in assenza di ossigeno con rischi per ambiente e salute.

La petizione e‘ stata firmata da centinaia di medici

“Non tutti sono chiamati a lavorare in maniera diretta nella politica, ma in seno alla società fiorisce una innumerevole varietà di associazioni che intervengono a favore del bene comune, difendendo l’ambiente naturale e urbano.”  Papa Francesco. Enciclica Laudato si’

This petition will be delivered to:
  • Assessore all'Ambiente - Regione Lombardia
    Assessore Claudia Maria Terzi
  • Comune di Sarezzo
    Sindaco Diego Toscani
  • Ministero dell'Ambiente
    Ministro Gian Luca Galletti
  • Settore Ambiente e Protezione Civile - Provincia di Brescia
    Direttore Giovanmaria Tognazzi

Liberi Cittadini per la Salute . started this petition with a single signature, and now has 1,340 supporters. Start a petition today to change something you care about.