

ARGINIAMO IL RANDAGISMO INCREMENTANDO LE STERILIZZAZIONI


ARGINIAMO IL RANDAGISMO INCREMENTANDO LE STERILIZZAZIONI
Il problema
A 30 anni dall'approvazione della legge sul randagismo (legge n.281/1991) crediamo di poter sostenere a ragione che nella regione Campania la presenza in eccesso di animali randagi e il mancato controllo del fenomeno sono una piaga costante che ad oggi non accenna a diminuire.
Quest'anno il volontariato associato e non - e con esso i singoli cittadini che hanno potuto farne diretta esperienza - ha avuto modo di registrare un ulteriore aumento di abbandoni e di nascite di cani e, in misura ancora maggiore, di gatti.
Tante associazioni campane si possono dire a tutti gli effetti al collasso, non hanno più risorse economiche nè spazi dove accogliere gli animali che continuano a moltiplicarsi. Ciò è l'effetto derivante essenzialmente da due cause:
1) il numero evidentemente INSUFFICIENTE di sterilizzazioni effettuate dalle Asl veterinarie territoriali e scarse o nulle convenzioni con strutture private da parte dei Comuni cronicamente a corto di fondi;
2) mancate campagne di sensibilizzazione finalizzate a promuovere le sterilizzazioni da parte degli enti pubblici nei confronti di proprietari di cani e gatti. Più animali padronali significano sempre più animali nei canili e per le strade: le adozioni sono comunque limitate e quella di "cucciolate casalinghe" sono ovviamente più accessibili e per molti (ingiustamente) preferibili.
Ogni giorno vi sono segnalazioni di cani abbandonati, gattini chiusi in una busta, gattini sul ciglio di una strada, colonie mai censite che straripano di cuccioli e gatte incinte, accumulatori seriali di animali, gente che minaccia di avvelenarli se non gli togli il "fastidio" della vista dei poveri animali. Tutto questo ricade sulle spalle di un volontariato che si ritrova in situazioni BEN DIVERSE da quelle del volontariato che si occupa di altre fasce deboli, perché privo di fondi, aiutato soltanto da donazioni prevalentemente provenienti dal NORD ITALIA (il che accresce la pessima fama generale di cui il sud gode nella penisola), e privo di mezzi e strumenti per affrontare una simile emergenza.
E' una situazione di fronte alla quale le associazioni si sentono sole e abbandonate dalle istituzioni sempre in carenza di organico e di strutture.
E' necessario coprire in maniera capillare le esigenze di tutto il territorio campano - dove peraltro si registrano forti dissonanze e diversità anche numerica di attività di sterilizzazione e cura - e senza una comunione di intenti debellare il randagismo sarà sicuramente impossibile.
Il compito delle associazioni e dei volontari aniamlisti non è però quello di farsi carico delle spese economiche per la cura e la sterilizzazioni dei randagi, ma quello di sforzarsi per dare una casa a tutti, svuotando canili e gattili, e naturalmente, di collaborare con le Asl, cosa non sempre facile o possibile.
L'art. 5 della legge regionale n. 3/2019 rubricato "competenze delle Aziende Sanitarie Locali" sancisce che: i servizi veterinari delle Asl provvedono ad:
d) assicurare la sterilizzazione, anche attraverso apposite convenzioni con medici veterinari liberi professionisti e la degenza post operatoria dei cani randagi prima dell'inoltro ai canili o della loro reimmissione sul territorio di provenienza e dei gatti liberi delle colonie prima delle loro reimmissioni nelle stesse, nonchè dei gatti liberi non appartenenti a colonie prima delle loro reimmissioni sul luogo di ritrovamento.
Come ben si evince da tale normativa, nessuna disposizione pone la soluzione al problema "recupero e sterilizzazione animali" a carico dei privati cittadini, volontari ed associazioni protezionistiche. Su questi ultimi incombe solo il dovere di informare della presenza di randagi la polizia municipale e di conseguenza l'Asl competente, che dovranno attivarsi per il recupero e la sterilizzzazione. Facciamo anche presente che è esclusa ormai dal compito svolto dalle Asl LA CATTURA dei felini, e che anche su quello il volontariato sta sopperendo come può, impiegando forze, fatica e risorse economiche personali e che neppure questo è il giusto modo di (non) risolvere un problema quotidiano e onerosissimo.
Alla luce di quanto esposto si chiede che vengano istituiti con urgenza nuovi punti di sterilizzazione dei randagi o che vengano incrementati gli staff delle stesse Asl che effettuano sterilizzazione. Ove ciò non fosse possibile, che vengano rispettati i termini di cui all'art. 5 della legge regionale n. 3/2019 che prevede la possibilità da parte delle Asl di stipulare convenzioni con medici veterinari liberi professionisti affinchè venga assicurata la sterilizzazione dei randagi e la degenza post operatoria prima dell'inoltro ai canili o della loro reimmissione sul territorio di provenienza.
Certi di un celere e fattivo riscontro, porgiamo distinti saluti
I PROMOTORI DELL'INIZIATIVA:
Animal Day Napoli Lega Nazionale Difesa del Cane

Il problema
A 30 anni dall'approvazione della legge sul randagismo (legge n.281/1991) crediamo di poter sostenere a ragione che nella regione Campania la presenza in eccesso di animali randagi e il mancato controllo del fenomeno sono una piaga costante che ad oggi non accenna a diminuire.
Quest'anno il volontariato associato e non - e con esso i singoli cittadini che hanno potuto farne diretta esperienza - ha avuto modo di registrare un ulteriore aumento di abbandoni e di nascite di cani e, in misura ancora maggiore, di gatti.
Tante associazioni campane si possono dire a tutti gli effetti al collasso, non hanno più risorse economiche nè spazi dove accogliere gli animali che continuano a moltiplicarsi. Ciò è l'effetto derivante essenzialmente da due cause:
1) il numero evidentemente INSUFFICIENTE di sterilizzazioni effettuate dalle Asl veterinarie territoriali e scarse o nulle convenzioni con strutture private da parte dei Comuni cronicamente a corto di fondi;
2) mancate campagne di sensibilizzazione finalizzate a promuovere le sterilizzazioni da parte degli enti pubblici nei confronti di proprietari di cani e gatti. Più animali padronali significano sempre più animali nei canili e per le strade: le adozioni sono comunque limitate e quella di "cucciolate casalinghe" sono ovviamente più accessibili e per molti (ingiustamente) preferibili.
Ogni giorno vi sono segnalazioni di cani abbandonati, gattini chiusi in una busta, gattini sul ciglio di una strada, colonie mai censite che straripano di cuccioli e gatte incinte, accumulatori seriali di animali, gente che minaccia di avvelenarli se non gli togli il "fastidio" della vista dei poveri animali. Tutto questo ricade sulle spalle di un volontariato che si ritrova in situazioni BEN DIVERSE da quelle del volontariato che si occupa di altre fasce deboli, perché privo di fondi, aiutato soltanto da donazioni prevalentemente provenienti dal NORD ITALIA (il che accresce la pessima fama generale di cui il sud gode nella penisola), e privo di mezzi e strumenti per affrontare una simile emergenza.
E' una situazione di fronte alla quale le associazioni si sentono sole e abbandonate dalle istituzioni sempre in carenza di organico e di strutture.
E' necessario coprire in maniera capillare le esigenze di tutto il territorio campano - dove peraltro si registrano forti dissonanze e diversità anche numerica di attività di sterilizzazione e cura - e senza una comunione di intenti debellare il randagismo sarà sicuramente impossibile.
Il compito delle associazioni e dei volontari aniamlisti non è però quello di farsi carico delle spese economiche per la cura e la sterilizzazioni dei randagi, ma quello di sforzarsi per dare una casa a tutti, svuotando canili e gattili, e naturalmente, di collaborare con le Asl, cosa non sempre facile o possibile.
L'art. 5 della legge regionale n. 3/2019 rubricato "competenze delle Aziende Sanitarie Locali" sancisce che: i servizi veterinari delle Asl provvedono ad:
d) assicurare la sterilizzazione, anche attraverso apposite convenzioni con medici veterinari liberi professionisti e la degenza post operatoria dei cani randagi prima dell'inoltro ai canili o della loro reimmissione sul territorio di provenienza e dei gatti liberi delle colonie prima delle loro reimmissioni nelle stesse, nonchè dei gatti liberi non appartenenti a colonie prima delle loro reimmissioni sul luogo di ritrovamento.
Come ben si evince da tale normativa, nessuna disposizione pone la soluzione al problema "recupero e sterilizzazione animali" a carico dei privati cittadini, volontari ed associazioni protezionistiche. Su questi ultimi incombe solo il dovere di informare della presenza di randagi la polizia municipale e di conseguenza l'Asl competente, che dovranno attivarsi per il recupero e la sterilizzzazione. Facciamo anche presente che è esclusa ormai dal compito svolto dalle Asl LA CATTURA dei felini, e che anche su quello il volontariato sta sopperendo come può, impiegando forze, fatica e risorse economiche personali e che neppure questo è il giusto modo di (non) risolvere un problema quotidiano e onerosissimo.
Alla luce di quanto esposto si chiede che vengano istituiti con urgenza nuovi punti di sterilizzazione dei randagi o che vengano incrementati gli staff delle stesse Asl che effettuano sterilizzazione. Ove ciò non fosse possibile, che vengano rispettati i termini di cui all'art. 5 della legge regionale n. 3/2019 che prevede la possibilità da parte delle Asl di stipulare convenzioni con medici veterinari liberi professionisti affinchè venga assicurata la sterilizzazione dei randagi e la degenza post operatoria prima dell'inoltro ai canili o della loro reimmissione sul territorio di provenienza.
Certi di un celere e fattivo riscontro, porgiamo distinti saluti
I PROMOTORI DELL'INIZIATIVA:
Animal Day Napoli Lega Nazionale Difesa del Cane

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 28 giugno 2021