Salviamo la lupa a Potenza


Salviamo la lupa a Potenza
Il problema
LA STORIA
Nel maggio del 2020 un esemplare di femmina sub-adulta di lupo appenninico, allontanatosi dal suo habitat naturale, frequentava gli ambienti urbani della città di Potenza. Trovandosi in uno stato di stress e deperimento generale, essa veniva cibata dalla cittadinanza nell'inerzia delle istituzioni locali, inducendo così l'individuo a rapportarsi con l'uomo.
Solo in data 7/12/2020, con ordinanza del Sindaco di Potenza, se ne ordinava la cattura, in assenza di previo parere positivo dell'ISPRA e autorizzazione ministeriale. Si autorizzava inoltre "il trasferimento dell'esemplare della specie canidae (lupo) nel Canile comunale situato in contrada Tiera per la custodia e per le relative indagini sanitarie e della genetica", nonostante fosse evidente da una prima analisi fenotipica l'appartenenza almeno alla 4^ generazione di Canis lupus italicus, ovvero individuo selvatico e, dunque, da accogliere anche temporaneamente in un CRAS. L'esito delle analisi genetiche ha poi confermato che si trattasse di un lupo appenninico puro.
A fronte dell'intervento della Regione Basilicata, che tardivamente coinvolgeva le autorità statali competenti, la lupa veniva dotata di radiocollare e reimmessa in natura nel sito individuato dall'Osservatorio Regionale per la Biodiversità Naturale. Considerate le prevedibili ed evitabili compromissioni all'etologia dell'esemplare, lasciato troppo a lungo in ambiente urbano e danneggiato dalle attività antropiche, si è constatato come lo stesso allo stato attuale non riesca a reinserirsi adeguatamente nel suo habitat naturale, ritornando saltuariamente nelle aree periferiche della città di Potenza. Le conseguenze di tale situazione sono l'incapacità di procacciarsi autonomamente il cibo, portandola a cibarsi di rifiuti e scarti urbani.
In ultimo, l'inizio del periodo di estro della sottospecie ha portato l'esemplare ad accoppiarsi in data 22/03/2021 con un cane domestico, senza prevenzione alcuna dagli addetti al monitoraggio dello stesso nonostante la prevedibilità e con gli evidenti e gravi fenomeni di ibridazione della specie. L'accaduto viene segnalato dall'Associazione Fuorisentiero la quale in data 23/03/2021, dopo aver seguito in prima linea la storia fin dagli albori, invia a ISPRA e Ministero della Transizione Ecologica una rappresentazione dei fatti con annessa proposta di soluzione. Le autorità competenti decidono per una seconda captivazione e sterilizzazione dell'esemplare presso il precedente Canile comunale, con annessa degenza nello stesso. Ne consegue poi un secondo tentativo di liberazione in ambiente naturale nel precedente areale.
PROPOSTA DI SOLUZIONE
Viste le condotte negligenti delle istituzioni locali e vista la necessità di un pronto intervento risolutivo in quanto evidente l'ormai compromissione dell'etologia comportamentale dell'individuo, è stato individuato il CRAS WildUmbria quale Centro idoneo e disponibile per l'accoglienza temporanea dell'esemplare, ospitandola nell'area esterna dedicata fino a definitiva risoluzione. Fuorisentiero, di concerto con il CRAS, si è inoltre resa disponibile ad assumersi le spese e gli oneri derivanti da tale necessario trasferimento e approvvigionamento. Si critica inoltre la proposta di sterilizzazione dell'esemplare in un Canile comunale, luogo incompatibile con una sua degenza e accoglienza. Inoltre in un primo momento si rivela sufficiente l'aborto per la risoluzione della problematica relativa all'ibridazione e, comunque, pratica allo stato attuale non necessaria per la risoluzione del problema; da precisare che l'esemplare rientra tra le specie protette dell'Unione Europea nonchè vulnerabili secondo IUCN.
La presente petizione, indirizzata a Regione Basilicata, ISPRA e Ministero della Transizione Ecologica, si pone l'obiettivo di indurre i presenti Enti a una radicale modifica decisionale, optando per la sistemazione in idoneo Centro di Recupero Fauna Selvatica.

Il problema
LA STORIA
Nel maggio del 2020 un esemplare di femmina sub-adulta di lupo appenninico, allontanatosi dal suo habitat naturale, frequentava gli ambienti urbani della città di Potenza. Trovandosi in uno stato di stress e deperimento generale, essa veniva cibata dalla cittadinanza nell'inerzia delle istituzioni locali, inducendo così l'individuo a rapportarsi con l'uomo.
Solo in data 7/12/2020, con ordinanza del Sindaco di Potenza, se ne ordinava la cattura, in assenza di previo parere positivo dell'ISPRA e autorizzazione ministeriale. Si autorizzava inoltre "il trasferimento dell'esemplare della specie canidae (lupo) nel Canile comunale situato in contrada Tiera per la custodia e per le relative indagini sanitarie e della genetica", nonostante fosse evidente da una prima analisi fenotipica l'appartenenza almeno alla 4^ generazione di Canis lupus italicus, ovvero individuo selvatico e, dunque, da accogliere anche temporaneamente in un CRAS. L'esito delle analisi genetiche ha poi confermato che si trattasse di un lupo appenninico puro.
A fronte dell'intervento della Regione Basilicata, che tardivamente coinvolgeva le autorità statali competenti, la lupa veniva dotata di radiocollare e reimmessa in natura nel sito individuato dall'Osservatorio Regionale per la Biodiversità Naturale. Considerate le prevedibili ed evitabili compromissioni all'etologia dell'esemplare, lasciato troppo a lungo in ambiente urbano e danneggiato dalle attività antropiche, si è constatato come lo stesso allo stato attuale non riesca a reinserirsi adeguatamente nel suo habitat naturale, ritornando saltuariamente nelle aree periferiche della città di Potenza. Le conseguenze di tale situazione sono l'incapacità di procacciarsi autonomamente il cibo, portandola a cibarsi di rifiuti e scarti urbani.
In ultimo, l'inizio del periodo di estro della sottospecie ha portato l'esemplare ad accoppiarsi in data 22/03/2021 con un cane domestico, senza prevenzione alcuna dagli addetti al monitoraggio dello stesso nonostante la prevedibilità e con gli evidenti e gravi fenomeni di ibridazione della specie. L'accaduto viene segnalato dall'Associazione Fuorisentiero la quale in data 23/03/2021, dopo aver seguito in prima linea la storia fin dagli albori, invia a ISPRA e Ministero della Transizione Ecologica una rappresentazione dei fatti con annessa proposta di soluzione. Le autorità competenti decidono per una seconda captivazione e sterilizzazione dell'esemplare presso il precedente Canile comunale, con annessa degenza nello stesso. Ne consegue poi un secondo tentativo di liberazione in ambiente naturale nel precedente areale.
PROPOSTA DI SOLUZIONE
Viste le condotte negligenti delle istituzioni locali e vista la necessità di un pronto intervento risolutivo in quanto evidente l'ormai compromissione dell'etologia comportamentale dell'individuo, è stato individuato il CRAS WildUmbria quale Centro idoneo e disponibile per l'accoglienza temporanea dell'esemplare, ospitandola nell'area esterna dedicata fino a definitiva risoluzione. Fuorisentiero, di concerto con il CRAS, si è inoltre resa disponibile ad assumersi le spese e gli oneri derivanti da tale necessario trasferimento e approvvigionamento. Si critica inoltre la proposta di sterilizzazione dell'esemplare in un Canile comunale, luogo incompatibile con una sua degenza e accoglienza. Inoltre in un primo momento si rivela sufficiente l'aborto per la risoluzione della problematica relativa all'ibridazione e, comunque, pratica allo stato attuale non necessaria per la risoluzione del problema; da precisare che l'esemplare rientra tra le specie protette dell'Unione Europea nonchè vulnerabili secondo IUCN.
La presente petizione, indirizzata a Regione Basilicata, ISPRA e Ministero della Transizione Ecologica, si pone l'obiettivo di indurre i presenti Enti a una radicale modifica decisionale, optando per la sistemazione in idoneo Centro di Recupero Fauna Selvatica.

PETIZIONE CHIUSA
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I decisori
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Petizione creata in data 28 marzo 2021