REGGIO EMILIA SMETTA DI SUPPORTARE IL GENOCIDIO E L'OCCUPAZIONE - FUORI TEVA DALLE FCR


REGGIO EMILIA SMETTA DI SUPPORTARE IL GENOCIDIO E L'OCCUPAZIONE - FUORI TEVA DALLE FCR
Il problema
Gli atti criminali del Governo israeliano che hanno portato all'uccisione di oltre 58.000 persone, di cui almeno 18.000 bambini (e si tratta di stime molto al ribasso secondo diversi studi), alla dislocazione forzata di un intero popolo, ad una catastrofe umanitaria senza precedenti, atti che prevedono anche l'uso della fame come un'arma di guerra, sono stati condannati da tutte le più importanti istituzioni internazionali e dai governi di mezzo molto (con l'esclusione dei governi satelliti e vassalli degli Stati Uniti, tra i quali primeggia per sottomissione il governo italiano).
Non meno grave del genocidio in corso, è l'occupazione dei territori palestinesi in Cisgiordania che, secondo le risoluzioni ONU, dovrebbero costituire lo Stato di Palestina e che sono state sempre più erose dall'espansione delle colonie israeliane illegali. Anche la Corte di giustizia internazionale ha dichiarato illegali le colonie israeliane, che si macchiano di quotidiane violenze contro comunità palestinesi inermi.
Genocidio ed occupazione sono due facce della stessa tragica strategia di annientamento del popolo palestinese.
Negli ultimi mesi, grazie al silenzio internazionale e al supporto di Stati Uniti e dei paesi europei, i coloni e l'esercito israeliano hanno accelerato il ritmo delle demolizioni arbitrarie di villaggi palestinesi, degli abbattimento di oliveti, con conseguente 'espulsione forzata di famiglie palestinesi dalle loro terre.
Tra i governi silenti e conniventi c'è anche il Governo Italiano. Anche noi italiani, di conseguenza, siamo corresponsabili e conniventi con ciò che sta accadendo.
Diverse amministrazioni locali italiane hanno alzato la voce per prendere distanza dalle azioni del governo criminale di Israele. Tra queste, la Regione Emilia-Romagna (così come altre regioni italiane) ha preso posizione, sospendendo le relazioni con il governo israeliano.
Il 3 giugno scorso, finalmente, anche il Comune di Reggio Emilia si è mosso. Il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno che impegna il sindaco Massari e la giunta comunale a interrompere ogni forma di relazione istituzionale con i rappresentanti del governo israeliano e con tutti i soggetti ad esso direttamente riconducibili “che non siano apertamente e dichiaratamente motivate dalla volontà di porre fine al massacro in corso, fino a che il rispetto del diritto internazionale non venga ripristinato”, e a trasmettere il testo alle società partecipate del Comune e alle principali istituzioni pubbliche del territorio (Ausl, Università di Modena e Reggio) “affinché possano valutare decisioni simili, nel pieno rispetto delle leggi e delle rispettive competenze”.
Noi, cittadini di Reggio Emilia, chiediamo che il Comune di Reggio Emilia (e di conseguenze le aziende controllate e partecipate) attuino concretamente questo OdG del Consiglio, al fine che non rimanga un vuoto proclama contro il genocidio e l'occupazione in atto a Gaza e in Palestina, in primo luogo con provvedimenti sul piano economico: smettendo di commerciare e sostenere economicamente gli occupanti.
Non è accettabile che FCR - Farmacie Comunali Riunite (Azienda Speciale poliservizi del Comune di Reggio Emilia che si occupa di gestione di ben 29 farmacie comunali) presenti e proponga ai cittadini reggiani i prodotti della casa farmaceutica Teva, uno dei bersagli del Movimento BDS "Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti del popolo palestinese".
La Campagna BDS “TEVA? NO GRAZIE!” promuove il boicottaggio dell’azienda TEVA, multinazionale farmaceutica israeliana specializzata nella produzione di farmaci generici ampiamente presenti anche in Italia. Come parte dominante dell'industria farmaceutica israeliana Teva gode dei vantaggi generati dall'occupazione illegale dei territori palestinesi, condizione che le consente di sfruttare il mercato palestinese, che è di fatto un mercato vincolato alle aziende israeliane
Inoltre, si legge nel dossier della campagna "La vendita e l’acquisto dei farmaci Teva contraddice questo valore etico [del codice etico dell'azienda ndr] perché contribuisce al profitto di una azienda che trae chiaramente vantaggio da una condizione di occupazione militare. Inoltre, i profitti di Teva, accumulati anche grazie allo sfruttamento del mercato palestinese, contribuiscono all’economia israeliana e vanno a rafforzare l’apparato militare utilizzato per attuare crimini contro l’umanità, inquadrabili in un possibile genocidio ai danni della popolazione palestinese, secondo le parole della Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite."
"L’industria farmaceutica israeliana ha la responsabilità di trarre vantaggio da un brutale regime di occupazione militare e di discriminazione sistematica che semina morte e distruzione in Palestina. Così facendo viene meno al suo dovere di tutela del valore della vita e al principio etico dell’umana solidarietà. Per questi motivi invitiamo ad un boicottaggio dei farmaci prodotti dalla società israeliana Teva (inclusi i marchi Rathiopharm, Dorom e Cephalon), i cui farmaci generici possono essere in genere facilmente sostituiti da altri di aziende differenti. Il boicottaggio è ovviamente da escludersi per quei farmaci che non siano sostituibili sul mercato.".
Chiediamo pertanto al Comune di Reggio Emilia e a FCR di rimuovere i prodotti TEVA dalle farmacie comunali e di interrompere qualsiasi rapporto commerciale con aziende che traggono vantaggio e sostengono l'occupazione dei territori palestinesi, aderendo pienamente alla Campagna BDS “TEVA? NO GRAZIE!”, in coerenza con la votazione che si è svolta in Consiglio Comunale il 3 giugno 2025.
https://www.wired.it/article/striscia-di-gaza-dati-numero-vittime-attacchi-israele-morti-bambini/
https://unric.org/it/onu-e-la-crisi-a-gaza/
https://www.ilpost.it/2024/07/19/corte-internazionale-di-giustizia-colonie-israele/
https://bdsitalia.org/index.php
www.whoprofits.org/companies/company/4212?teva-pharmaceutical-industries

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Il problema
Gli atti criminali del Governo israeliano che hanno portato all'uccisione di oltre 58.000 persone, di cui almeno 18.000 bambini (e si tratta di stime molto al ribasso secondo diversi studi), alla dislocazione forzata di un intero popolo, ad una catastrofe umanitaria senza precedenti, atti che prevedono anche l'uso della fame come un'arma di guerra, sono stati condannati da tutte le più importanti istituzioni internazionali e dai governi di mezzo molto (con l'esclusione dei governi satelliti e vassalli degli Stati Uniti, tra i quali primeggia per sottomissione il governo italiano).
Non meno grave del genocidio in corso, è l'occupazione dei territori palestinesi in Cisgiordania che, secondo le risoluzioni ONU, dovrebbero costituire lo Stato di Palestina e che sono state sempre più erose dall'espansione delle colonie israeliane illegali. Anche la Corte di giustizia internazionale ha dichiarato illegali le colonie israeliane, che si macchiano di quotidiane violenze contro comunità palestinesi inermi.
Genocidio ed occupazione sono due facce della stessa tragica strategia di annientamento del popolo palestinese.
Negli ultimi mesi, grazie al silenzio internazionale e al supporto di Stati Uniti e dei paesi europei, i coloni e l'esercito israeliano hanno accelerato il ritmo delle demolizioni arbitrarie di villaggi palestinesi, degli abbattimento di oliveti, con conseguente 'espulsione forzata di famiglie palestinesi dalle loro terre.
Tra i governi silenti e conniventi c'è anche il Governo Italiano. Anche noi italiani, di conseguenza, siamo corresponsabili e conniventi con ciò che sta accadendo.
Diverse amministrazioni locali italiane hanno alzato la voce per prendere distanza dalle azioni del governo criminale di Israele. Tra queste, la Regione Emilia-Romagna (così come altre regioni italiane) ha preso posizione, sospendendo le relazioni con il governo israeliano.
Il 3 giugno scorso, finalmente, anche il Comune di Reggio Emilia si è mosso. Il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno che impegna il sindaco Massari e la giunta comunale a interrompere ogni forma di relazione istituzionale con i rappresentanti del governo israeliano e con tutti i soggetti ad esso direttamente riconducibili “che non siano apertamente e dichiaratamente motivate dalla volontà di porre fine al massacro in corso, fino a che il rispetto del diritto internazionale non venga ripristinato”, e a trasmettere il testo alle società partecipate del Comune e alle principali istituzioni pubbliche del territorio (Ausl, Università di Modena e Reggio) “affinché possano valutare decisioni simili, nel pieno rispetto delle leggi e delle rispettive competenze”.
Noi, cittadini di Reggio Emilia, chiediamo che il Comune di Reggio Emilia (e di conseguenze le aziende controllate e partecipate) attuino concretamente questo OdG del Consiglio, al fine che non rimanga un vuoto proclama contro il genocidio e l'occupazione in atto a Gaza e in Palestina, in primo luogo con provvedimenti sul piano economico: smettendo di commerciare e sostenere economicamente gli occupanti.
Non è accettabile che FCR - Farmacie Comunali Riunite (Azienda Speciale poliservizi del Comune di Reggio Emilia che si occupa di gestione di ben 29 farmacie comunali) presenti e proponga ai cittadini reggiani i prodotti della casa farmaceutica Teva, uno dei bersagli del Movimento BDS "Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti del popolo palestinese".
La Campagna BDS “TEVA? NO GRAZIE!” promuove il boicottaggio dell’azienda TEVA, multinazionale farmaceutica israeliana specializzata nella produzione di farmaci generici ampiamente presenti anche in Italia. Come parte dominante dell'industria farmaceutica israeliana Teva gode dei vantaggi generati dall'occupazione illegale dei territori palestinesi, condizione che le consente di sfruttare il mercato palestinese, che è di fatto un mercato vincolato alle aziende israeliane
Inoltre, si legge nel dossier della campagna "La vendita e l’acquisto dei farmaci Teva contraddice questo valore etico [del codice etico dell'azienda ndr] perché contribuisce al profitto di una azienda che trae chiaramente vantaggio da una condizione di occupazione militare. Inoltre, i profitti di Teva, accumulati anche grazie allo sfruttamento del mercato palestinese, contribuiscono all’economia israeliana e vanno a rafforzare l’apparato militare utilizzato per attuare crimini contro l’umanità, inquadrabili in un possibile genocidio ai danni della popolazione palestinese, secondo le parole della Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite."
"L’industria farmaceutica israeliana ha la responsabilità di trarre vantaggio da un brutale regime di occupazione militare e di discriminazione sistematica che semina morte e distruzione in Palestina. Così facendo viene meno al suo dovere di tutela del valore della vita e al principio etico dell’umana solidarietà. Per questi motivi invitiamo ad un boicottaggio dei farmaci prodotti dalla società israeliana Teva (inclusi i marchi Rathiopharm, Dorom e Cephalon), i cui farmaci generici possono essere in genere facilmente sostituiti da altri di aziende differenti. Il boicottaggio è ovviamente da escludersi per quei farmaci che non siano sostituibili sul mercato.".
Chiediamo pertanto al Comune di Reggio Emilia e a FCR di rimuovere i prodotti TEVA dalle farmacie comunali e di interrompere qualsiasi rapporto commerciale con aziende che traggono vantaggio e sostengono l'occupazione dei territori palestinesi, aderendo pienamente alla Campagna BDS “TEVA? NO GRAZIE!”, in coerenza con la votazione che si è svolta in Consiglio Comunale il 3 giugno 2025.
https://www.wired.it/article/striscia-di-gaza-dati-numero-vittime-attacchi-israele-morti-bambini/
https://unric.org/it/onu-e-la-crisi-a-gaza/
https://www.ilpost.it/2024/07/19/corte-internazionale-di-giustizia-colonie-israele/
https://bdsitalia.org/index.php
www.whoprofits.org/companies/company/4212?teva-pharmaceutical-industries

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Petizione creata in data 26 luglio 2025