Referendum su Alitalia pubblica: evitare un altro spreco dei nostri soldi

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Ancora una volta sentiamo parlare di soluzioni nazionali per mantenere in vita una compagnia che è tutt'altro che risanata.

Una nuova nazionalizzazione con 3 miliardi di euro dei contribuenti.

Un altro prestito ponte di 400 milioni è arrivato a fine del 2019, mentre il precedente prestito di 900 milioni è ormai stato bruciato. Un altro Governo è cambiato, ma i soldi pubblici continuano a scorrere.

Alitalia perde oltre 2 milioni di euro al giorno e probabilmente il rosso sarà pari a 1000 milioni di euro a fine anno. Il tempo scorre senza nessuna pietà.

Anche prima del Covid19, Alitalia perdeva 600 milioni di euro, e dal momento dell'apertura del mercato aereo alla concorrenza, Alitalia ha sempre chiuso in perdita.

Quella pietà che il Governo dovrebbe avere nei confronti del contribuente italiano, visto il salvataggio a carico degli italiani con i “capitani coraggiosi” del 2008 e l’intervento di Poste con cash dei risparmiatori postali del 2014.

Cambiano i Governi, ma il contribuente sempre paga!

Gli italiani hanno già perso 13 miliardi negli ultimi anni per mantenere in vita una compagnia fallita da tempo.

8 miliardi solo negli ultimi tre anni, tra prestiti ponte, rinazionalizzazioni e Bad company.

Di strategico è rimasto il portafoglio degli italiani.

Una compagnia che vede un crollo continuo della propria quota di mercato, mentre il mercato aereo italiano va alla grande. Solo per dare un riferimento, Alitalia trasporta da e per l’estero solo l’8 per cento dei passeggeri, meno di Ryanair, Easyjet e anche del gruppo Lufthansa.

Perché allora fare sprecare i soldi dei contribuenti per una compagnia aerea decotta?

Per questo motivo vogliamo chiedere agli italiani una firma per chiedere che Alitalia non sia salvata ancora una volta dallo Stato attraverso la costituzione di un'impresa pubblica.

Non ci stiamo a fare spendere altri soldi degli italiani senza il loro consenso!